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Alla Pat sfuggono 5 milioni per il dissesto idrogeologico, Degasperi: ''I dilettanti allo sbaraglio stanno trasformando il nostro Trentino in una barzelletta''

Dopo che il Dolomiti ha portato alla luce il fatto che a fronte di 315 milioni di euro di finanziamenti contro il dissesto idrogeologico intercettati da tutti gli altri territori italiani, il Trentino non c'è riuscito, intervengono le opposizioni. Dallapiccola: ''Le relazioni con i ministeri vanno curate. Non ci si riesce se si girovaga per la provincia''. Zeni: ''Un modo di gestire un’operazione, piuttosto semplice, che preoccupa molto''

Di Luca Pianesi - 07 luglio 2019 - 06:01

TRENTO. ''Mentre la poderosa macchina provinciale è occupata nella caccia agli orsi responsabili di (ben) 47mila euro di danni i 5 milioni di euro che il Ministro dell Ambiente aveva destinato al Trentino rischiano di sfumare per mancanza di progetti''. Così il Movimento 5 Stelle per bocca del suo capogruppo in consiglio provinciale Filippo Degasperi commenta la notizia de il Dolomiti che ha portato alla luce il fatto che a fronte di uno stanziamento di 315 milioni di euro per combattere il dissesto idrogeologico in tutta Italia il Trentino è rimasto a bocca asciutta (QUI ARTICOLO). Meglio: il ministero aveva assegnato alla Provincia di Trento 5 milioni di euro che però la Pat non è stata in grado di intercettare non riuscendo a presentare dei progetti cantierabili.

 

Al contrario tutti gli altri territori italiani ci sono riusciti ottenendo i finanziamenti. La Provincia ha spiegato (QUI ARTICOLO) che la domanda era arrivata in aprile e il 15 giugno era stata chiesta una proroga dei tempi ma il ministero non ha mai risposto e ha proceduto con l'assegnazione delle risorse per tutti gli altri territori. Una vera beffa che per l'ex assessore del Patt Michele Dallapiccola mostra una grave incapacità istituzionale della giunta provinciale che se da un lato continua con le sue operazioni d'immagine tra stati generali della montagna e conferenze stampa sui territori non è in grado di gestire poi rapporti fondamentali come quelli con Roma e i ministeri. 

 

''Se il nostro orgoglio di trentini rimane colpito dalla notizia dell'esclusione dal riparto nazionale dei fondi destinati alle regioni per il dissesto idrogeologico - spiega Dallapiccola - il nostro spirito di osservazione di ex amministratori non viene politicamente scosso più di tanto. A ben vedere infatti, la vicenda in questione vede protagonisti lo stesso ministro e lo stesso presidente che avrebbero dovuto dialogare nel corso dell'inverno scorso per sistemare oltre a quella sopra descritta anche la vicenda dell’orso M49 durante dunque il suo letargo. Alla stessa maniera, trascinate troppo a lungo, queste occasioni di relazione non sono affatto state gestite nel migliore dei modi con gli effetti che oggi sono sotto gli occhi di tutti. Questa giunta appare molto impegnata nel finto ascolto dei territori delle realtà locali ma la sostanza è davvero poca. Con tutta evidenza, non solo a livello pratico ha risolto davvero pochi problemi ma non ha inserito nemmeno nei propri propositi elementi di sostanziale novità rispetto a quel passato del quale si è auto-definita cambiamento. Come se non bastasse è incappata nei profondi atti di trascuratezza di rapporti con il livello nazionale che in questi giorni si sono resi più che mai palesi''.

 

''A Roma - spiega l'ex assessore provinciale - le relazioni vanno curate attraverso un'intensa attività fatta di frequentazioni, incontri e presenza costante sui tavoli ministeriali di discussione. Ne sa qualcosa l'ex presidente Rossi che insieme al collega altoatesino non ha certo costruito le condizioni che hanno portato alla firma del prezioso “patto di garanzia del 2014” restando solo in Trentino girovagando senza meta, ma piuttosto frequentando assiduamente i ministeri competenti. Per esperienza diretta, cito anche il sottoscritto che in commissione politiche agricole, con una presenza cadenzata pressoché settimanale, ha costruito un ruolo che gli è valso il riconoscimento di vicepresidente della commissione stessa e insieme a questo anche l'attribuzione consistente di Fondi aggiuntivi rispetto alla precedente programmazione agricola''.

 

''Ritengo - conclude Dallapiccola - a questo punto ulteriormente preoccupanti anche le considerazioni espresse da questa giunta nel suo Depf. Siamo assolutamente convinti che anziché inserire nei documenti allegati all’assestamento di bilancio malcelate preoccupazioni rispetto al destino finanziario della Provincia, bene avrebbe fatto all’economia del Trentino ricevere invece quelle rassicurazioni che non possono che derivare da frequenti e riconosciuti rapporti della Pat con il Ministero competente''.

 

Anche per Luca Zeni del Partito democratico è questa dei mancati fondi per il dissesto idrogeologico, ''un’opportunità persa, ma anche un modo di gestire un’operazione, piuttosto semplice, che preoccupa molto. Tutte le regioni italiane hanno presentato le loro richieste per ottenere risorse per gli interventi contro il dissesto idreogeologico. Unico a non averlo fatto, il Trentino''. 

 

Non le manda a dire Filippo Degasperi che aggiunge: ''Mentre la poderosa macchina provinciale è occupata nella caccia agli orsi responsabili di (ben) 47mila euro di danni alla zootecnia nell'intero 2018, i 5 milioni di euro che il Ministro dell Ambiente aveva destinato al Trentino rischiano di sfumare per mancanza di progetti. Sembrava una fake news che in un Trentino affamato di risorse, costretto a tagliare 120 milioni alla sanità, qualche milione qua e là tra Not, Meccatronica e ospedale di Cavalese, 3 (tre) solleciti del Ministero non fossero stati sufficienti per predisporre la richiesta. Invece scopriamo che si tratta della vergognosa verità: una Provincia autonoma di Trento bocciata sonoramente dalle tabelle ministeriali, incapace di arrivare dove tutte le altre regioni sono arrivate. I dilettanti allo sbaraglio stanno trasformando il nostro Trentino in una barzelletta''.

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