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Vince Claudio Cia, il provvedimento disciplinare intentato da Luisa Zappini è annullato. "Ora chiederò i danni"

Il Collegio degli Infermieri di Trento gli aveva comminato una censura ma il ricorso gli è favorevole. "Non solo perché un consigliere è tutelato nelle sue funzioni ma viene evidenziato che nemmeno c'erano gli estremi per un procedimento". Accusa alla politica: "Responsabilità dell'area che sostiene e protegge Zappini"

Di Donatello Baldo - 19 marzo 2018 - 17:31

TRENTO. "Andò per censurare ma rimase censurata", Claudio Cia è ironico quando annuncia l'esito del procedimento disciplinare intentato nei sui confronti da Luisa Zappini, allora presidente del Collegio degli Infermieri (Ipasvi). Ha vinto su tutta la linea, ma oltre all'ironia c'è un'amarezza di fondo: "Sono stato accusato di comportamenti contrari alla deontologia, e questo per un infermiere è cosa grave". 

 

"Alla fine mi è stata restituita la dignità e il rispetto di tutti i miei colleghi", ma vincere questa battaglia non è stato facile. Ma torniamo indietro e partiamo dall'inizio: Claudio Cia nel 2016 depositò nelle sue funzioni di consigliere provinciali un'interrogazione alla Giunta. Aveva denunciato un fatto avvenuto all'interno de pronto soccorso, in cui una donna avrebbe dovuto automedicarsi senza trovare aiuto. Il video era apparso anche su Youtube.

 

"Nell'interrogazione non accusavo né medici né infermieri ma mettevo in luce i continui tagli alla sanità che portano a situazioni come questa". Sta di fatto che, letta l'interrogazione, Luisa Zappinbi decise di deferire Claudio Cia, di professione infermiere, davanti alla Commissione di disciplina.

 

"Ma un consigliere ha diritto a svolgere il suo lavoro - osserva Cia - e la prerogativa del potere ispettivo che si svolge anche attraverso le interrogazioni devo ammettere che è stata difesa anche dal presidente del Consiglio Dorigatti". Che infatti è intervenuto scrivendo di suo pugno al Collegio degli infermieri per chiedere di soprassedere, in difesa della legittima attività di un rappresentante politico. 

 

Ma la cosa non finisce mica lì. Nemmeno la moral suasion di Dorigatti è riuscita a impedire l'esito di 'primo grado' che ha condannato Claudio Cia con una censura. "La comunicazione della decisione mi è stata notificata per posta senza però specificare i tempi e i modi per il ricorso". 

 

Le peripezie sono ora difficili da spiegare, sta di fatto che Cia si rivolge a Roma, assistito dall'Ufficio legale della Provincia. Riesce a far riaprire i tempi per il ricorso e lo presenta. L'esito è a lui favorevole: "Non solo è stato riconosciuto il mio diritto in qualità di consigliere di esprimere opinioni - afferma Cia - ma è stato evidenziato che non vi erano nemmeno gli elementi per la sanzione che mi è stata inflitta". 

 

Il procedimento è stato annullato ma ora Claudio Cia intende chiedere il risarcimento dei danni. "Tra avvocato e spese di trasferta arrivo già a 20 mila euro - osserva - a cui dovranno essere aggiunti il danno morale e di immagine che ho patito".

 

La causa sarà intentata contro il Collegio degli Infermieri, "che potrà sempre rivalersi sulla ex presidente Luisa Zappini". "Perché io non so se la decisione è stata unanime - spiega - e non so nemmeno se tutto l'Ipasvi fosse informato delle lettere inviate da Dorigatti che difendeva il mio operato". 

 

Lascia intendere che ad aver agito forse è stata autonomamente Luisa Zappini. "Io so che questa è una decisione politica e so che Luisa Zappini arriva dall'area politica dell'Upt, vicina a Dellai e a Mellarini. Del loro partito è stata anche presidente". 

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