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Europee, Giulia Pilloni candidata con CasaPound: ''Basta con la Ue che ci ha reso schiavi. Riprendiamoci la sovranità e la nostra moneta''

Intervista alla giovane rivana classe 1991 che si propone nella circoscrizione Nord-Est. ''Quel che è successo a Torino al Salone del Libro? E' lo specchio di ciò che ormai rappresenta la sinistra: impaurita, vecchia e chiusa, incapace al confronto, la peggior rappresentazione di sé stessa e l’esatto opposto di ciò che professa''

Di Luca Pianesi - 11 maggio 2019 - 12:34

TRENTO. E' Giulia Pilloni la candidata trentina di Casa Pound, il movimento di estrema destra che si propone per queste elezioni europee del 26 maggio, nella lista di ''CasaPound e Destre Unite'' in chiave dichiaratamente antieuropeista. Per il movimento guidato a livello nazionale da Simone Di Stefano, infatti l'Unione europea rappresenterebbe ''una gabbia da cui bisogna uscire al più presto per riacquistare la nostra sovranità e libertà'', spiegava pochi giorni fa il responsabile provinciale Filippo Castaldini. Giulia Pilloni, classe 1991, milita da anni nel movimento ed è una dei tre candidati regionali nel collegio del Nord Est (con lei ci sono anche i consiglieri comunali a Bolzano Andrea Bonazza e Maurizio Puglisi Ghizzi).

 

Pilloni, qual è la parole d’ordine della sua campagna elettorale?

 

La parola d'ordine è sovranità. La nostra candidatura è ferma e convinta ad un’uscita dall’Unione Europea e dall’Euro e il primo scopo è quello di ridare sovranità alla nostra nazione. Questa Unione Europea è per tutti noi italiani una gabbia che ci ha tolto ogni libertà decisionale a livello politico ed economico, una gabbia che ha causato il nostro impoverimento e la perdita della nostra sovranità. Il nostro obiettivo è quello di rimettere nelle mani degli italiani la libertà che gli spetta, libertà che ci permetterà di difendere la nostra economia anche attraverso la ripresa in mano di una moneta nostra. Per troppo tempo siamo stati schiacciati dall’Europa che ha imposto i propri diktat, generando austerità che ha gravato sui cittadini, un’Europa che ha deciso per noi quanto spendere e come, rendendoci schiavi della propria politica economica. E’ tempo per noi italiani di riprendere in mano le redini del nostro futuro.

 

Come immagina il rapporto tra un'Italia fuori dall'euro e l'Europa?

 

Sono fermamente convinta che l’Italia abbia la forza di essere una nazione sovrana. Al di fuori dell’Ue c’è il mondo, paesi forti come il Giappone, l’Inghilterra e la Russia, tante opportunità economiche e commerciali per far ripartire l’Italia e farla ritornare una grande nazione. L’unica Europa che riconosco è l’unione di nazioni libere, non più schiave dei diktat imposti da burocrati.

 

Lei Giulia è fascista?  

 

Credo fermamente nei valori di una cultura che ha amato profondamente l’Italia e gli Italiani, così come faccio io.

 

CasaPound lascia spazio alle donne? Non c'è una cultura eccessivamente machista?

Faccio parte di CasaPound da quando ho 16 anni, sono cresciuta in un movimento che mi ha dato tanto e al quale ho potuto dare tanto collaborando fianco a fianco con donne e uomini. Molte sono le donne in CasaPound che da anni come me contribuiscono a rendere vivo questo movimento, madri, lavoratrici che con il loro impegno hanno meritato di rivestire ruoli di vertice, come Angela De Rosa, Carlotta Chiaraluce o Emmanuela Florino e molte altre che in tutta Italia sono il cuore del nostro movimento.

 

Tema caldo: salone del libro di Torino e allontanamento dell'editore vicino a Casa Pound perché ha ribadito di essere fascista. C'è la sensazione che possano bloccare CasaPound in futuro alle prossime elezioni?

 

Ciò che è accaduto al Salone del libro di Torino è lo specchio di ciò che ormai rappresenta la sinistra: impaurita, vecchia e chiusa, incapace al confronto, la peggior rappresentazione di sé stessa e l’esatto opposto di ciò che professa. Dall’altra parte una casa editrice, come Altaforte che con coraggio ha aperto le porte a tantissimi autori racchiudendo in sé in pieno il concetto di libertà di espressione. Non vedo che un futuro luminoso per chi come noi avrà il coraggio di seguire la propria strada con la forza che ci ha sempre contraddistinto, agli altri non rimarranno che strategie dettate dalla paura, strategie per negare permessi a chi non li ha chiesti. Andremo avanti per la nostra strada.

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