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Combattere le droghe, il progetto (che ancora non c'è) per le scuole. Intervista a Samaden: ''Vogliamo fondare la ‘Rete degli istituti no drugs’''

L'iniziativa nasce dalla volontà del presidente della Pat Fugatti di alzare l’attenzione sul tema delle droghe, l’obbiettivo è quello di creare una rete fra le varie realtà che operano nel settore e mettere in campo progetti educativi da portare nelle scuole

Di Tiziano Grottolo - 17 giugno 2019 - 18:53

TRENTO. Si insedierà direttamente negli uffici della presidenza della Pat il nuovo organo fortemente voluto da Maurizio Fugatti per combattere droghe, dispersione scolastica e carenza educativa. (QUI L'ARTICOLO ) L’incarico è stato affidato a Federico Samaden, dirigente dell’istituto alberghiero di Rovereto-Levico Terme che vanta 30 anni di esperienza nel settore, nonché collaborazioni a vari livelli con la Onlus ‘San Patrignano’. Abbiamo contatto Samaden per saperne di più su questo progetto.

 

Come nasce questo progetto e quali sono i suoi obbiettivi?

“Il progetto nasce dalla volontà del Presidente di chiamare direttamente a sé l’attenzione su questa problematica. La volontà è quella di costruire una strada per raggiungere una maggiore efficienza. Soprattutto partendo da quello che già c’è, e che non è poco, infatti sono già molte le strutture pubbliche e private che si adoperano affinché i ragazzi crescano bene. All’interno di questa preoccupazione, cioè far si che i ragazzi crescano bene in Trentino, sappiamo che ci sono da affrontare alcune criticità come le droghe, la dispersione scolastica, la povertà educativa in genere ed altre, penso ad esempio al rapporto con il mondo del lavoro”.

 

In che modo si intende portare avanti questo progetto?

“C’è da investire nella costruzione di nuove strade di progettazione che permettano lo sviluppo di tutte le competenze e la valorizzazione dei talenti. Da un lato cercheremo di affrontare le criticità e dall’altro cercheremo di valorizzare il merito e le capacità che già esistono. Detto questo, il mandato è quello di cominciare ad insediarsi in presidenza con un ufficio, da dove incomincerò il lavoro di costruzione di una rete per mettere in comunicazione le varie realtà che si interessano a questi temi, possibilmente dividendole per settori. La prima fase del lavoro consisterà in un’operazione di ascolto per far conoscere alle singole realtà la volontà da parte della presidenza di creare un sistema virtuoso. Oltre a questo si dovrà andare a scovare i punti deboli del sistema attuale che contiamo di individuare attraverso una serie di incontri e confronti sempre coinvolgendo le varie realtà”.

 

Quindi secondo la valutazione della Pat fino ad ora non è stato fatto abbastanza?

“Ciò che è mancato fino ad oggi è stata una volontà politica forte in capo a una persona di tirare le fila, per fare un lavoro di concertazione e di confronto per poi scegliere le azioni e le buone prassi da diffondere e quelle che devono essere migliorate, piuttosto che quelle da abbandonare”.

 

Nel concreto però quali sono i prossimi passi da compiere?

“Con la fine di agosto incominceranno i primi incontri, dal punto di vista operativo vorrei partire già con l’apertura delle scuole a settembre cercando di fondare la ‘Rete delle scuole no drugs’, su questo tema mi confronterò con l’assessore all’istruzione Bisesti e il dirigente del servizio istruzione Ceccato”.

 

E questa Rete delle scuole no drugs in cosa consiste?

“La rete non esiste ancora e va costruita, a grandi linee l’idea è quella di fare quello che è già stato fatto rispetto ad altre tematiche, ovvero costruire un decalogo di buone prassi che si dovranno mettere in atto per aderire a questa rete. Penso ad esempio ad azioni concrete come la formazione delle famiglie, dei docenti e dei ragazzi stessi”.

 

Si è parlato molto di droghe ma verrà fatto un lavoro anche sugli altri tipi di dipendenze?

“Sarà incentrato su ogni cosa che rende complicato e difficile il crescere di un ragazzo, ci attiveremo per tutte le forme di disagio, si parlerà anche di dipendenze dalla rete, dai videogiochi ma le droghe avranno uno spazio dedicato. In particolare però sarà importante tornare a dare la giusta attenzione alla parola droga, troppo spesso questa cosa si è annacquata al punto di ridurre tutto a una scelta di stile di vita, quasi come se si avesse paura di rimettere sul tavolo questo tema che secondo me resta la madre di tutte le dipendenze. Bisognerà poi lavorare nel positivo sulla costruzione di percorsi virtuosi”.

 

Ecco e per questi ‘percorsi virtuosi’ ci sono già delle idee?

“No, diciamo che le idee nasceranno dai confronti e dagli ascolti che farò con tutti gli enti che interagiscono sul territorio, le confronterò con la mia esperienza e da questo mix nasceranno delle proposte da presentare alla giunta. Diciamo che con oggi si è cercato di tracciare l’inizio di una strada, la velocità con la quale si procederà su questa strada, i successi e gli insuccessi dipenderanno non solo dal mio impegno ma da quello di tutte le persone che ci lavoreranno”.

 

Immagino che per portare avanti degli obbiettivi così ambiziosi le siano stati messi a disposizione dei fondi?

“No, attualmente no, i fondi fanno parte delle progettualità che di volta in volta saranno eventualmente approvate dalla giunta. Per affrontare questa sfida così complessa, abbiamo deciso di partire da una cosa certa che è la volontà politica forte in capo al presidente Fugatti e da una figura esperta che sono io, questo è il binomio di partenza. Abbiamo voluto tenerci le mani molto libere per poter, in maniera molto concreta, dare risposte rapide man mano che procediamo”.

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