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Scontro nel Pd sulle candidature, Nicoletti o Olivi? E Borgonovo Re: ''Non diamo per scontato Panizza su Trento''

In una lettera al coordinamento del partito la consigliera provinciale propone di puntare su Nicoletti e sulle due donne Maestri e Filippi. Questo significa rinunciare a Olivi e mettere in discussione la candidatura di Panizza sul collegio di Trento

Di Donatello Baldo - 06 gennaio 2018 - 06:01

TRENTO. La lettera che la consigliera provinciale Donata Borgonovo Re ha inviato ai componenti del Coordinamento provinciale del Pd è deflagrata in una vera e propria esplosione. Forse ingenuamente voleva rimanesse interna al partito (o forse no), sta di fatto che i contenuti sono ormai di dominio pubblico e stanno scatenando numerose reazioni.

 

Il tema sono le candidature alle prossime elezioni nazionali, un rebus a cui stanno lavorando tutti i partiti della coalizione. Si deve fare i conti con le candidature femminili che la legge impone siano almeno il 40% anche sui collegi.

 

Borgonovo Re mette le mani avanti e dice che lei non sarà della partita. Ma non si limita a questo: fa una proposta che rischia di mettere gli uni contro gli altri perché nelle sue previsioni il vicepresidente Olivi, che vorrebbe andare a Roma, rimane a casa.

 

Nella lettera si chiede, e chiede al suo partito, quali siano i nomi migliori da mettere "orgogliosamente a disposizione della coalizione e di tutta la comunità trentina". E lei ne fa uno su tutti: Michele Nicoletti

 

"La prima candidatura solida e prestigiosa che dovremmo essere fieri di presentare ai nostri alleati". E dice anche su che collegio:  quello uninominale della camera a Trento. "Il potenziale futuro presidente del Consiglio d’Europa deve essere il nostro campione". 

 

Allo stesso tempo propone le candidature di Elisa Filippi e di Lucia Maestri. "Bisogna capire se e come", spiega Borgonovo Re, ma " il massimo del risultato sarebbe avere Lucia sul Senato a Trento ed Elisa sulla Camera a Rovereto".

 

Se avete letto con troppa velocità le righe appena sopra, c'è scritto che sul Senato la consigliera vedrebbe bene Lucia Maestri. Ciò significa che vorrebbe fosse messa in discussione la candidatura di Franco Panizza, quello dato come il punto fermo di tutta la questione. 

 

Per Donata Borgonovo Re la candidatura sul collegio di Trento del Senato del segretario del Patt "è da discutere". Questo anche e soprattutto in seguito a quella che definisce "fellonia delle assenze sullo jus soli"

 

Con una lettera, Donata Borgonovo Re ha creato il caos. Nella sua lettera il vice Olivi non è mai nominato ma basta fare i conti per capire che lui rimane fuori. Se il Pd schiera due donne rimane solo un posto per un uomo. e se è Nicoletti non è Olivi.

 

Non c'è che dire, la consigliera è riuscita nell'intento di far saltare tutti dalla sedia. E di far saltare i nervi a Bruno Dorigatti. "Stupefatto ed amareggiato. Qualche autorevole esponente del Partito Democratico, in perfetta solitudine ed autonomia, sembra aver già deciso come, quando ed a chi distribuire seggi parlamentari, addirittura ipotecando anche futuri scranni europei".

 

Il presidente del Consiglio, esponente del Pd, parla di "metodi spartitori che, in un momento così delicato, rischiano di mettere a repentaglio anche e soprattutto la compattezza del Partito". Chiede di "non lasciare spazio a divisioni sotterranee ed a conflitti intestini".

 

I giochi sono ancora aperti e a pochi giorni dall'ufficializzazione delle candidature si sta iniziando a litigare apertamente. La coperta è stretta e qualcuno rischia di rimanere fuori. Chissà, alla fine, chi sarà. 

 

 

 

 

 

 

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