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| 16 nov 2018 | 17:38

Presidenza del Consiglio, l'opposizione in campo: ''Necessario un accordo con noi, non potete fare tutto da soli''

Il regolamento prevede la maggioranza dei voti ma anche la presenza di almeno due terzi dei consiglieri per l'elezione delle cariche istituzionali. Necessario un compromesso con la minoranza che rivendica lo scanno più alto

di Donatello Baldo

TRENTO. La prima riunione dell'opposizione si è tenuta nella sede della vicepresidenza della Regione, nell'ufficio che ancora per poco risulta nelle disponibilità di Ugo Rossi. Hanno partecipato i rappresentanti di ciascuna forza della minoranza: Giorgio Tonini per il Pd, Paolo Ghezzi per Futura, Filippo Degasperi per i 5 Stelle, Pietro De Godenz per l'Upt e ovviamente il padrone di casa Rossi in rappresentanza delle Stelle Alpine.

 

L'unico punto all'ordine del giorno lo stesso punto all'ordine del giorno della prima riunione del Consiglio provinciale del prossimo martedì: l'elezione del presidente, del vicepresidente e dell'intero Ufficio di presidenza. 

 

"Invito la maggioranza a leggersi bene il regolamento - afferma Tonini subito dopo il vertice - perché non possono fare tutto da soli". Come a dire, i conti devono farli anche con noi. Ne senso che non basta la maggioranza per eleggere le più alte cariche dell'Assemblea legislativa: "per la validità della elezione - recita il regolamento - è richiesta la presenza di almeno due terzi dei componenti il Consiglio".

 

Basta un voto in più per eleggere le cariche, ma le schede nell'urna devono essere almeno 23, quando la coalizione di Fugatti ne può controllare solo 21, tante quanti sono i consiglieri della maggioranza. Insomma, se l'opposizione di mette di traverso non passa nessuna delle nomine proposte. 

 

"Di solito, proprio per questo motivo, è la maggioranza che si fa avanti per proporre una soluzione", spiega l'esponente del Pd. Ma fino ad ora tutto tace. Si sa soltanto che in pole position c'è Walter Kaswalder, ma che Mirko Bisesti vorrebbe che tutto fosse della Lega, con Roberto Paccher al posto che fu di Dorigatti. 

 

Per Tonini, invece, non dev'essere scontato che la presidenza sia data ad un esponente della maggioranza. "E' invece ragionevole che questa carica spetti alle minoranze considerato che la coalizione di Fugatti ha una maggioranza relativa e non assoluta, come invece avano i passati governi Dellai e Rossi". 

 

La partita sulle cariche istituzionali si sta infuocando e la minoranza inizia a muovere i primi passi nell'opposizione. "Siamo ragionevoli - afferma pacato Tonini - siamo a disposizione per trovare la mediazione e l'accordo". Questo significa che la presidenza alle minoranze non è una richiesta su cui si andrà allo scontro, ma in ballo ci sono la vicepresidenza e i tre segretari questori

 

L'idea è che tutte queste ultime cariche siano assegnate alle opposizioni, com'era in passato quando presidente era un esponente della maggioranza. Durante la riunione non si sono fatti nomi, e nemmeno si è parlato della proposta di Paolo Ghezzi della costruzione di una 'giunta ombra' per seguire da vicino le mosse del nuovo governo provinciale. 

 

 

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