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In centinaia contro il bypass ferroviario (FOTO): “Fuori il Tav da Trento, rischiamo una catastrofe ambientale”

Fra bandiere No-tav e striscioni moltissime persone hanno protestato contro la realizzazione del bypass ferroviario: “La cultura delle grandi e inutili opere è alla base della realizzazione della circonvallazione di Trento, ma la sua utilità è tutta da dimostrare e anzi rischia di lasciare alla città e alla Provincia un pesante debito e di non avere copertura finanziaria per la sua completa realizzazione”

Di Tiziano Grottolo - 02 aprile 2022 - 20:23

TRENTO. Circonvallazione, bypass, Tav (Treno ad Alta Velocità), Tac (Treno ad Alta capacità), tanti nomi per un unico “nemico” che nella giornata di oggi, 2 aprile, ha richiamato in piazza centinaia di persone. Erano più di un migliaio i manifestanti scesi in strada per protestare contro la grande opera “che disarticola la città, crea danni e disagi e mette gli abitanti a rischio di una pesante catastrofe ambientale”.

 

Moltissime e diversissime le varie realtà che hanno aderito alla manifestazione dove a farla da padrona sono state le bandiere No-tav. Fra gli altri erano presenti anche esponenti dell’assemblea contro il Green pass, militanti anarchici e attivisti del Centro sociale Bruno che hanno sottolineato il carattere cittadino della protesta “che nasce dal timore di gravi danni alla salute, dal rifiuto degli espropri, dalla preoccupazione per i rischi relativi alla presenza delle falde acquifere e dalla prospettiva dei disagi legati sia ai lavori che al transito dei treni”.

 

Non mancavano poi le sigle di partito alcune di queste rappresentate anche in Consiglio provinciale come i Europa Verde, con Lucia Coppola e il Movimento 5 Stelle, con Alex Marini. All’appello hanno risposto pure Rifondazione comunistaSinistra italiana e altre realtà politiche che si oppongono al progetto.

 

Ad ogni modo il corteo era composto prevalentemente dai residenti di Trento, molti dei quali aderenti alla Rete dei cittadini, in particolare quelli provenienti dalle zone maggiormente interessate dalla circonvallazione ferroviaria. Un segno che “l’operazione ascolto” lanciata dal Comune di Trento non ha sortito gli effetti sperati anche perché fra i manifestanti il sentimento più diffuso che Rfi (che ha bocciato la proposta di alcuni cittadini) non voglia mettere realmente mano al progetto.

 

Tante le preoccupazioni e le criticità riportate dai cittadini. “Salviamo Trento dalla circonvallazione ferroviaria”, recitava lo striscione in testa al corteo. Per i manifestanti infatti si tratta di salvare il capoluogo dalle possibili ripercussioni negative del progetto da 930 milioni di euro che grazie al Pnrr sta seguendo un iter accelerato, per l’appunto dovrà essere completato entro il 2026 anche se le stime parlavano di almeno 10 anni per la sua realizzazione.

LE FOTO. Tantissime persone hanno preso parte alla manifestazione “No-tav” contro il bypass ferroviario di Trento

 

Una delle principali criticità riguarda le aree inquinate di Trento nord. Dal 2003 l’ex Sloi rientra fra i “siti inquinati di interesse nazionale”: “Qui – spiegano i manifestanti – è prevista una forte movimentazione del terreno senza una reale bonifica, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e della popolazione”. Non solo perché nella stessa zona verranno realizzati dei depositi per i materiali di scavo provenienti dalla galleria (da 10,5 chilometri) che dovrà essere realizzata sotto la Marzola. Le protezioni previste sarebbero inadeguate e rischierebbero “di portare l’inquinamento dalla falda superficiale alla falda profonda, mettendo tutta la città e il fiume Adige di nuovo a rischio ambientale”.

 

Non solo, perché anche molte delle sorgenti che si trovano nella collina est della città sarebbero in pericolo. “A essere minacciati sono sia una parte consistente di acquedotto cittadino che altri importanti corsi d’acqua”, sottolineano alcuni attivisti. Durante la manifestazione i cittadini di Mattarello hanno messo in luce i costi legati al sacrificio delle sorgenti d’acqua. “Secondo le nostre stime rischiamo di perdere una quantità d’acqua in grado di soddisfare il fabbisogno di Mattarello per 6 anni, se invece facciamo riferimento ai dati di Rfi perderemmo comunque tanta acqua quanta gli abitanti ne consumano in 3 anni”. Tradotto in euro si parla di una cifra compresa tra 1,6 e 3,2 milioni.

 

Detto questo gli attivisti No-tav contestano gli “enormi disagi in termini di inquinamento acustico e da vibrazioni e pesanti problemi di traffico”, mentre “l’intera città sarà trasformata in un cantiere per molti anni, attraversata da almeno 1.200 camion al giorno”. C’è poi il nodo della ferrovia Trento-Malè “interdetta per almeno due anni senza sapere se avrà un futuro”, senza contare gli espropri e gli abbattimenti che interesseranno abitazioni ed edifici commerciali a San Martino.

 

Insomma per i manifestanti l’utilità della circonvallazione di Trento è ancora tutta da dimostrare: “Rischiamo di lasciare alla città e alla Provincia un pesante debito e di non avere copertura finanziaria per la sua completa realizzazione. La cultura delle grandi e inutili opere è alla base della realizzazione della circonvallazione di Trento che, unitamente alla realizzazione del completamento della A31-Valdastico e al raddoppio della statale della Valsugana, trasformerebbe la valle dell’Adige in un nastro trasportatore di merci verso la Germania, a discapito delle vere eccellenze del Trentino, cioè l’ambiente, il paesaggio, la montagna”.

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