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Sopralluoghi antincendio ridotti dell'80%, Degasperi accusa: “Così si mette a rischio l’incolumità delle persone”

Il taglio riguarda i controlli sull’attuazione delle norme di prevenzione incendi, in seguito alla presentazione di una Scia, in particolare su strutture sanitarie, alberghi, scuole e asili nido. I funzionari antincendi con una lettera: “Una scelta di tale portata avrà delle ripercussioni negative sulla sicurezza dei cittadini”

Di Tiziano Grottolo - 02 dicembre 2019 - 13:03

TRENTO. L’ufficialità era arrivata a metà novembre ma era passata un po’ in sordina, almeno fino a quando il capogruppo in consiglio provinciale del Movimento 5 Stelle, Filippo Degasperi non ha sollevato la questione tramite un’interrogazione. Infatti a metà dello scorso mese il dirigente del servizio antincendi e della protezione civile della Pat ha firmato un ordine attraverso il quale si è disposto, che per quanto riguarda la Segnalazione Certificata di Inizio Attività (Scia) di tipo B, i sopralluoghi siano ridotti al 20% sul totale delle richieste presentate.

 

La Scia è quella segnalazione che il titolare deve fare nel momento in cui avvia un’attività, con essa però è tenuto a rispettare anche una serie di norme in materia di prevenzione agli incendi come vie di fuga, impianti antincendio, la stabilità in caso d’incendio e più in generale la sicurezza degli utenti o dei lavoratori. Tutti elementi che i tecnici dei vigili del fuoco erano tenuti a verificare, ciò accadeva per ogni Scia presentata.

 

Ora, con l’entrata in vigore del nuovo ordine (dal 1 dicembre 2019), solo alcune segnalazioni saranno sorteggiate per dei controlli a campione, in particolare ad essere escluse sono state quelle di categoria B, nelle quali rientrano strutture sanitarie fino a 100 posti letto, alberghi fino a 100 posti letto, scuole fino a 300 persone presenti, asili nido, locali di pubblico spettacolo fino a 200 persone e varie tipologie di attività lavorative sia artigiane che industriali.

 

Si è deciso di ridurre dell’80% il numero di sopralluoghi – accusa Degasperi – per di più stiamo parlando di attività pubbliche che vanno ad interessare la vita quotidiana dei cittadini trentini e dei turisti che vengono in Trentino, basti pensare che l’80% degli alberghi trentini ricade nella categoria B”.

 

Al contrario, il dispositivo firmato dal dirigente della Pat, prevede il controllo del 100% delle Scia di categoria A, che in Trentino riguardano generalmente i bomboloni di Gpl interrati “Attività sono considerate dalla normativa meno pericolose dal punto di vista della sicurezza dei cittadini”, ricorda il consigliere pentastellato.

 

Se poi guardiamo quanto accade a livello nazionale si prevede che i controlli a campione vengano effettuati in via prioritaria sulle attività di categoria B, comunque in una percentuale non inferiore all’8%. Inoltre, l’unica giustificazione alla base del provvedimento trentino, è identificata nella “necessità di alleggerire il carico di lavoro degli appartenenti alla carriera direttiva dei Vigili del Fuoco in ambito della prevenzione incendi per riallocare le risorse in ambiti strategici in cui il Servizio è impegnato”.

 

Troppo poco secondo Degasperi, che si domanda “cosa ci sia di più strategico per i Vigili del Fuoco del controllo della sicurezza degli anziani nelle RSA, dei bambini negli asili nido, degli studenti nelle scuole di ogni ordine e grado e dei milioni turisti che pernottano negli alberghi trentini ogni anno”.

 

Il capogruppo del M5s punta il dito contro riduzione dei tecnici del Servizio Antincendi sotto i numeri minimi previsti dalla pianta organica, “vista la grande mole di attività da controllare – spiega – non è più possibile compiere le verifiche su tutte le attività come normalmente era previsto”. Senza considerare che i due principali compiti del corpo dei pompieri siano proprio il soccorso pubblico e la prevenzione incendi.

 

“In questi ultimi anni i tecnici dei Vigili del Fuoco hanno dovuto invece accollarsi l’onere di incombenze di tipo tecnico-amministrativo invece di poter utilizzare il loro tempo nella verifica delle pratiche di prevenzione incendi e quindi nel controllo della sicurezza dei cittadini”, accusa Degasperi che, alla luce di queste evidenze, ha presentato un’interrogazione.

 

Nemmeno troppo fra le righe si chiede al presidente della Pat Maurizio Fugatti di ritirare il dispositivo approntato dal dirigente del servizio antincendi, in più si domanda se non sia il caso di indire un nuovo bando di concorso per selezionare nuovi tecnici “in modo tale da poter garantire un adeguato livello di sicurezza in linea con gli standard europei”.

 

A confermare le preoccupazioni sollevate da Degasperi sarebbe stata inviata anche una lettera firmata da funzionari e collaboratori antincendi nella quale si lamenta che una scelta di tale porta “avrà delle ripercussioni negative sulla sicurezza dei cittadini” e potrebbe perfino determinare “un progressivo impoverimento della professionalità del corpo permanente dei vigili del fuoco”.

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