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Bando pulizie, Zeni (Pd): “È sempre colpa degli altri, dalla Giunta solo facili slogan ma i lavoratori restano senza tutele”

Duro botta e risposta tra Zeni e Fugatti che dice: “Vigileremo sul rispetto degli accordi e faremo in modo che i diritti sindacali siano rispettati”. Nel mezzo restano gli oltre 1200 lavoratori del settore delle pulizie che attendono di conoscere il loro destino

Di Tiziano Grottolo - 06 agosto 2019 - 17:09

TRENTO. Non si placano le polemiche legate ‘maxi-appalto pulizie’ che sta creando molta apprensione soprattutto all’interno del settore cooperativo.

 

Da un lato c’è il presidente della Pat Maurizio Fugatti che si dice pronto ad affrontare il problema, anche alla luce delle perplessità sollevate dai sindacati, dall’altro c’è un agguerrito Luca Zeni, consigliere del Partito Democratico, che accusa: “L’attuale vicenda legata all’appalto generale dei servizi di pulizia per gli enti pubblici del Trentino è emblematica della distanza siderale che separa le facili promesse elettorali dalla traduzione delle stesse in realtà”.

 

"Vogliamo tutelare il lavoro – spiega Fugatti – bisogna tener presente però che il bando, costruito nel rispetto delle norme, è stato emesso ancora nella precedente legislatura e quindi non rientra nelle responsabilità decisionali di questa giunta provinciale”.

 

Spiegazione che però fa infuriare Zeni: “L’unica cosa che sanno rispondere è che la colpa è degli altri, da tempo sentiamo ripetere frasi fatte sulla falsa riga di ‘prima i trentini’ ma poi ci troviamo con un appalto dal quale, per i meccanismi dello stesso, sono praticamente escluse le aziende trentine del settore”.

 

Tra le preoccupazioni sollevate  dai sindacati c’è anche quella in merito al trattamento economico dei lavoratori impegnati con le nuove aziende appaltatrici, un settore che contra tra le 1200 e le 1400 unità. “I criteri dell’offerta economicamente più vantaggiosa non sono sufficienti” hanno sottolineato i rappresentati delle Cgil, Cisl e Uil.

 

Su questo punto Fugatti ha promesso un controllo puntuale e attento affinché siano rispettati i diritti sindacali e salariali di tutti i lavoratori impegnati: “Siamo aperti al confronto con le parti sociali e i soggetti interessati – ha detto il presidente della Pat – le preoccupazioni riscontrate dal mondo della cooperazione sono le nostre stesse preoccupazioni, siamo quindi pronti a sederci intorno ad un tavolo per attuare tutte le azioni possibili”.  

 

Di tutt’altro avviso il consigliere Democratico che evidenzia i tagli effettuati dalla Pat con l’ultima manovra di assestamento del bilancio: “Da un lato la Giunta a trazione leghista è bravissima ed efficiente come poche nel tagliare fondi, nel limitare l’accesso ai diritti per gli stranieri, nel colpire le fasce più deboli con richieste di dubbia costituzionalità – l’affondo di Zeni – ma dall’altro si rivela del tutto vittima della paura di qualche contenzioso, peraltro sempre prevedibile comunque quando in ballo ci sono cifre ragguardevoli e meccanismi di appalto che privilegiano i requisiti del massimo ribasso”.  

 

Insomma, secondo Zeni saremmo di fronte ad un classico esempio di un governo “Forte con i deboli e debole con i forti, a spese proprio di quei trentini ai quali si continua a ripetere lo slogan del ‘prima’, dimenticandosi però di aggiungere che prima dei trentini vengono gli interessi del leghismo nostrano e nazionale”.

 

Per questa serie di motivi il consigliere del Partito Democratico ha presentato una nuova interrogazione con la quale si domanda alla giunta in che modo si intende far fronte alla grave situazione e agli eccessivi ribassi, inoltre si chiede se la normativa provinciale sugli appalti sarà corretta con le opportune modifiche per combattere gli eccessivi ribassi sui costi del lavoro.

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