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Gli aspiranti allievi poliziotti ''tagliati'' dall'emendamento della Lega chiedono aiuto a Conte: ''Siamo in migliaia esclusi per dei requisiti cambiati retroattivamente''

Nel 2017 avevano partecipato a un concorso e le condizioni per prendervi parte erano avere meno di 30 anni e il diploma di scuola secondaria di primo grado. Poi con un emendamento voluto dal partito di Salvini si era abbassata l'età a 26 anni e inserito il diploma di scuola secondaria di secondo grado. Tagliati fuori anche se inseriti in graduatoria ora scrivono al nuovo governo

Di L.P. - 20 settembre 2019 - 11:58

ROMA. ''Noi ci sentiamo trattati come “merce” scaduta, “come vecchie scarpe rotte”, come perdenti e falliti, come persone che, nonostante abbiano solide esperienze di vita, per lo Stato non sono abbastanza. A parità di sacrifici, in termini di tempo ed economici anche sostenuti dalle nostre famiglie, siamo stati trattati diversamente rispetto a coloro che oggi hanno invece iniziato il corso di formazione''. A scrivere sono gli aspiranti allievi agenti della polizia di stato, in altre parole migliaia di giovani che per un emendamento fortemente voluto dalla Lega e poi applicato in maniera stringente proprio dal governo giallo-verde con Salvini ministro dell'interno. Sulla lettera inviata da questi ragazzi e ragazze alla voce ''destinatario'' c'è il presidente del consiglio Giuseppe Conte e la richiesta è presto detta: 

 

''Con la costituzione di questa nuova coalizione di governo confidiamo che il PD, il quale ci ha sempre sostenuto in questa vera e propria battaglia, e il M5S, che ha sempre affermato di aver votato e approvato il sopracitato emendamento contro la propria volontà (specialmente dopo che abbiamo constatato che il 5 settembre, durante il primo Cdm si è provveduto alla cancellazione di una legge regionale fortemente discriminante), possano in tempi brevi risolvere questo nodo cruciale in nome della "giustizia". Nella speranza di poter contare sul Suo prezioso appoggio in questa importante iniziativa Illustre Presidente, ci affidiamo al Suo impegno, certi di una risposta in merito.

 

La vicenda risale al concorso per agenti di polizia del 2017: il bando prevedeva come requisiti per partecipare il limite di età di 30 anni non compiuti e titolo di studio il diploma di scuola secondaria di primo grado. E' arrivato però un emendamento della Lega inserito all'interno del decreto di semplificazione che ha previsto, però, che lo scorrimento della graduatoria di quel concorso sottostasse ai nuovi requisiti che escludevano quanti alla data del 1 gennaio del 2019 avessero compiuto il ventiseiesimo anno di età e quanti non avessero conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado.

 

''Nello specifico - spiegano gli aspiranti agenti - con tale articolo si è dato avvio ad un processo retroattivo con cui sono stati esclusi migliaia di giovani dallo scorrimento della graduatoria del concorso “893 Allievi Agenti della Polizia di Stato” emanato il 26 maggio 2017, poiché a detta del suddetto decreto, non possedevano i nuovi requisiti previsti.  L’esistenza di tale graduatoria – 893 Allievi Agenti della Polizia di Stato – può essere contestualizzata all’interno del Concorso 1148 Allievi Agenti della Polizia di Stato – pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana – 4^ Serie Speciale “Concorsi Ed Esami” – del 26 maggio 2017 - e in tal senso, se non si considerasse tale imprescindibile legame, la graduatoria stessa non avrebbe alcun fondamento né valenza''.

''Nel marzo 2019 però - aggiungono nella lettera inviata al presidente Conte - è stato dato avvio al procedimento finalizzato “all’assunzione di 1.851 allievi agenti della Polizia di Stato, mediante scorrimento della graduatoria della prova scritta di esame del concorso pubblico per l’assunzione di 893 posti di allievi agenti della Polizia di Stato” di cui sopra, approvato con il “Decreto Semplificazioni”'' ma, di fatto, applicando i nuovi criteri ''escludendo e penalizzando chi, alla data del 1 gennaio 2019, avesse più di anni 26 o non avesse conseguito il diploma di Istruzione secondaria, contrariamente a quanto stabilito dal bando di concorso del 2017''.

 

Ad oggi, dopo aver presentato ricorso al Tar del Lazio, gli aspiranti agenti sono stati ammessi in via cautelare a sostenere le prove per la verifica del possesso dei requisiti fisici, psichici e attitudinali, tenutesi nei mesi da maggio ad agosto 2019, e hanno conseguito l’idoneità mediante la quale verosimilmente sarebbero dovuti essere avviati alla frequentazione del corso di formazione per allievi agenti iniziato il 29 agosto. ''Così non è stato purtroppo - spiegano ancora - e siamo quindi stati “scavalcati” letteralmente da candidati con voti conseguiti nella prova scritta del concorso di gran lunga inferiori rispetto ai nostri che, essendo in possesso dei nuovi requisiti introdotti, sono stati ammessi al corso di formazione''.

 

E allora ecco la lettera completa inviata al premier Giuseppe Conte

 

 

 

 
 

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