Sull'A22 si consuma lo strappo tra Bezzi e Biancofiore. Autonomia contro centralismo
La deputata è contraria a una cessione dell'autostrada a una società pubblica 'in house', il consigliere di Forza Italia a favore. Presenta una mozione che ribadisce la sua idea e il Consiglio approva

TRENTO. Sull'A22 si consuma lo strappo all'interno di Forza Italia tra Giacomo Bezzi e Michaela Biancofiore. Da una parte il consigliere provinciale (di osservanza autonomista) e dall'altra la pasionaria berlusconiana. L'uno a favore della concessione 'in house', l'altra per una gara che escluda corsie preferenziali alla Regione ("All'Svp", dice lei).
Bezzi ha presentato una mozione che chiede al Consiglio di ribadire la volontà di tenere 'in house' l'autostrada del Brennero subito dopo che la deputata aveva lanciato strali contro questa ipotesi. Una ritorsione per la mancata ricandidatura? Non sia detto, non ufficialmente, ma che non corra buon sangue tra il consigliere di Forza Italia e la deputata altoatesina è cosa arcinota.
Biancofiore aveva addirittura letto la candidatura di Maria Elena Boschi come scambio di favori verso un governo che avrebbe garantito al Trentino Alto Adige la concessione. Nei suoi tour elettorali si guarda bene dall'entrare al casello autostradale: "Col cavolo che l'A22 mi estorce il pedaggio", aveva detto a L'Adige.
Il suo puntiglio contro l'ipotesi che Autobrennero continui a gestire l'A22 l'ha portata anche a presentare interrogazioni e mozioni in Parlamento, un atteggiamento che Giacomo Bezzi e la parte 'autonomista' di Forza Italia ha sempre criticato, sempre sottovoce però.
Questa volta no, ha voluto evidenziare la contraddizione. La sua proposta è passata, tutto il consiglio ha votato a favore, si è astenuto solo Degasperi dei 5 Stelle, a cui Rossi ha lanciato qualche dardo durane la discussione in Aula: 'Devi decidere da che parte stare - ha detto in sostanza l governatore - se difendi o no l'autonomia'.
Ma torniamo allo scontro in Forza Italia. Bezzi, contento del risultato, gongolava con il cellulare in mano all'esito del voto: fotografava il pannello che riportava tutti i puntini verdi che decretavano l'approvazione all'unanimità, a parte il bollino giallo del grillino.
Mancava dall'emiciclo la consigliera Manuela Bottamedi, forse perché non voleva entrare in questa faida interna, forse in bagno, chissà. La mossa del consigliere è provocatoria, meglio starne fuori avrà pensato.
"Non commento - ha detto Bezzi - tutto si commenta da sé. Io sono coerente con me stesso e con il mio essere autonomista e liberale". Non lo dice esplicitamente, ma con questa mossa ha voluto sottolineare una distanza: lei è centralista, io sono autonomista.












