Rossi e Fugatti sorvolano assieme i luoghi colpiti dal maltempo. Il nuovo presidente: ''La situazione è grave''
Il governatore uscente ha coinvolto anche il governatore non ancora entrato in carica. Fugatti: ''Non era scontato ma di fronte all'emergenza siamo tutti trentini, senza divisioni politiche". Il grazie ai volontari, "a nome di tutto il Trentino"

TRENTO. Gli eventi drammatici che hanno rischiato di mettere in ginocchio l'intero Trentino si sono abbattuti nel momento in cui alla guida della Provincia c'è un governatore uscente, Ugo Rossi, e un governatore appena eletto, Maurizio Fugatti, non ancora entrato ufficialmente in carica.
Una situazione anomala che però non ha interferito minimamente nelle operazioni. La Protezione civile del Trentino riesce a muoversi in autonomia e di fronte all'emergenza le questioni politiche vanno decisamente in secondo piano. Anzi, vengono addirittura azzerate: un esempio è la collaborazione di questi giorni tra Rossi e Fugatti.
Presidente, so che si è sempre tenuto in contatto con la Sala operativa.
Lunedì ho partecipato a una delle riunioni della Protezione civile e martedì il primo sopralluogo con Ugo Rossi e l'assessore Tiziano Mellarini. Abbiamo sorvolato con l'elicottero la Val di Sole e il Primiero. Poi ieri siamo stati in Valsugana, visitando Novaledo, Scurelle, Telve. Stamattina siamo stati a Bedollo e in Val dei Mocheni. Domani saremo invece in Val di Fassa.
Cosa ha visto?
La situazione che si presenta è grave. Tanti i danni alle strutture private: abitazioni ma anche strutture alberghiere, aziende agricole. Soprattutto a Novaledo dove sono state danneggiate numerose serre. Poi ci sono i danni alle strutture pubbliche, strade, ponti, fiumi e torrenti. E i boschi, dove migliaia di alberi sono stati abbattuti, con intere porzioni rase al suolo. E' davvero impressionante la forza che si è abbattuta sul territorio.
Cosa si dovrà fare ora?
La prima urgenza sono ovviamente le strutture private: le abitazioni prima di tutto per poter permettere alle persone di tornare nelle proprie case. Ma anche le strutture alberghiere per poterle mettere nelle condizioni di lavorare. Le strade e la sistemazione delle strutture pubbliche va di pari passo, con la precedenza all'apertura delle strade per permettere i collegamenti.
Non era scontato che fosse chiamato a svolgere i sopralluoghi con Rossi e Mellarini, prima ancora di entrare in carica.
No, non era scontato, è stato un bel gesto. Una collaborazione che va al di là della politica, oltre le appartenenze, che riguarda l'emergenza che abbiamo vissuto. In questi casi siamo tutti trentini, al di là dei colori politici. Questa collaborazione credo faccia bene al Trentino.
Ieri ha partecipato anche alla riunione della giunta presieduta da Rossi.
Sì, sono stato invitato a partecipare anch'io. Si è deciso per la proclamazione dello stato di emergenza, quindi tutti i comuni colpiti dal maltempo possono farsi avanti per i danneggiamenti. Sono stati stanziati i primi fondi, ma nei prossimi giorni sarà fatta una più attenta definizione dei danni per poter indirizzare al meglio le risorse.
Ha visto da vicino il funzionamento della nostra straordinaria macchia dell'emergenza. Che impressione si è fatto?
Credo davvero che il nostro sistema abbia retto perché in Trentino ci sono strutture che sono all'eccellenza. Una marea di volontari che hanno rischiato la vita, che non si sono risparmiati, che in ogni luogo, in ogni realtà hanno dato il meglio. A tutte queste persone, al volontariato che è la nostra prima risorsa, il grazie di tutto il Trentino.
L'emergenza è finita, ma ora si tratta di gestire gli interventi di recupero e di risanamento.
Ci vorrà almeno un anno per tornare alla normalità, senza contare i danni ai boschi: in questo caso il tempo per il ripristino è ancora più lungo. La situazione è straordinaria e la gestione sarà molto delicata.
Proprio per questa delicatezza, pensa di tenere per sé la delega alla Protezione civile?
Non nego che quello che è successo pone questioni nuove, anche sulla distribuzione delle deleghe nella futura giunta. Ma vedremo, deciderò nei prossimi giorni.












