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Dopo le scritte contro Fugatti il Coordinamento No Valdastico prende le distanze: “No alle minacce”. Ma per Dalzocchio sono solo “Facinorosi”

Dopo le scritte contro il presidente Fugatti, apparse nei giorni scorsi sul Trincerone del monte Zugna, è arrivata la solidarietà bipartisan dei partiti politici. Ora anche il Coordinamento contro la grande opera interviene per stigmatizzare questi fatti. La consigliera Dalzocchio però non ci sta: “Nazi-ambientalisti, l’opera va fatta”

Di Tiziano Grottolo - 23 agosto 2019 - 19:29

ROVERETO. Scritte ingiuriose contro il presidente dalla Pat Maurizio Fugatti, sono apparse nella notte fra il 20 e il 21 agosto, assieme a insulti e minacce sono stati lasciati anche graffiti contro la Valdastico.

 

Ad essere preso di mira è stato il trincerone sul monte Zugna, opera risalente alla Prima guerra mondiale, imbrattato da autori rimasti ignoti.

 

Da subito era arrivata la solidarietà bipartisan di tutti i partiti, anche quelli d’opposizione e contrari alla Valdastico. Così per stigmatizzare le scritte sono intervenuti fra gli altri il sindaco di Rovereto Valduga e Futura 2018 che in una nota ha scritto: "Crediamo nell'opposizione come resistenza civile e nonviolenta, anche a livello verbale. Per questo condanniamo fermamente le minacce di morte al presidente della Provincia apparse sul Trincerone”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Coordinamento No Valdastico Nord-A31, l’insieme delle 30 associazioni che si oppongono alla costruzione della grande opera: “Il Coordinamento stigmatizza i comportamenti di coloro che con becere volgarità hanno vandalizzato luoghi storici che appartengono alla collettività tutta”.

 

Dopodiché la nota prosegue: “In questo ultimo anno abbiamo svolto molte iniziative (manifestazioni, serate informative, gazebi, raccolta firme etc.) per informare la cittadinanza dell'inutilità e dannosità di tale collegamento: intendiamo attenerci a questi metodi, tipici della Società Civile”.

 

Pertanto, il Coordinamento intende dissociarsi nettamente da qualsiasi forma di protesta che preveda insulti, minacce ed illazioni. Ciò non di meno gli attivisti fanno sapere che proseguiranno la lotta “Utilizzando tutti gli strumenti a disposizione, compresi gli striscioni con contenuti e messaggi seri e civili”.

 

Se da una parte si cerca di abbassare i toni altrettanto non si può dire delle affermazioni della consigliera leghista Mara Dalzocchio che scrive: “Le minacce di morte di qualche nazi-ambientalista nei confronti di Fugatti non possono far altro che convincerci del fatto che a non volere la realizzazione della Valdastico sia solamente un gruppo di facinorosi giunto persino a minacce di morte nei confronti del Presidente della Provincia, compiendo un gesto che deve essere condannato da tutte le forze politiche”.

 

Un commento durissimo questo che sta facendo molto discutere soprattutto fra le tante persone che si oppongono all’opera ma che ora si vedono additare come “facinorosi” e “nazi-ambientalisti”.

 

È altrettanto vero però, fanno notare alcuni utenti social, che in più occasioni sono stati gli stessi esponenti della Lega a fomentare lo scontro con esternazioni anche molto sprezzanti che di certo non hanno contribuito a stemperare le tensioni. 

 

Effettivamente la capogruppo leghista vanta una lunga serie di interventi quantomeno discutibili,  almeno per chi reclama per sé: "Un confronto civile che non può ridursi a un tale linguaggio d'odio". 

 

Proprio parlando di Valdastico aveva snobbato le oltre 2000 firme contro l'opera, raccolte dai cittadini roveretani, affermando che dal momento che la Lega aveva ottenuto la maggioranza alle elezioni non aveva bisogno di conferme per portare avanti l'autostrada. 

 

Ricorderete poi quando Dalzocchio rilanciò la bufala secondo la quale gli autori dell'omicidio del carabiniere a Roma sarebbero stati due "Nordafricani", diffondendo inoltre foto e dati sensibili di due persone che in realtà non c'entravano nulla. Infine citiamo quella volta che la consigliera, intervenendo sulla vicenda di Bibbiano, augurò a un utente: "Vorrei vedere suo figlio in mano a sta gente”.  

 

Verrebbe da dire che forse la consigliera leghista non sia la persona più adatta per fare la morale e disquisire di 'politicamente corretto', fermo restando che alla base di un sano e democratico dibattito politico dovrebbe esserci sempre il rispetto reciproco. Certo, in questo senso, una maggiore attenzione soprattutto da parte degli esponenti politici aiuterebbe molto. 

 

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