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Degasperi: “Polizze per colpa grave ai pompieri volontari? Non vorrei fosse un tentativo per privatizzare il corpo”

Il consigliere pentastellato punta il dito contro la possibile privatizzazione del corpo volontari: “Dopo 9 mesi di proclami siamo a un nulla di fatto, non solo hanno scritto e votato un provvedimento inapplicabile ma ora c’è anche chi vorrebbe trasformarli in un’associazione privata”

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2019 - 06:01

TRENTO. L’introduzione della copertura assicurativa per i vigili del fuoco volontari anche in caso di colpa grave era uno dei cavalli di battaglia della nuova giunta leghista, ma dopo 9 mesi il provvedimento varato con una legge ad hoc rimane lettera morta: “Hanno scritto e votato un provvedimento inapplicabile”, l’affondo dal consigliere del M5s Filippo Degasperi.

 

L’articolo 4 della legge provinciale 1/2019 prevede appunto che la Provincia possa concedere contributi fino al 100% della spesa ammessa alla Federazione provinciale dei corpi dei vigili del fuoco volontari per la stipulazione di polizze assicurative a favore dei volontari di queste organizzazioni. La norma specifica inoltre che sono rimborsabili, in ogni caso, i costi di polizze assicurative che prevedono la copertura integrale del danno, compreso quello causato per colpa grave.

 

In un documento pubblicato dalla Federazione dei corpi dei vigili del fuoco volontari però si legge: “E' stata attivata anche la copertura del danno patrimoniale per colpa grave” ma che “tale assicurazione può essere stipulata e pagata direttamente dal soggetto interessato”. Tradotto se volete l’assicurazione dovete pagarvela.

È stato lo stesso presidente Pat Maurizio Fugatti ad ammettere: “È vero, permangono alcuni problemi giuridici”, che in pratica non consentono alla norma provinciale di avere degli effetti.

 

Come fatto notare, in tempi non sospetti (QUI articolo) dal consigliere pentastellato Degasperi il provvedimento provinciale coccia inevitabilmente con la legge Finanziaria del 2008 (articolo 3, comma 59) che esclude espressamente la possibilità per gli enti pubblici di accollarsi premi assicurativi che coprano i danni causati da propri amministratori o dipendenti per colpa grave.

 

I pompieri volontari rientrano proprio in questa categoria così come affermato anche dall’Autorità nazionale anticorruzione “la natura volontaria dei Corpi dei vigili del fuoco non ne pregiudica l’appartenenza all’apparato pubblico” e “sulla base della normativa regionale esaminata l’avviso dell’Autorità è nel senso di riconoscere natura pubblicistica ai Corpi dei vigili del fuoco volontari sia sotto il profilo soggettivo sia sotto il profilo oggettivo”.

 

La legge a cui fa riferimento l’Autorità anticorruzione è la numero 24 del 20 agosto 1954 che all’articolo 1 che elenca chi provvede al servizio antincendi, nella regione Trentino-Alto Adige: i corpi dei vigili del fuoco permanenti (corpi permanenti) nelle città capoluogo di provincia Trento e Bolzano, le squadre antincendi aziendali e i corpi dei vigili del fuoco volontari (corpi volontari) dei comuni della regione, appunto. Tutti e tre posti “alla dipendenza e rispettivamente sotto il controllo della Giunta regionale, tramite l'assessorato competente”.

 

Secondo quanto evidenziato da Degasperi, con l’entrata in vigore della norma provinciale si verrebbe a creare di fatto una disparità di trattamento fra dipendenti pubblici, ma anche fra diversi corpi dei vigili del fuoco con i volontari che otterrebbero la copertura assicurativa e i permanenti che ne rimarrebbero esclusi.

 

In ballo resta poi una questione più “etica”: i volontari dei vigili del fuoco godono già di un’ampia copertura assicurativa che copre, responsabilità civile per danni a terzi e conduzione della caserma, infortuni occorsi ai vigili del fuoco volontari per le attività non rientranti nei compiti d’istituto, una “kasko” per i danni alle autovetture private dei volontari utilizzate per recarsi in caserma in caso di chiamata di emergenza o per missioni o viaggi di servizio, oltre alla tutela giudiziaria che copre le spese di assistenza legale quando si è chiamati in giudizio. Tutto legittimo anche perché siamo sicuramente di fronte a delle persone estremamente preparate e competenti che scelgono di mettersi al servizio della comunità.

“Sulla responsabilità patrimoniale derivante da colpa grave, fattispecie comunque limitata a sporadici casi, cioè da comportamenti gravemente negligenti – precisa sempre Fugatti – i vigili del fuoco si trovano nella stessa condizione dei dipendenti pubblici, devono infatti tutelarsi per i danni patrimoniali derivanti dall'accertamento di colpa grave”.

Fermo restando che per questa fattispecie la giurisprudenza parla di “sprezzante trascuratezza dei propri doveri, resa estensiva attraverso un comportamento improntato a massima negligenza o imprudenza”. Qui non ci si trova di fronte a errori umani ma a comportamenti pericolosi per tutti. Se un medico per propria negligenza o incapacità amputa per errore un arto a un paziente ne risponde direttamente, pagandosi tutt’al più un’assicurazione che copra questo tipo di danni. Di certo un'anomalia dal momento che questa regola non vale per tutti gli altri dipendenti pubblici (nonché espressamente vietata da una legge nazionale) non si capisce perché solo i volontari dovrebbero costituire un'eccezione. 

 

Dunque, di fronte a queste evidenze e soprattutto all’impossibilità lampante di concedere ai vigili del fuoco volontari la copertura assicurativa anche in caso di colpa grave, bisognerebbe capire meglio cosa intende Fugatti quando dice: “Vi è la precisa volontà di trovare al più presto una soluzione, assieme ai diretti interessati”.

 

Degasperi sospetta che dietro questa manovra si nasconda in realtà il tentativo di privatizzare il corpo dei volontari trentini: “L’unico modo di aggirare la norma sarebbe quello di trasformare la federazione dei volontari in un’associazione privata, non vorrei che con la scusa di bypassare i vincoli nazionali qualcuno puntasse ad agire in tal senso”.

 

Al momento la giunta leghista sta portando avanti un provvedimento inapplicabile e come dice il consigliere pentastellato l’unico modo sarebbe quello di svincolare il corpo volontari dalle dipendenze pubbliche. Non è un mistero però che fra i vertici della federazione ci sia chi spinge fortemente per arrivare alla privatizzazione del corpo volontari. Da un lato questa richiesta si basa su delle argomentazioni valide, i comandati spesso sono oberati da procedure fiscali e burocratiche che li mettono in difficoltà.

 

Anche in questo caso però la soluzione sarebbe pronta e come suggerito da alcuni degli stessi volontari sarebbe più utile se la Provincia creasse un apposito ufficio con il compito di aiutare i comandanti a sbrigare queste procedure.

 

Sullo sfondo poi restano questioni non indifferenti: “Il bilancio dei volontari, fatto salvo per alcuni piccoli eventi di auto finanziamento è interamente a carico della Pat – sottolinea Degasperi – se il corpo diventasse privato chi vigilerebbe su questi finanziamenti?”.

 

Inoltre con la trasformazione del corpo da pubblico a privato si entrerebbe in una zona di vuoto normativo dove non sarebbero chiari quali compiti spetterebbero e a chi, oltre al fatto che, come successo in altre parti d’Italia, potrebbe aprirsi un contenzioso con i pompieri permanenti con la chiusura di alcune e il conseguente peggioramento del servizio.

 

Infine, salterebbero tutta una serie di controlli incrociati, a partire dai bilanci che al momento devono essere votati dall’assemblea del corpo, dopodiché devono essere sottoposti a un passaggio in consiglio comunale e infine ottenere il via libera del dirigente provinciale al servizio antincendio. Procedimento simili a quello che deve seguire la nomina del comandante.

 

“Queste pratiche dimostrano la stretta relazione che esiste fra volontari, istituzioni pubbliche e territorio – attacca Degasperi – la privatizzazione sarebbe l’inizio della fine del corpo dei volontari trentini”.  In conclusione possiamo riportare come siano in molti a condividere le preoccupazioni del consigliere del M5s, anche e soprattutto, all’interno dello stesso corpo dei vigili del fuoco volontari che temono di veder cancellati oltre 150 anni di storia che fanno risalire la fondazione del corpo ancora ai tempi dell’Impero austriaco. Centocinquant’anni che hanno visto i pompieri volontari in prima linea nella lotta e nella prevenzione degli incendi salvando più volte interi comuni dalle fiamme.

 

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