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La Pat ammette: “La norma sulle polizze per colpa grave è inapplicabile”. Degasperi: “Un anno di proclami e nulla di fatto”

Il tentativo di far approvare delle polizze che coprissero anche l'eventuale “colpa grave” dei vigili del fuoco si traduce in un pasticcio normativo. Degasperi:“Si è tratto soltanto di una mossa propagandistica per cercare di raccogliere facili consensi”

Di Tiziano Grottolo - 18 gennaio 2020 - 19:02

TRENTO. Un pasticcio legislativo, non si può tradurre altrimenti la travagliata vicenda della legge provinciale 1/2019 che prevede, o meglio prevedeva vista la sua inapplicabilità, che la Pat potesse concedere contributi fino al 100% della spesa ammessa alla Federazione provinciale dei corpi dei vigili del fuoco volontari per la stipulazione di polizze assicurative a favore dei volontari di queste organizzazioni anche in caso di colpa grave.

 

Come fatto notare, in tempi non sospetti (articoli QUI e QUI) dal consigliere Filippo Degasperi il provvedimento provinciale entrava in conflitto con la legge Finanziaria del 2008 (articolo 3, comma 59) che esclude espressamente la possibilità per gli enti pubblici di accollarsi premi assicurativi che coprano i danni causati da propri amministratori o dipendenti per colpa grave.

 

È lo stesso presidente della Pat a ricordare come “non vi sono casi concreti in cui i comandanti dei vigili del fuoco volontari siano stati condannati per danno patrimoniale connesso a colpa grave” e ancora come “le polizze provinciali sulla responsabilità civile per danni a terzi, che valgono per tutti i dipendenti della Provincia abbiano garantito negli anni un’adeguata copertura assicurativa”.

 

Come spesso accade purtroppo si era agito in maniera frettolosa, sulla scia di un singolo episodio, ovvero quando nel 2013 i proprietari di un’abitazione di Castel Tesino avevano citato in giudizio i vigili del fuoco per i danni subiti dalla propria casa e collegati all’intervento degli stessi pompieri entrati in azione per spegnere un incendio. Per la cronaca il procedimento giudiziario non riscontrò nessun comportamento che fosse ascrivibile alla colpa grave, pertanto tutti gli oneri risarcitori della causa vennero coperti dalla polizza assicurativa provinciale sulla responsabilità civile.

 

Dunque perché far approvare una norma che alla prova dei fatti è risultata inapplicabile? Secondo Degasperi “si è tratto soltanto di una mossa propagandistica per cercare di raccogliere facili consensi”, oltre al fatto, spiegava lo stesso consigliere, che “l’unico modo di aggirare la norma sarebbe quello di trasformare la federazione dei volontari in un’associazione privata, non vorrei che con la scusa di bypassare i vincoli nazionali qualcuno puntasse ad agire in tal senso”.

 

Almeno per il momento quest’eventualità sembrerebbe scongiurata dal momento che Fugatti riporta come la stessa Federazione dei vigili del fuoco volontari, con propria nota del 5 novembre, abbia comunicato di aver verificato l’impossibilità di stipulare a favore dei Comandanti o di altri membri dei corpi comunali una polizza per danno patrimoniale connesso a colpa grave. La Federazione avrebbe quindi chiesto di destinare le risorse stanziate dalla legge ad altre spese assicurative sostenute dai Corpi, “istanza che è in corso di valutazione da parte del Dipartimento protezione civile e di Cassa provinciale antincendi”, sottolinea il presidente della Pat.

 

Unico effetto concreto della norma approvata dalla Pat quello di aver introdotto la possibilità che la copertura assicurativa avvenga non solo in via diretta con le risorse di Cassa provinciale antincendi, ma anche, in alternativa, tramite concessione di contributi alla Federazione provinciale dei corpi dei vigili del fuoco volontari e con riferimento ad attività istituzionali ancorché svolte di propria iniziativa e non a seguito di allertamento da parte delle centrali competenti.

 

“Sulla base di adeguate verifiche di legittimità e di merito – afferma Fugatti – la Federazione potrà eventualmente provvedere a forme integrative di assicurazione, tenendo conto della necessità di evitare doppie coperture ovvero duplicazioni di spesa laddove esistono già polizze stipulate direttamente dalla Provincia o da Cassa provinciale antincendi”. In questo senso bisognerà anche tener conto dei contratti in essere, delle eventuali scadenze degli stessi, e delle condizioni ivi previste che in fase di rinnovo possono essere eventualmente ridefinite.

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