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Un rimpasto da manuale Cencelli per il Comune di Trento: puniti Upt e Patt, dentro ''Futura''

Corrado Bungaro e Alberto Salizzoni diventano assessori, Mariachiara Franzoia assume anche l'incarico di vice-sindaco e Salvatore Panetta sarà presidente del Consiglio. Il Cantiere civico perde quasi tutto, sacrificato Paolo Biasioli, mentre al Patt nemmeno le briciole

Di Luca Andreazza - 31 ottobre 2018 - 13:21

TRENTO. E rimpasto fu, il sindaco Alessandro Andreatta ha sciolto le riserve. Come anticipato nei giorni scorsi tra le pagine de Il Dolomiti, dentro Corrado Bungaro e Alberto Salizzoni, mentre Salvatore Panetta e Mariachiara Franzoia diventano rispettivamente presidente del Consiglio e vice-sindaca.

 

Insomma, salto doppio per Futura, o forse non Futura, visto che in Comune si chiama ancora Insieme Trento, uscito dalla maggioranza, e non è ancora ben chiaro chi rappresentino i due neo assessori ex Pd, ma intanto passa all'incasso.

 

Il Patt rimane a bocca asciutta pur potendo avanzare legittime pretese essendo forse l'unica forza politica sempre compatta in grado di resistere davanti alla mareggiata del centrodestra (9,82% del 21 ottobre in sostanziale tenuta rispetto al 9,8 del 2015 e del 10,94% del 2013). Non raccolgono nemmeno le briciole.

 

Altro discorso per il Cantiere civico, che perde (quasi) tutto e si vede sorpassato da Salvatore Panetta, in gruppo misto dopo la fuoriuscita da quell'area legata all'Upt, uscita fortemente ridimensionata dalle urne. Non si esclude qualche delega "riparatrice": "Strumenti - dice Andreatta - che hanno funzionato bene e sono state interpretate in modo ottimo, come nel caso di Ducati all'Adunata agli alpini e Maestranzi al Bondone. Merita una riflessione".

 

Si puntella il Pd, che in pratica pareggia, cioè fuori Robol e sale l'assessora Franzoia vice-sindaca, una decisione che sembra un'ennesima investitura di futuro ad erede, almeno, in casa dem. Se anche per il centrosinistra il tempo lo dirà. Nonostante le spiegazioni del sindaco, sembra più una ricerca di numeri, prima ancora che di alchimie per i prossimi appuntamenti elettorali.

 

"Il punto di partenza - commenta il primo cittadino - è la storia politica di Trento e del Trentino degli ultimi 20 anni a trazione centrosinistra autonomista. Le ultime elezioni provinciali dimostrano che divisi si perde, mentre uniti si può vincere. Questo il principio guida che mi ha portato a cercare la compattezza della coalizione, la priorità è il coinvolgimento di tutte le forze politiche. Una scommessa sull'unità anche dopo il 2020".

 

Il sindaco cerca risposte dopo la batosta all'ultima tornata elettorale: due le seggiole rimaste vuote dopo la chiamata alle urne, quella della presidente Lucia Coppola (pronto a entrare Marco Ianes dopo l'insediamento della legislatura provincia) eletta con Futura e quella di Andrea Robol, già assessore alla cultura, che ha lasciato il suo posto per potersi candidare con il Partito democratico, senza però riuscire a sbarcare in consiglio provinciale.

 

"Non è solo la responsabilità di governo e incarichi istituzionali. Questa - prosegue Andreatta - è un'occasione di verifica della coalizione, che viene prima dei singoli partiti. Tra i miei compiti anche quello di leggere la realtà e i cambiamenti decisi dai cittadini. La vittoria della Lega, ma anche l'affermazione di Futura".

 

E Andreatta cerca di lavorare alla compattezza per arginare la forza del carroccio, ma anche chiamare a corresponsabilità più forte la giovane creatura di Paolo Ghezzi. Così Corrado Bungaro e Alberto Salizzoni entrano a far parte della squadra di governo, rispettivamente in qualità di assessore a cultura, biblioteche, politiche ambientali e pari opportunità il primo e urbanistica, edilizia privata e mobilità il secondo.

 

"Esponenti - evidenzia il sindaco - che hanno accompagnato e contribuito alla creazione del nuovo soggetto politico. Ho chiesto un passo indietro a Paolo Biasioli, una decisione faticosa perché è in assoluto la persona più leale e competente ad ampio raggio, ma è necessario consolidare questa maggioranza". Una rinuncia anche per Renato Tomasi, Paolo Castelli e Massimo Ducati, mentre Salvatore Panetta assume la presidenza del Consiglio.

 

Il vice-sindaco diventa Mariachiara Franzoia. "E' stata scelta - spiega il primo cittadino - perché è una figura autorevole e rappresentativa della coalizione, stimata da città e opposizioni. A questo si può aggiungere che è una giovane donna, ma già esperta e competente".

 

Nella decisione del primo cittadino pesano i anche gli ultimi risultati elettorali, cioè la candidata in area centrosinistra più votata nelle amministrative del 2015, mentre nella débâcle del 4 marzo 2018 la città aveva retto l'urto gialloverde e Mariachiara Franzoia aveva chiuso al 37,14%.

 

Un invito all'unità per portare avanti le linee programmatiche. "Le priorità sono tante - conclude Andreatta - come la revisione del Prg, il polo culturale inteso come spazi fisici (ex lettere ed ex mensa) e progettualità, le proposte sull'area di Piedicastello e la sicurezza: siamo in procinto di firmare un patto con il Commissariato, mentre i nuovi vigili urbani sono alle prese con le prova fisica dopo quella attitudinale e prima di quelle orali e scritte. A questo si aggiungono il futuro del Bondone e il suo sviluppo urbano, turistico e sociale, la mobilità e lo Spazio argento per una riflessione sul welfare, senza dimenticare le infrastrutture e la manutenzione del patrimonio comunale, che si traducono anche nei servizi al cittadino per garantire questo standard di qualità della vita". 

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