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| 20 nov 2018 | 11:16

Primo consiglio provinciale e prima protesta. Ambientalisti e comitati riuniti sotto il Palazzo per dire ''No alla Valdastico''

Oggi si è riunita la prima assise con il nuovo consiglio e in Piazza Dante si sono radunate una ventina di persone per protestare contro l'intenzione di proseguire verso il completamento dell'A31

di Redazione

TRENTO. Primo consiglio provinciale e prima manifestazione di protesta sotto il Palazzo. Una ventina di manifestanti si sono ritrovati in Piazza Dante per dire no alla Valdastico. C'erano varie sigle ambientaliste e alcuni comitati uniti per ribadire la loro opposizione a un'opera della quale si discute da anni e che, forse mai come adesso, con il cambio della Giunta, appare vicina ad essere realizzata. La Lega, infatti, in campagna elettorale è stata chiarissima e con lei tutti gli alleati di centrodestra: l'A31 deve essere completata per connettere il Trentino al Veneto e al resto del Nord Est in via diretta, bypassando la pericolosissima Ss47, quella Valsugana che nel tratto trentino è spesso al centro delle cronache per incidenti, code e disagi.  

 

E i cittadini, il 21 ottobre, hanno premiato proprio chi ha annunciato che l'opera si farà votandoli ed eleggendoli. ''Ne siamo consapevoli - spiega Aron Iemma  presidente del Wwf Trentino presente tra i manifestanti fuori dal palazzo della Provincia - però noi non arretriamo di un centimetro. Siamo convinti che quell'opera sia dannosa per il territorio e la comunità e pensiamo, invece, che se le risorse che si vorrebbero impiegate per realizzarla, fossero deviate su interventi di tutela del territorio, di rafforzamento, di manutenzione delle opere di difesa contro i cambiamenti climatici, sarebbero soldi davvero ben investiti''.

 

In questo senso Pd, Futura e M5S hanno fatto la loro campagna elettorale contro la Valdastico e quindi i comitati e le associazioni ambientaliste potranno trovare una spalla anche nel neonato consiglio provinciale. Ma la maggioranza è compatta e può contare sull'asse con il Veneto di Zaia. ''Noi non vogliamo andare allo scontro - completa Iemma -, non è il nostro obiettivo. Noi siamo per la ricerca del dialogo ma su un punto restiamo fermi, per il futuro del Trentino e del Veneto: la Valdastico non si deve fare''. 

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