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Dai 5 mila euro di contributo per i nuovi negozi al rinvio della riorganizzazione dell'Apss. E le scelte politiche sulle scuola rimandate (a primavera). Il bilancio del Trentino 2020 potrebbe non decollare

E' un po' presto per tirare le conclusioni. Il percorso verso dicembre è lungo e ci sono audizioni, emendamenti e votazioni in mezzo. Ma la manovra sembra piccola, molto piccola, rispetto alle possibilità e alle capacità del Trentino. Tante scelte e decisioni potrebbero essere rimandate al prossimo assestamento di bilancio

Di Luca Andreazza - 20 novembre 2019 - 05:01

TRENTO. Sono iniziate le audizioni in Prima commissione per la manovra di bilancio provinciale 2020-2022. E' la prima finanziaria della Provincia targata Lega: "Le vere scelte in autunno", così almeno l'esecutivo aveva, più o meno, detto in sede di assestamento per spiegare alcuni provvedimenti, ritenuti provvisori, che erano stati contestati, come nella querelle sul welfare tra Irpef e Icef.

 

Quindi un po' di attesa c'è, qualche aspettativa di governo di cambiamento dopo un anno passato ad ascoltare i territori per arrivare a conclusioni spesso scontate, come nel caso degli Stati generali della montagna, oppure di virate sui temi da campagna elettorale: se si esclude Cavalese, i punti nascita sono ancora chiusi, anche se sembrava si potessero aprire in quindici giorni. Non è stato così, almeno che non ci si sia persi qualcosa.

 

Ci potrebbe già essere un "però". Sembra che anche questa volta si potrebbe aspettare la prossima, di volta. I giochi si potrebbero fare con il prossimo assestamento di bilancio, quello del 2020. Ci potrebbe essere un dato, da una prima analisi comparativa: 400 milioni in meno, che l'esecutivo penserebbe di coprire con gli avanzi di bilancio, che storicamente si assesterebbero intorno a 200 milioni, quindi i conti potrebbero non tornare già più. E nel corso dell'audizione, sono abbondate le richieste dei consiglieri di tabelle per capire con precisione le differenze rispetto all'anno scorso anche in base al nuovo metodo di presentare il bilancio da parte del centrodestra. 

 

Tutto questo mentre in Alto Adige si è dato il via libera a fare "debito" in caso di necessità. Una "dritta", lanciata (anche) dal Patt all'indomani della tempesta Vaia e dell'insediamento del centrodestra, mai presa in considerazione. Solo l'assessore Achille Spinelli avrebbe appoggiato, anche in tempi recenti, questa ipotesi, cassata però dal resto della giunta. Quindi niente di fatto. 

 

E' un po' presto per tirare le conclusioni. Il percorso verso dicembre è lungo e ci sono audizioni, emendamenti e votazioni in mezzo. Ma la manovra sembra piccola, molto piccola, rispetto alle possibilità e alle capacità del Trentino, anche in prospettiva di drastica riduzione delle risorse a bilancio da qui al 2022. Si gioca in difesa, si prende tempo, si è (forse troppo) prudenti, tanto che Manzana, numero uno in Confindustria, avrebbe chiesto più coraggio.

 

Una volta gli studenti un po' scalcagnati si rimandavano a settembre, oggi alla primavera. L'assessore Mirko Bisesti in materia scuola e cultura propone, infatti, solo interventi tecnici, mentre per quelli di carattere politico si attende la bella stagione: in cantiere c'è il ddl scuola. Prossimo giro, si può già parlare di assestamento

 

In materia agricoltura e foreste, assessora Giulia Zanotelli, per il 2020 ci sono 2,8 milioni per i rinnovi varietali in melicoltura5 milioni per i rischio legato alle fitopatie; 4 milioni e 300 mila euro per l’indennità compensativa del Psr; due milioni per la valorizzazione dei prodotti locali; 500 mila euro per la Pei, cioè l’innovazione; 300 mila per l’olivicoltura; un milione per i sistemi irrigui. Numeri, forse, bassini per incidere realmente in qualche settore. Prossimo giro, forse meglio ripassare in sede di assestamento.

 

Tra gli interventi dell’assessore Roberto Failoni, ci sono le proposte per sostenere il piccolo commercio, un settore in crisi, soprattutto in periferia. La soluzione? Contributi da un minimo di 5 mila euro a un massimo di 10 mila per la nascita di nuovi negozi. Praticamente niente. Altro ancora non è dato ancora sapere. In materia turismo, ancora nessuna indicazione sulle ripartizioni delle risorse tra Apt, Trentino Marketing e piani di mercato. C'è odore di assestamento, magari collegato al ddl

 

Sembra già emergere che la fine della fase di sperimentazione della riorganizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari si sposta al prossimo agosto per avere un quadro sui due anni. Un piccolo time out dopo aver annunciato tagli (o efficientamenti) da 120 milioni

 

Si vorrebbero, poi, introdurre i numeri telefonici 116-117 per le richieste non emergenziali. Un provvedimento che, se dovesse passare, potrebbe rivelarsi un boomerang dopo il lancio del Numero unico 112. Un (possibile) passo indietro nella gestione delle emergenze, un intervento può essere soggettivo e dettato anche dal momento. Ma forse non è un'idea loro. In sostanza si parla di una manovra da 500 mila euro in più, quando il comparto vale intorno al miliardo e 400 mila euro, senza però che venga specificato dove, come e quando si spendono questi soldi. Anche qui, si potrebbe andare verso l'assestamento.

 

Si punta, molto, sul piano di sviluppo economico. Qui a fronte di un calo di risorse della Provincia si vorrebbe incentivare le aziende che operano nei settori a più alta produttività. L'assessore Spinelli, conferma da un lato la politica fiscale per le imprese avviata dalla Giunta Rossi, ma ha annunciato due emendamenti sull’Irap per rendere più pesante l’aliquota per quelle realtà che non applicano i contratti nazionali di lavoro ai dipendenti e poi sgravi alle holding che comprendono le attività assicurative e bancarie che subiranno aggravi fiscali della manovra del governo.

 

L’assessore Tonina si è soffermato sulla partita idroelettrica ricordando che la Giunta punta a prorogare dal 2022 al 2023 la scadenza delle 17 concessioni delle centrali idroelettriche. Una scelta motivata dal fatto che, in tutt’Italia, solo in Trentino scadrebbero le concessioni (nel resto del Paese è il 2023) e questo provocherebbe una concentrazione di attenzioni dei player nazionali e internazionali sui nostri impianti. L’assessore ha poi annunciato l’avvio del ragionamento per arrivare al quarto Pup. Una modifica dello strumento urbanistico principe della nostra provincia, varato nel 2008, per adattarlo alle nuove esigenze, soprattutto a quelle legate alla mobilità ferroviaria. La sensazione è quella dell'assestamento di bilancio.

 

Resta l'idea di puntare sulle grandi opere. Sono previsti circa 200 milioni in più di investimenti in opere pubbliche e risorse pari a 60 milioni da destinare a una ulteriore grande opera, oltre a quelle già previste.  Si parla di 788 milioni per nuova viabilità, piste ciclabili e trasporti: il collegamento Loppio-Alto Garda, le varianti di Cles, Pinzolo e Rovereto, quest’ultima con oneri in parte a carico della A22, il raddoppio della Valsugana, lo svincolo di Campotrentino. 

 

Forse per finanziare tutti progetti non ci sono abbastanza risorse, parte di queste dovrebbero arrivare dagli accordi con A22, che ancora non sarebbero chiusi e quindi si rischia di fare i conti senza l'oste. Detto che sono progetti valutati, in gran parte, nella precedente legislatura, vincolarsi alle grandi opere pubbliche per rilanciare il Trentino è un rischio. La vicenda Not insegna: basta un ricorso per bloccare tutto per anni

La sensazione è che dopo dodici mesi nei quali i risultati sono stati pochini, anche il prossimo anno potrebbe restare al palo. Ci sono tratte autostradali gratuite per limitari i disagi causati dai lavori in tangenziale, ci sono gli autobus gratuiti per gli over 70, un vantaggio per una fascia di popolazione spesso benestante attraverso un taglio sulle agevolazioni ai redditi bassi.

 

E ancora c'è l'abolizione del ticket sanitario per i farmaci: lanciato da piazza Dante con nota ufficiale e ribadito dall'assessora Stefania Segnana in commissione, anche se è un provvedimento recepito da Roma. C'è la possibilità di ospitare le Olimpiadi 2026, anche se l'iter è partito con la precedente giunta, quella guidata da Rossi.

 

Ci sono le risorse tagliate e lo 0,25% abolito in materia cooperazione internazionale, stanziamenti dirottati per ridurre gli abbonamenti al trasporto scolastico, così come per introdurre agevolazioni per le attività sportive degli studenti e per aumentare le detrazioni fiscali sul reddito femminile nella strategia di contrapporre il "noi" a "loro". C'è la scoperta, un po' "casuale" della vespa samurai, nemico numero uno della cimice asiatica, ma non ancora in grado di limitarla. Ci sono il sistema di accoglienza smantellato, la nuova veste di Cinformi e le regole per le case Itea. Più interventi da "slogan", buoni per i titoli che un piano strategico di sviluppo della Provincia. 

 

E poi ci sono i 5 milioni del dissesto idrogeologico lasciati per strada oppure i 70 milioni dell'emendamento salva Trentino sfumati con il voto di fiducia del presidente e allora anche parlamentare Maurizio Fugatti, oppure le "recenti" polemiche sulla Valdastico, opera in stand-by e la fuga di M49-Papillon, pronto al primo letargo da "orso libero" e i contrasti con il ministro Sergio Costa. Anche questi sono risultati, ma un po' al contrario.

 

Ma è ancora presto. Tutto è appena cominciato: non resta che aspettare, la finanziaria (o l'assestamento di bilancio 2020). 

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