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Coppola e Ghezzi dalla parte dei soccorritori volontari: “La Pat aggiorni le tariffe, in pericolo la continuità del servizio”

I due consiglieri di Futura si inseriscono nella querelle fra Provincia e associazioni di soccorritori volontari, che chiedono più fondi alla luce dei costi in aumento: “Le tariffe applicate con l’attuale convenzione non siano più congrue, la Pat provveda con urgenza al loro aggiornamento”

Di Tiziano Grottolo - 29 novembre 2019 - 16:32

TRENTO. Il braccio di ferro fra Provincia e associazioni di volontariato che si occupano di soccorsi va avanti da un po’ di tempo, almeno da quando tali associazioni, come la Croce Rossa, avevano deciso di sospendere in segno di protesta le prestazioni extra-convenzionate, ovvero tutti quei servizi che non rientrano nell’accordo sottoscritto tra Pat e Associazioni in scadenza il 31 dicembre 2021, come prima emergenza e trasporto infermi. A questo punto si era arrivati dopo che le associazioni avevano avanzato la richiesta di un aumento delle tariffe per i servizi forniti, giustificata dall'aumento dei costi.

 

La crisi era poi rientrata dietro la promessa fatta dal presidente della Pat Fugatti di prendere in considerazione le istanze delle associazioni, così “lo sciopero” è stato fermato. Attualmente la giunta provinciale starebbe valutando, alla luce della nuova finanziaria, se ci siano risorse sufficiente per venire incontro alle richieste, “in questi giorni dovrebbe arrivare una risposta – fanno sapere dal comitato provinciale di Trento della Croce Rossa – poi vedremo il da farsi”.

 

Nel frattempo però anche le opposizioni si sono mosse e dopo l’interrogazione presentata dal consigliere del M5s Degasperi (QUI articolo) è arrivata anche quella che porta la firma di Lucia Coppola e Paolo Ghezzi di Futura 2018. “Il volontariato – affermano i due consiglieri di Futura – è uno dei fiori all’occhiello della provincia di Trento, si tratta di un lavoro nobile svolto da chi mette a disposizione di tutti i cittadini le proprie conoscenze e il proprio tempo, oltre che la propria umanità”.

 

In particolare in Trentino ci sono 4000 volontari del soccorso, dislocati in 40 sedi sul territorio provinciale, che offrono circa un milione di ore di attività nel campo dei soccorsi sanitari e del trasporto infermi, supportando Trentino Emergenza che non sempre riesce sopperire alla richiesta, fra l’altro con gran risparmio per le casse provinciali visto che il costo di una convenzione è circa un terzo di quello sostenuto dall’Apss per fornire lo stesso servizio.

 

“Molte associazioni, non riuscendo a sopperire al bisogno crescente di servizi, hanno ritenuto di dover assumere del personale, ma si trovano in estrema difficoltà a gestire i costi – evidenziano Coppola e Ghezzi che ricordano – la Provincia elargisce annualmente circa 9 milioni di euro che coprono appena i costi di gestione”.

 

Secondo quanto riferito dai due consiglieri di Futura le tariffe applicate nella convenzione attuale non sarebbero più congrue a garantire la continuità del servizio e la copertura dei costi fissi di gestione e funzionamento. Si tratta infatti di spese per l’acquisto mezzi, attrezzature, stipendi ai dipendenti, assicurazioni sui mezzi e sul personale, carburanti, spese di manutenzione, spese relative alle sedi, oneri per la formazione.

 

Per questa serie di motivi Coppola e Ghezzi chiedono se non sia il caso di aprire un confronto con le associazioni interessate, con l’obiettivo di individuare le criticità della convenzione attualmente in vigore, ma anche e soprattutto “di provvedere con urgenza ad un aggiornamento delle tariffe, in quanto quelle previste attualmente non sono in grado di coprire i costi a carico delle associazioni di soccorso, che quindi  non potranno continuare a garantire un servizio con adeguati livelli di qualità, efficienza e sicurezza”.

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