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Dal trilinguismo alla riforma museale, Bisesti traccia il futuro della scuola: ''I tempi saranno però lunghi''

Il consigliere dell'Upt, Piero De Godenz, in quinta commissione lancia la settimana bianca per diffondere la cultura della montagna. Sara Ferrari: "Legittimo apportare cambiamenti, ma il settore ha bisogno di continuità". Bisesti: "La scuola deve essere attenta alle emergenze, dalla droga all'educazione alimentare"

Di Luca Andreazza - 20 febbraio 2019 - 15:40

TRENTO. Università e trilinguismo, cultura e riforma museale, questi gli argomenti affrontati dalla quinta commissione della Provincia di Trento, presieduta da Alessia Ambrosi della Lega, e iniziata con Mirko Bisesti a tracciare le linee programmatiche e un quadro complessivo del comparto. "Un lavoro - commenta l'assessore - che sulla scuola avrà inevitabilmente tempi lunghi. Le questioni centrali sono la riforma del Clil e la figura del sovrintendente. Una richiesta, quest’ultima, che viene proprio dal mondo della scuola in quanto sente l’esigenza di avere una figura con la quale confrontarsi".

 

L'amministrazione provinciale conferma che sulla formazione linguistica c'è la volontà di investire: una competenza strategica per i giovani. "Questo progetto - dice Bisesti - voluto e spinto da Rossi presenta però delle criticità e quindi va migliorato. Queste esigenze di cambiamento arrivano anche da famiglie e docenti. L’idea è quella di lavorare sulle prime fasce di età, quando l’apprendimento è più facile. In questo modo si può diminuire lo sforzo sulle lingue alle medie. L'ipotesi poi è di lasciare la possibilità, in un quadro di maggiore autonomia dei dirigenti scolastici, di rafforzare l’investimento linguistico negli ultimi anni di superiori: devono essere le scuole a decidere come e dove investire".

 

Sono invece in atto confronti con le categorie economiche per quanto riguarda la formazione professionale. "Dobbiamo - spiega l'assessore - mettere la scuola al passo con i veloci cambiamenti del mercato del lavoro e della società. E' necessario potenziare gli investimenti per formare cittadini pronti ad affrontare le sfide del mondo contemporaneo". In questo contesto l'assessore ha preso come esempio il polo dell'hotellerie della Valsugana avviato nella scorsa legislatura

 

L'università è un'eccellenza, ma serve una prospettiva in grado di guardare ai prossimi 20 anni. "Un problema - evidenzia Bisesti - è quello delle spazi, ma anche quello della convivenza tra città e studenti. Ci stiamo confrontando con il rettore per trovare soluzioni sul breve e sul lungo periodo. Servono investimenti, mentre il Comune di Trento deve agire sul piano urbanistico per far fronte ai problemi di spazi dell’ateneo e per mantenere la qualità attuale". 

 

Capitolo sistema museale e cultura. "E' molto buono, ma l'obiettivo è una riforma della legge Mellarini. Ci sono poi alcune problematiche, come i numeri decrescenti del Mart: la nomina di Sgarbi risponde proprio all'esigenza di rilanciare il museo. Serve poi maggiore sintonia tra la politica museale e quella turistica. I dipendenti di Muse e Mart sono passati alla Provincia e adesso si deve arrivare al prossimo anno con un nuovo assetto dell'intero sistema".

 

Non mancano alcune puntualizzazioni ai propositi dell'assessore. "Tra le parole riforme, revisioni e correttivi ci passa parecchio. Da insegnante - dice Sara Ferrari, consigliera provinciale del Pd - se c’è una cosa che fa male alla scuola in senso lato è che ogni governo che arriva sente il bisogno di fare la sua riforma. Il Clil è stato adottato con difficoltà, ha bisogno di correttivi, ma è un progetto nuovo: meglio parlare di correttivo invece di riforma. Nel legittimo desiderio di cambiare deve essere riconosciuto anche il bisogno di continuità della scuola. L’università ha obiettivamente il problema di spazi e va risolta l’annosa questione di Trento Fiere. L’ateneo è un'eccellenza nella ricerca e nella didattica: se dovessero perdere peso questi due capisaldi l'università non sarebbe più attrattiva per gli studenti".

 

Dopo aver delineato la fortuna di Bisesti nel governare in modo unitario il sistema cultura università e scuola, diviso nella scorse legislature, la richiesta messa in luce da Paolo Ghezzi (Futura) è quella di completare la sala concerti al Conservatorio. "Una grande incompiuta. Serve poi fare chiarezza sul tavolo della musica per le difficoltà di raccordo tra il sistema formativo privato con quello pubblico. Un'altra necessità è quella di portare avanti l’idea di trasferire il polo pop-jazz da via Mattioli all’ex Lettere, senza dimenticare il progetto 'Casa del suono', un'iniziativa che potrebbe coinvolgere anche i cittadini".

 

 

Istituire la settimana bianca per diffondere la cultura della montagna tra sport, turismo e ambiente, ma anche l'esigenza di creare uno ski college. Queste le proposte di Piero De Godenz (Upt), che ha chiesto maggior considerazione per le scuole professionali, settore nel quale gli istituti ottengono sempre più spesso ottimi risultati. Fondamentale anche per l’assessore il trasferimento del polo pop-jazz all'ex Lettere, mentre per quanto riguarda l’alta formazione ci sono stati cali negli iscritti, ma il sistema va comunque portato avanti. 

 

Dopo aver invitato le minoranze a non strumentalizzare i problemi della scuola, è arrivata la risposta dell'assessore: "I problemi - spiega Bisesti - per il Clil sono stati sollevati dagli stessi dirigenti scolastici. La scuola deve prestare attenzione ai problemi urgenti dei giovani: sport, droga e alimentazione. L’emergenza delle nuove tossicodipendenze e il ritorno dell’eroina, ma anche l’abbandono precoce della pratica sportiva e l’educazione alimentare".

Sul tavolo della musica l’assessore ha detto che sarà unico, ma su più livelli con l’obiettivo di mettere insieme tutte le esperienze dalle bande alle eccellenze musicali, senza trascurare il nodo di coordinare il sistema pubblico con quello privato per preservare il patrimonio e la tradizione delle scuole musicali. Sul tema del Conservatorio, Bisesti ha ricordato che l’auditorium è una struttura nuova che ha subito danni gravi per le infiltrazioni e che è aperto il contenzioso con la ditta".

 

Il consigliere della Lega, Gianluca Cavada, ha sollevato invece il tema della dislessia e il problema della formazione degli insegnanti. "E' prevista - risponde Bisesti - la riduzione del numero di alunni per classe, anche per permettere una maggiore attenzione ai ragazzi con disturbi, come la dislessia o i Bes. C’è poi l’aspetto della prevenzione di questi problemi, che viene concentrata nei primi anni delle elementari". 

 

 

In chiusura di quinta commissione si è parlato anche dei rapporti tra amministrazione provinciale e Unione europea. "Il Trentino rappresenta un laboratorio anche a livello europeo, quindi essere presenti su alcuni temi di interesse continentale è importante", ricorda Fabio Scalet, dirigente del dipartimento affari istituzionali e legislativi della Provincia, che aggiunge: "Il programma ha come temi di fondo investimenti, futuro, Europa sostenibile, l’intelligenza artificiale, la formazione e l’impatto sulle notizie dei social, le cosiddette fake news. Infine, tra le priorità il cambiamento climatico e le difficoltà del mercato comune".

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