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Consultazione online su Salvini, Il M5S Trentino: ''Votiamo 'No', la magistratura deve fare il suo lavoro''

Caso ''Diciotti'', attesi anche in Trentino i risultati della consultazione per l'autorizzazione a procedere per Salvini e gli altri membri del governo. Preoccupazione per una spaccatura del movimento. Maschio: ''Il risultato della votazione sia poi rispettato dai deputati".  Filippo Degasperi: "Non si doveva nemmeno arrivare a votare, i giudici devono essere lasciati in pace a lavorare"

Di Giuseppe Fin - 18 febbraio 2019 - 12:43

TRENTO. “E' giusto che si vada avanti sul caso Diciotti con l'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini e degli altri membri del governo”. Il rappresentanti del Movimento 5 Stelle in Trentino hanno le idee chiare sulla votazione che in queste ore si sta tenendo attraverso la piattaforma Rousseau.

 

Il quesito posto ha creato una valanga di critiche arrivate soprattutto dall'interno del Movimento. Si chiede: “Il ritardo dello sbarco della nave Diciotti, per redistribuire i migranti nei vari paesi europei , è avvenuto per la tutela di un interesse di stato?”. Occorre votare “Sì” per negare autorizzazione a procedere e “No” per concedere invece l'autorizzazione. Lo stesso fondatore del movimento, Beppe Grillo, ieri aveva scelto l'ironia per commentare il quesito: “Se voti Si vuol dire No Se voti No vuol dire Si. Siamo tra il comma 22 e la sindrome di Procuste!”.

 

La votazione ha creato numerosi problemi interni al Movimento. Se i Cinque Stelle seguono i principi che hanno sempre sostenuto, non possono fare altro che dare l'ok all'autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini. Ma nelle ultime settimane le voci interne dei pentastellati non sono tutte uguali evidenziando delle spaccature. In gioco, ovviamente, c'è anche la tenuta del Governo giallo–verde.

 

Per quanto riguarda il Trentino le posizioni sembrano chiare. “Penso che non si sarebbe nemmeno dovuti arrivare a votare” spiega il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle, Filippo Degasperi. “Non ci devono essere distinzioni con i cittadini – continua – e occorre lasciare lavorare i giudici a prescindere dal titolo del soggetto coinvolto. La posizione dei 5 Stelle è sempre stata una e sono rimasto sorpreso che ci sia bisogno di votare per dire quello che è sempre stato detto”.

 

Ovviamente all'interno del movimento serpeggia anche la preoccupazione che dalla votazione esca una pozione che vada contro ad uno dei principi fondativi dei 5 stelle. Un altro colpo alla fortezza grillina dopo la decisione di un governo con la Lega.

 

“Se la votazione smentirà quella che è sempre stato detto – ha spiegato Degasperi – c'è preoccupazione ma negli ultimi anni ci sono stati frequenti e repentini abbandoni di determinati impegni. Sarebbe un'ulteriore sorpresa e ci farebbe trovare ancora in difficoltà. Il voto ovviamente va rispettato e quindi ne prenderò atto”.

 

Stessa posizione è stata espressa anche dal collega in consiglio provinciale, Alex Marini. “Voterò 'No' e quindi per procedere nei confronti di Salvini e degli altri membri del governo. Credo sia importante dare un segnale importante al Paese”. Marini spiega anche di voler spezzare una lancia in favore di Beppe Grillo per il suo post “che ha colto nel segno la complessità della gestione del potere e che si deve votare no per dire sì e questo evidenza anche le disfunzioni istituzionali”.

 

“Se i giudici hanno ritenuto di procedere – continua il consigliere provinciale – significa che è arrivata una denuncia da qualcuno ed è giusto che ci sia una risposta senza che ci siano differenze. Invece, purtroppo, anche in questo caso abbiamo assistito a chi di una questione istituzionale e giuridica l'ha trasformata in un fenomeno teatrale. Non possiamo nasconderci che Salvini ha usato questa vicenda per fare campagna elettorale, creare contrapposizione invece di affrontarla con pacatezza”.

 

A fare quadrato sul “No” e quindi sull'autorizzazione del M5S a procedere nei confronti di Matteo Salvini e degli altri ministri, compreso il Presidente del Consiglio, che si sono dichiarati co-responsabili, sono anche i tre consiglieri del Movimento in Comune a Trento, Andrea Maschio, Paolo Negroni e Marco Santini.

 

“Siamo tutti e tre contenti di poter decidere, finalmente il nazionale ci permette di dire la nostra e la posizione è convintamente di procedere e lasciare che la magistratura faccia quello che deve. E' uno dei principi del Movimento e non si può permettere di proteggere il politico di turno da un'eventuale attenzione da parte dei magistrati” chiarisce Andrea Maschio che però non nasconde la preoccupazione su come potrebbe andare la votazione.

“Ci preoccupa - spiega Maschio – un eventuale cambiamento di linea. Alcuni ritengono che ci sia l'opportunità politica a non procedere e questo lo troviamo gravissimo. Ci preoccupa, però, anche che ci siano dei risultati non chiari perché significa comunque che una parte del Movimento è mutato su uno dei principi fondanti. Le scelte del Movimento devono essere poi rispettate dai parlamentari”.

 

Marco Santini, consigliere comunale i 5 Stelle a Trento, ci spiega invece che non riuscirà a votare sulla piattaforma e quindi esprimere la propria opinione. “Non conosco il motivo – spiega – ma da circa 6 mesi non posso più accedere alla piattaforma Rousseau pur avendo più volte fatto presente il problema”. Detto questo, però, Santini afferma che il suo voto sarebbe per “dare l'autorizzazione a procedere”. “Rimango fedele – ha spiegato – al manifesto originario del Movimento 5 Stelle”.

 

Netta la posizione anche del consigliere Paolo Negroni che su Facebook ha dichiarato: “Oggi voto no senza se e senza ma. La legge è uguale per tutti”.

Per il Movimento 5 Stelle problemi e intoppi oggi sono arrivati anche sul versante tecnico. La piattaforma Rousseau, infatti, non è riuscita questa mattina a sostenere il numero di persone connesse ed è andata ko. La votazione per gli iscritti è stata quindi spostata di un'ora dalle 11 alle 21.30.

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