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Ricorso contro Fugatti presidente, lui replica: ''Sono sereno, ma in caso dovrete spiegare perché si rivota dopo un 47%''

Liberi e Uguali e l'avvocato Alfonso Pascucci hanno depositato un ricorso all'Ufficio centrale circoscrizionale. Fugatti: "Verifiche fatte prima della nomina a candidato presidente", forte del risultato delle urne aggiunge: "Si appigliano a tutto"

Foto di Daniele Mosna
Di Luca Andreazza - 31 ottobre 2018 - 21:12

TRENTO. "Sono tranquillo, abbiamo effettuato tutte le verifiche necessarie prima della nomina a candidato presidente", questo il commento di Maurizio Fugatti, presidente eletto della Provincia di Trento, per rispondere al ricorso depositato da Liberi e Uguali e dall'avvocato Alfonso Pascucci sull'ineleggibilità del leader della Lega.

 

La forza politica e il legale hanno presentato una segnalazione all'Ufficio centrale circoscrizionale per chiedere di non convalidare l'elezione a presidente della Provincia di Maurizio Fugatti in quanto si troverebbe in condizione di ineleggibilità ai sensi del combinato disposto tra l'articolo 15 della legge provinciale numero 2/2003 e l'articolo 10 capo 1 della legge 400/88.

 

"La legge elettorale per il Trentino - spiega LeU - dice che non sono eleggibili alla carica di presidente della Provincia e di consigliere provinciale i membri del governo e i commissari del governo per le Province di Trento e Bolzano".

 

Nel mirino c'è il ruolo di sottosegretario dal quale Fugatti non si è dimesso per correre alla massima carica provinciale. Il neo presidente, eletto parlamentare nelle elezioni politiche del 4 marzo scorso, è stato poi nominato sottosegretario alla sanità e secondo i ricorrenti nel "Capo 1: Organi del Governo”, include l'articolo 10 della legge che comprende i "Sottosegretari", si ammette, nel sito del ministero, che l'organizzazione del governo possa "presentarsi più articolata di quella essenziale definita in Costituzione", oltre che può essere "integrata dal vicepresidente, da ministri senza portafoglio e da sottosegretari di Stato”.

 

"Ci siamo mossi preventivamente - risponde Fugatti - abbiamo interpellato la Provincia che ci ha dato parere positivo dopo aver verificato l'articolo 92 della Costituzione". E il riferimento va al parere del direttore generale Paolo Nicoletti che aveva richiamato anche richiamato l'articolo 17 della legge elettorale provinciale che disciplina le ipotesi di incompatibilità e ineleggibilità con particolare riferimento alla carica di presidente della Provincia e le cariche parlamentari.

 

Incassato il semaforo verde, Fugatti non si è dimesso da sottosegretario, ma si è concentrato anche sulla campagna elettorale. "Quella di Nicoletti è un'interpretazione, confutabile. Il leader della Lega - aggiunge Liberi e Uguali - doveva dimettersi dalla carica di sottosegretario quando si è candidato a governatore. Invece ha continuato a svolgere la sua funzione nel governo anche durante la campagna elettorale: in questo modo ha inoltre violato il principio dell’eguaglianza tra candidati quando è intervenuto direttamente nella definizione di materie sensibili, come nel caso della riapertura del punto nascita di Cavalese".

 

Liberi e Uguali ritiene che questa sia un’ulteriore conferma dell’urgenza di procedere ad una revisione totale dell’attuale legge provinciale, una legge che, oltre a dare adito ad interpretazioni ambigue, è anticostituzionale, in contrasto con lo Statuto d’autonomia e con la legge elettorale proporzionale della Provincia di Bolzano e strutturata su un impianto maggioritario che genera un Consiglio Regionale difforme.

Non manca di rispondere il presidente. "Oltre al direttore generale - evidenzia Fugatti - abbiamo anche sentito i pareri di altri uffici. Ripeto che siamo tranquilli, il voto non è sicuramente stato influenzato dai ruoli. I ricorsi sono legittimi, ognuno può portare avanti le tematiche che meglio crede e la politica può appigliarsi a qualunque aspetto".
 

Resta il risultato delle urne: centrodestra al 46,73%, centrosinistra a quota 25,40% e Patt al 12,42%. La Lega al 27,09% per tredici seggi oltre il presidente, mentre Liberi e Uguali fermo a 1,40% (2,66% con l'Altro Trentino a Sinistra) e zero seggi. "Se ci sarà da ritornare a votare - conclude Fugatti - non è un problema, vedremo come va a finire, ma qualcuno dovrà spiegarlo agli elettori".

 

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