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| 05 lug 2020 | 15:19

Degasperi contro le nomine politiche alla Corte dei Conti: “Il controllato controlla il controllore”

Il consigliere di Onda Civica: “Vogliono stravolgere gli assetti della Corte dei Conti minando i principi di terzietà, imparzialità”. Anche l’Associazione magistrati si dice preoccupata: “Una riforma palesemente in contrasto con i principi costituzionali di autonomia e indipendenza della magistratura”

Degasperi contro le nomine politiche alla Corte dei Conti: “Il controllato controlla il controllore”
di Redazione

TRENTO. Sta facendo molto discutere lo schema di proposta presentato dalle province autonome di Trento e Bolzano che prevederebbe di implementare le nomine “politiche” all’interno della Corte dei Conti, l’ente che vigila sulle finanze pubbliche.

 

In particolare nella proposta sostenuta con forza dall’Svp si vorrebbe aumentare il numero di magistrati nominati dalla politica. In sostanza dei quattro magistrati della Sezione di controllo, due verrebbero nominati da chi controlla la maggioranza dei rispettivi consigli provinciali di Trento e Bolzano, peraltro senza indicare requisiti specifici. Inoltre si vorrebbe prolungare il mandato (ora quinquennale), estendendolo a vita.

 

“Il controllato controlla il controllore” ha tuonato il consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi, che parla di “un’operazione che stravolgerebbe gli assetti della Corte minando i principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza”. Secondo il consigliere i presupposti alla base della riforma sono “insussistenti e privi di alcun riscontro fattuale – inoltre – emergerebbe il reale rischio di un conflitto di interessi”.

 

Alla luce d queste considerazioni Degasperi ha depositato un’interrogazione per domandare al presidente della Pat se la riforma non rischi di “compromettere irreparabilmente l’indipendenza e la terzietà dell’istituzione”.

 

Nel frattempo anche l’Associazione magistrati della Corte dei Conti ha espresso la propria preoccupazione: “La proposta – spiegano – non solo appare palesemente in contrasto con i principi costituzionali di autonomia e indipendenza della magistratura contabile ma sia, altresì, fonte di un evidente conflitto di interessi tra controllore e controllato”. L’Associazione conclude auspicando un intervento del Governo per bocciare la proposta.

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