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Bolzano, via le parole ''Alto Adige'' e ''altoatesino'' da una legge. Non cambia niente ma il segnale è forte. Urzì: ''Epurazione linguistica che offende gli italiani''

In queste ore pare che la parola Alto Adige sia scomparsa dai vocabolari. Non è vero semplicemente è stata sostituita con ''provincia di Bolzano'' e ''della provincia di Bolzano'' in una singola legge grazie a un blitz dei partiti ''tedeschi'' e all'inerzia di quelli italiani (Lega in testa che siede anche in giunta). L'unico ad opporsi dall'inizio il consigliere di 'Alto Adige nel cuore': ''Quanto successo crea un precedente pericoloso''

Di Luca Pianesi - 13 October 2019 - 12:00

BOLZANO. Via Alto Adige dentro ''provincia di Bolzano'' e via altoatesino dentro ''della provincia di Bolzano''. Sembrano inezie, parole che, a loro modo, possono fungere da sinonimi e invece non è così. Ma tranquilli, ad oggi, in realtà, non cambia niente anche se, come spiega il consigliere provinciale altoatesino, di ''Alto Adige nel cuore'', Alessandro Urzì, si crea un pericoloso precedente.

 

Ma andiamo con ordine: parlare di Alto Adige o di Sudtirolo o di provincia di Bolzano (addirittura con la p minuscola o con la P maiuscola) cambia. Cambia la prospettiva, cambia il modo di pensare, cambia il senso di appartenenza.

Se si dice Alto Adige lo ''sguardo'' è italiano ed è rivolto a quella parte di Paese dove nasce l'Adige, l'Alto Adige, appunto. Il toponimo viene fatto risalire all'epoca napoleonica e quindi ripresa dall'irridentista trentino Ettore Tolomei e da sempre è stato utilizzato, prima dal fascismo, poi dalla Repubblica italiana, per italianizzare quelle terre.

 

Al contrario parlare di Sudtirolo è definire quelle zone la parte sud del Tirolo, appunto, e quindi è legarle ancora all'Austria anche se, come noto, da un secolo non ne fanno più parte (dopo la sconfitta nella Grande Guerra). Poi c'è il termine provincia di Bolzano o provincia autonoma di Bolzano, accompagnato dall'omologa traduzione ufficiale in tedesco (Provinz Bozen o Autonome Provinz Bozen) che sarebbe quello inserito anche nello statuto dell'Autonomia del 1972 mentre l'articolo 116 della Costituzione Italiana, a partire dalla riforma costituzionale del 2001, ha specificato la dicitura Alto Adige/Südtirol: "La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano" con la P maiuscola in quanto enti pubblici (con la ''p'' minuscola ci si riferisce all'ambito territoriale).

 

Da tutto ciò si capisce che la parola che crea più ''attriti'' è proprio quella legata al termine Alto Adige e pochi giorni fa questa toponimo, con un blitz delle forze politiche di madrelingua tedesca, complice una Lega che, nonostante sieda in Giunta, pare non aver capito bene cosa stesse succedendo (dando prima l'ok e poi votando contro), e la fiera opposizione in primis del consigliere Urzì e poi, a ruota, degli altri partiti ''italiani'' è stato tolto da una singola legge: la legge europea (quella sulle ''Disposizioni per l’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea''). Il blitz, ben organizzato, è stato realizzato dai Suedtiroler Freiheit su tutti che, in commissione, hanno chiesto di emendare il disegno di legge al comma 1 dalla parola ''altoatesino'' mettendo ''della provincia di Bolzano'' e al comma 2 di cambiare ''Alto Adige'' con ''provincia di Bolzano''. 

 

L'unico ad opporsi, in commissione è stato proprio il consigliere di ''Alto Adige nel cuore'' e, nonostante in Giunta sieda anche la Lega (che dovrebbe rappresentare la minoranza italiana ma che, come dicevamo, è parsa non comprendere appieno l'iniziativa del partito indipendentista sudtirolese), il primo emendamento è passato, approdando in consiglio. ''In commissione hanno pensato di togliere dalla discussione il secondo comma - spiega Urzì - in forza di un qualche tipo di compromesso. Ma tanto è passato poco tempo e anche il secondo emendamento è rientrato dalla finestra ed è stato discusso e votato in consiglio provinciale. A quel punto anche i leghisti si sono accorti di cosa stava succedendo e hanno votato contro ma era troppo tardi''.

 

Addirittura Carlo Vettori  della Lega Alto Adige Südtirol in aula citato la Treccani dicendo che accanto al termine “altoatesino” c’è anche il termine “sudtirolese”, aggiungendo che per lui “Alto Adige” e “provincia di Bolzano” sono sinonimi. E ancora ha sottolineato che “provincia” deve essere scritto minuscolo, se no è riduttivo e vanifica lo scopo della legge. Urzì a quel punto ha ribadito che a Vettori non poteva sfuggire la volontà di cancellare la parola Alto Adige dal testo di legge e si è lasciato andare anche a qualche improperio: “Presumo che ve ne accorgete, ma non ve ne frega un cazzo”. Alla fine la legge è stata approvata con la parola Alto Adige e altoatesino epurata.

 

''L’espressione “altoatesino” è stata sostituita con quella “della provincia di Bolzano” con la “p” volutamente minuscola a sottolineare l’abito territoriale e Alto Adige con “provincia di Bolzano”. Un gesto chiaramente simbolico - spiega Urzì - che azzera un elemento simbolo di identità della Comunità italiana in ci si riconosce e che si poteva e doveva evitare. La si potrebbe definire una epurazione linguistica, che offende gli italiani che si sentono, a buon diritto, orgogliosamente anche altoatesini. Cambiare questi termini, non serviva in alcun modo a migliorare la legge o a renderla più comprensibile. Semplicemente è stata un'operazione ideologica tesa ad annullare l'identità italiana. Un precedente pericoloso che apre a possibili ulteriori attacchi alla minoranza italiana anche a livello normativo''. 

 

Insomma nei fatti non è cambiato nulla. Il termine Alto Adige non è stato abolito, gli altoatesini rimangono tali e il Trentino Alto Adige resta con questo nome. In una norma, però, questi toponimi sono stati sostituiti, in quella norma e basta ma in un contesto complicato come quello altoatesino vuol dire qualcosa, qualcosa di cui tenere conto. Sul caso è intervenuta anche la parlamentare Michaela Biancofiore che si è appellata al ministro per le autonomie Boccia e al Commissario del governo di Bolzano, ''affinché la aberrante legge approvata ieri dal consiglio della provincia di Bolzano, a maggioranza etnica Svp-destre, che abolisce il nome Alto Adige, venga immediatamente impugnata. Lasciar passare un tale affronto al sistema Paese sarebbe come accettare che una minoranza nazionale che assuma il controllo del governo nazionale, abolisca il termine Italia''.

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