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“Giù le mani da Rojava”, oltre 300 persone in piazza contro la guerra. Le Acli tolgono la Turchia dai propri pacchetti turistici

Dal Centro Sociale Bruno ai sindacati di Cgil, Cisl e Uil, passando per tutto l’arco politico che va dai partiti di sinistra a quelli del centrosinistra-autonomista fino ad arrivare al movimento di Fridays for Future. È una manifestazione variegata e colorata quella andata in scena oggi a Trento in sostegno del popolo curdo

Di Tiziano Grottolo - 16 ottobre 2019 - 20:26

TRENTO. Sono oltre 300 le persone che hanno preso parte alla manifestazione lanciata dai militanti del Centro Sociale Bruno “contro l'infame operazione militare del governo turco” e per dimostrare come, anche in Trentino, c’è chi è pronto a mobilitarsi al fianco della resistenza del Rojava, “per la giustizia e la libera convivenza tra i popoli”.

 

Fra le tante persone ci sono anche moltissime realtà del mondo dell’associazionismo, sindacale e politico, così numerose e variegate che in un certo senso rispecchiano la complessità sociale del nord della Siria dove curdi, turkmeni, arabi, assiri, siriaci, armeni e yazidi convivono fianco a fianco.

 

Infatti alla manifestazione, oltre a una piccola delegazione curda, hanno preso parte il Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, i partigiani dell’Anpi, l'associazione Ya Basta! Êdî bese (i cui social sono stati recentemente oscurati, pare per via delle interferenze del governo turco) ma anche Fridays for Future. Sì perché anche in Rojava si trova una sezione di questo movimento internazionale.

C’è persino chi è arrivato fin qui dall’Alto Adige come i militanti di Bozen Solidale. In più ci sono le principali sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil. Folta anche la schiera dei partiti, almeno quelli che vanno dalla sinistra al centrosinistra, con Rifondazione Comunista, Sinistra Italiana, Partito Democratico e giovani Dem.

 

Nemmeno gli autonomisti del Patt si tirano indietro: il consigliere provinciale Ugo Rossi ha fatto sapere di aver chiesto, durante la seduta congiunta delle assemblee legislative di Trentino, Südtirol e Tirolo, che venisse fatta una comune dichiarazione di solidarietà al popolo curdo. Ma a quanto pare per via della “rigidità dei regolamenti” ciò non sarebbe stato possibile. Le donne delle Stelle Alpine invece chiedono di “fare fronte comune e unirsi al fianco delle donne curde” per questo è stata lanciata anche una petizione online.

 

Per la cronaca all’appello mancano i rappresentanti del centrodestra che si sono limitati a qualche dichiarazione di circostanza sui social senza però esporsi in prima persona.

 

Ad ogni modo quello che si leva dalla gremitissima piazza D'Arogno è un grido unanime: “Giù le mani dal Rojava”. Fra le tante persone presenti c’è anche Franco Ianeselli: “È importante che tutta la comunità si faccia sentire – evidenzia il segretario della Cgil – abbiamo scelto di essere qui per dare il nostro sostegno al popolo curdo, un popolo che dopo aver combattuto eroicamente l’Isis ha subito un tradimento. Ora – riprende Ianeselli – chiediamo che venga imposto un cessate il fuoco per permettere l’intervento delle associazioni umanitarie”.

Sulla stessa linea anche Lucia Maestri, segretaria Dem: “Abbiamo scelto di schierarci al fianco dei curdi, un popolo che chiede semplicemente autonomia nei propri territori e che guarda anche al nostro modello autonomista per poter costruire strade di convivenza nel nord della Siria”.

 

La segretaria Pd sottolinea anche come i curdi siano stati messi di fronte a un voltafaccia da parte di Stati Uniti e Occidente, arrivando ad evocare lo stop immediato della vendita di armi al governo di Ankara oltre a un vero e proprio embargo.

 

Un gesto molto forte è arrivato dalle Acli che hanno recentemente approvato all’unanimità una mozione nazionale, promossa proprio dalla sezione di Trento, che va a togliere le mete turche dai propri pacchetti turistici “Almeno fino a quando non cesseranno le ostilità”. Per il momento dunque non sarà possibile prenotare viaggi in Turchia dalle agenzie turistiche legate alle Acli. “Esprimiamo vicinanza e solidarietà con il popolo curdo e turco che ripudia la guerra” conclude la mozione.

 

Nel frattempo sono arrivate anche le prese di posizione del consiglio del dipartimento di lettere e filosofia e del consigliere comunale de L’Altra Trento a Sinistra Jacopo Zannini che ha presentato una mozione per impegnare l’amministrazione di Trento a “esprimere solidarietà al popolo curdo” e per chiedere “al governo nazionale di attivarsi a tutti i livelli per trovare una soluzione non violenta”.

 

Il consiglio del dipartimento di lettere e filosofia invece, ha firmato un documento dove “esprime una forte condanna all’invasione della Confederazione popolare della Siria del Nord da parte della Turchia e invita tutte le strutture dell’Università di Trento e in ultimo le rappresentanze istituzionali dell’Ateneo affinché solleciti il governo italiano a esercitare sul governo turco tutte le forme di pressione adeguate e necessarie allo scopo di giungere quanto prima a un cessate il fuoco in quella regione. Il dipartimento si impegna inoltre a organizzare una giornata di studi che coinvolga, oltre agli studenti, studiosi e esperti che, in seno a più discipline, si occupano delle vicende storico-politiche del Rojava”.

 

Prima di sciogliere la manifestazione i militanti in piazza hanno lanciato i prossimi appuntamenti, il 24 ottobre si terrà un’assemblea al Centro Sociale Bruno per organizzare nuove mobilitazioni in favore del popolo curdo, infine il 26 ottobre si terrà a Milano un grande corteo con l’intento di raggiungere l’ambasciata turca dove chiedere il ritiro immediato delle truppe di Ankara dalla Siria.

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