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''Potevo essere senatore ma ho preferito la mia terra e la mia gente''. Kaswalder guarda alle provinciali: ''Un centrodestra unito vince''

Sul risultato del Patt: "Le periferie, l'assistenza, la scuola, gli ospedali, le infrastrutture, l'agricoltura di montagna. Ma anche l'orso, il lupo. Questi i temi che hanno fatto perdere il voto autonomista al centrosinistra. Temi che un partito autonomista vero dovrebbe aver a cuore"

Walter Kaswalder con il deputato Maurizio Fugatti, Stefania Segnana e Alessia Ambrosi
Di Donatello Baldo - 19 marzo 2018 - 06:01

TRENTO. Walter Kaswalder, il consigliere provinciale eletto con il Patt ma dal Patt espulso, ha sostenuto il centrodestra alle politiche. Era in predicato di candidarsi al Senato in Valsugana. "Ma io sono autonomista, ci tengo alla mia gente, preferisco rimanere sul territorio. Mi interessa la montagna, il mondo agricolo, il mio obiettivo sono le elezioni provinciali dell'autunno".

 

Matteo Salvini ha usato parole di stima per lei.

Quando ci siamo incontrati con Fugatti e Salvini l'ho detto subito: la Valsugana la vince il centrodestra. Il seggio volevano offrirlo a me, ci tenevano. Ma ho declinato l'invito. E' a quel punto che Salvini mi ha detto che prima di allora nessuno aveva rifiutato un posto sicuro in Parlamento. Credo che la stima sia dovuto anche a questo.

 

Insomma, Il centrodestra ha vinto e il centrosinistra autonomista ha perso. Però Rossi minimizza. Ma è successo veramente un patatrac?

E' successo qualcosa di importantissimo, è cambiata un'epoca. Rossi prima del voto diceva che avrebbe vinto il centrosinistra 6 a 0. 'Faremo cappotto', diceva. Ma più che cappotto, Rossi ha cappottato. Mentre lui minimizza, l'Upt e il Pd perlomeno cercano di reagire: Mellarini e Gilmozzi si sono dimessi.

 

Come mai nelle Stelle Alpine non si dimette nessuno?

Hanno detto che il congresso lo fanno dopo il voto del prossimo autunno, in gennaio. Ma il motivo vero è che se si andasse al congresso ora come ora, salterebbero tante teste, verrebbe giù tutto. Il Patt ha perso contatto con la gente, con i territori, e questo ha portato alla sua disfatta, che è iniziata ben prima del 4 marzo. 

 

Addirittura.

Diego Moltrer è morto, io sono stato cacciato. Hanno fatto entrare alcune persone credendo così di rimpiazzare le defezioni ma questo non è successo. Carlo Daldoss e Walter Viola, alla conta, non hanno portato nemmeno un voto.

 

Come si spiega tutti i voti persi in casa autonomista?

Le periferie, l'assistenza, la scuola, gli ospedali, le infrastrutture, l'agricoltura di montagna. Ma anche l'orso, il lupo. Questi i temi che hanno fatto perdere il voto autonomista al centrosinistra. Temi che un partito autonomista vero dovrebbe aver a cuore. 

 

Immagino sia contento che ha vinto il centrodestra visto, ma un po' le dispiace che il Patt sia ridotto come lei dice?

Sì, in fondo mi spiace. Ho lavorato 44 anni per quel partito, mi rincresce vederlo così. Avevamo raggiunto un livello altissimo di penetrazione nel territorio. Ma in nemmeno 5 anni è stato mandato tutto all'aria. Al posto della costruzione collettiva è prevalsa la politica dell'io. Il problema è che non si è voluto fare squadra, ogni critica è stata vissuta come un attacco al manovratore.

 

Le dispiace anche per Panizza che ha perso il seggio?

Umanamente sì, certo. Io sono anche sincero: se fosse dipeso solo da Panizza io non sarei stato espulso. Contro di me si è impuntato Rossi. Umanamente mi spiace, devo dire che ha sempre lavorato tanto sia per il territorio. Ma doveva rendersi conto che così non andava bene. Se solo mi avesse ascoltato...

 

-Senta Kaswalder, ma secondo lei chi dei due ha più responsabilità, Rossi o Panizza?

Tutta colpa del Quartetto Cetra, perché io li ho sempre chiamati così. Sono loro il gruppetto che dall'interno del partito hanno portato le Stelle Alpine a questa situazione.

 

Rossi, Panizza e chi sono gli altri due?

Rossi e Panizza che 'i se tegniva su le braghe l'un con l'altro', poi Michele Dallapiccola e Rudi Oss, la mente occulta, l'eminenza grigia del partito. 

 

Sta parlando dell'attuale presidente di Dolomiti Energia?

Sì, lui. Quello che ha scritto di suo pugno la mia sentenza di condanna, le motivazioni della mia espulsione dalle Stelle Alpine. E' molto vicino ai vertici attuali del Patt.

 

Tra poco arrivano le elezioni provinciali. Tutto pronto nel centrodestra? Sarà della partita?

Sì, ci saremo anche noi. Per ora ci sono più tavoli su cui discutere, con i partiti, con i civici ma anche con Geremia Gios. Dobbiamo trovare una figura condivisa da candidare alla presidenza, alcuni punti su cui convergere e iniziare da subito a muoverci. Dobbiamo approfittare della situazione in cui versa il centrosinistra, usare questo vantaggio per vincere.

 

Dopo le politiche, l'obiettivo è vincere anche alle provinciali con il centrodestra. Ma sarà facile, è scontato?

Dopo 20 anni l'alternanza farebbe bene anche alla democrazia. Ilo centrosinistra governa la Provincia dal 1998. Credo sia giusto un progetto alternativo. Se sia facile non so, certo non dev'essere data per scontata la vittoria. Se non si fanno errori, se si parte dai programmi e dai punti condivisi, credo che la strada sia spianata.  

 

Il presidente è Maurizio Fugatti e non si discute?

A me andrebbe bene, Fugatti è una figura cauta e prudente, di esperienza. Ma il ragionamento deve essere condiviso, potrebbe altrimenti sembrare un'imposizione politica, e non va bene, Sediamoci a un tavolo e decidiamo tutti insieme. Ma non si parta della presidenza, altrimenti sembra che anche noi interessi solo la carega... Si deve partire dal progetto.

 

A lei piacerebbe di più Geremia Gios, dica la verità.

Una figura molto importante, significativa, non lo nego. Ma vale lo stesso ragionamento, sediamoci a un tavolo e valutiamo tutti assieme. Poi sono in tanti quelli che ora si avvicinano, il vento è cambiato e molti si possono rendere disponibili.

 

Che giunta si immagina? Faccia qualche nome.

Nessun nome, ma immagino persone che hanno un lavoro, meglio ancora che abbiano avuto esperienza nell'amministrazione. Io sono in Commissione Bilancio e quando intervengono i consiglieri si capisce subito se qualcuno ha fatto il sindaco o l'assessore. Gli altri, quelli saliti sul carro, quelli che mai hanno affrontato queste cose, lo si vede subito che non sanno di cosa stanno parlando.

 

E i Civici di Valduga? Ha capito da che parte stanno?

Anche qua, sarebbe interessante avere un confronto, ma personalmente non li ho mai incontrati. Forse nel 2016. Ma mi sembra che lì all'interno la pensino in modi un po' diversi l'uno dall'altro, devono prima capirsi tra loro.

 

Dunque si parte, verso le provinciali. Stesso impegno di prima, quand'era nel Patt?
Io in politica la passione ce l'ho messa sempre.

 

Anche i soldi. Mi risulta che di tasca propria abbia versato 60 mila euro alle Stelle Alpine negli ultimi anni.

Negli ultimi anni arrivo a 100 mila euro. E i versamenti li facevo anche prima di essere consigliere provinciale. Se c'era bisogno mettevo sempre qualcosa, se c'era un debito provvedevo con i miei soldi. Ho lasciato la presidenza del Patt lasciando un partito in ottimo stato. Ma non solo economicamente.  

 

 

 

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