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Profughi, prove di dialogo a Mezzolombardo. All'iniziativa del Pd il candidato di Fratelli d'Italia: "Nostra civiltà in pericolo"

All'incontro anche Luca Zeni e il giornalista Raffaele Crocco: "I flussi migratori sono ormai un fenomeno strutturale che va gestito, non è emergenza". L'assessore: "Modello trentino funziona"

Di Donatello Baldo - 01 febbraio 2018 - 20:07

MEZZOLOMBARDO. Il politico, il giornalista e l'assessore. Non che Luca Zeni non abbia affrontato la questione dei richiedenti asilo da un punto di vista politico, ma a lui erano chiesti i dati: quanti sono in Trentino, quanto costa l'accoglienza.

 

Andrea de Bertoldi, candidato alla carica di senatore per Fratelli d'Italia, anche lui ospite della serata organizzata dal Pd locale, si è seduto nei banchi dell'accusa: contro l'immigrazione, contro coloro che rischiano di annullare la 'nostra' civiltà, contro quelli che minimizzano l'impatto di 1.600 richiedenti asilo sulla realtà trentina.

 

Seduto in mezzo a loro Raffaele Crocco, giornalista, autore dell'Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo. "Il fenomeno migratorio è un fatto, non è un'emergenza. Nel mondo, una persona ogni 100 è un profugo che scappa da guerre e da catastrofi naturali".

 

Ma c'è anche chi scappa dalla povertà, "chi scappa da Paesi dove l'aspettativa di vita non arriva a 40 anni". I migranti economici, quelli che assomigliano tanto ai 10 milioni di italiani che tra il 1861 e il 1890 sono emigrati all'estero. Dieci milioni su 28 milioni di abitanti di allora.

 

Numeri, fatti. Raffaele Crocco parla sulla base delle evidenze dei dati: "Nel mondo la ricchezza è distribuita in modo diseguale, la ricchezza si concentra nelle mani di pochi, fino a quando sarà così le migrazioni non si arresteranno mai e sarà impossibile fermarle. Ma possono essere gestite, se solo si affrontano come una questione strutturale e non emergenziale".

 

I dati. Anche Luca Zeni espone quelli che riguardano la situazione trentina: "Il numero dei richiedenti asilo sul territorio provinciale sono 1.653 che rappresentano, sul totale dei 130 mila arrivati in Italia l'anno scorso, lo 0.9%".

 

A conti fatti, tre profughi ogni mille abitanti. "A differenza di altre Regioni - spiega Zeni - il Trentino e l'Alto Adige hanno siglato accordi con il Governo per gestire in prima persona il fenomeno. altrove sono le prefetture che decidono, che requisiscono immobili".

 

"Qui decidiamo noi sulla collocazione e abbiamo intrapreso una politica di diffusione a piccoli gruppi per favorire l'integrazione. Un modello che funziona - spiega Zeni - portato ad esempio in tutto il Paese".

 

De Bertoldi però non è d'accordo. "A sentire Crocco e Zeni sembra che vada tutto bene. Il problema delle migrazioni incide sulla vita delle persone e dobbiamo ricordare che l'Impero romano crollò proprio a causa della pressione delle migrazioni".

 

"Io difendo la mia civiltà - spiega il candidato senatore - e semmai posso aiutare queste persone nei limiti delle mie possibilità là dove sono". Un ragionamento che poi approfondisce. "Alla pubblicità ci spiegano che con un euro possiamo aiutare un bambino africano: qui ci constano 30 euro al giorno".

 

Soldi che si riversano nell'economia trentina, che arrivano dallo Stato e che non intaccano il bilancio provinciale. Ma questi argomenti non smuovono l'esponente di Fratelli d'Italia dalle sue convinzioni.

 

"Le immigrazioni hanno anche costi secondari - spiega - come quelli sostenuti dalle famiglie italiane che devono dotarsi di allarmi antifurto per le abitazioni, o quelli per gli straordinari della polizia".

 

Corcco ricorda che i poliziotti fanno gli straordinari anche per gestire l'ordine pubblico la domenica negli stadi, quando le avverse tifoserie si fronteggiano violentemente tanto per fare casino.

 

"E gli immobili? - chiede de Bertoldi - i risparmi degli italiani sono sul mattone e l'arrivo di questi profughi produce una svalutazione". Zeni però osserva: "Forse la svalutazione è dovuta alla bolla speculativa, non credo che tre richiedenti asilo ogni 1000 abitanti ne siano la causa".

 

Insomma, prove di dialogo tra visioni completamente diverse in una serata che ha raccolto più di un centinaio di persone a Mezzolombardo, comune che ha fatto le barricate contro la Provincia che avrebbe voluto inserire nove richiedenti asilo in una casa di proprietà provinciale.

 

L'amministrazione comunale sta facendo di tutto per bloccare il progetto, trovando cavilli su ogni cosa. "Sembra che qui il tasso di burocrazia sia molto alto - osserva Zeni - e mi auguro che sia così per tutti i cittadini di Mezzolombardo, altrimenti ci troveremmo davanti a una discriminazione".

 

Raffaele Crocco tocca il tema della paura, della percezione di insicurezza percepita nei confronti degli stranieri. "Io sono di Verona - spiega - ma di origini siciliane. E a Verona negli anni '70 i siciliani erano come i neri adesso. La gente aveva paura"

 

"W el leon che se magna el teron", questo lo slogan della Liga Veneta di allora. "Poi sono arrivati gli albanesi e i siciliani non li temeva più nessuno, erano i nuovi arrivati a fare paura".

 

"Poi il timore si è spostato verso i rumeni, poi verso i nordafricani - sottolinea il giornalista - e ora fanno paura i neri. Aspettiamo i marziani - dice ironico - e così anche la paura dell'uomo nero sarà superata".

 

 

 

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