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Il forzista Zanetti difende Conzatti: “I leghisti hanno la memoria corta, nemmeno loro sono stati votati per allearsi con il M5s”

Zanetti è stato ritenuto “colpevole” di aver espresso solidarietà alla senatrice, recentemente passata da Forza Italia al nuovo gruppo fondato da Matteo Renzi, ma lui sottolinea: “Per capire serve cultura politica, c'è chi ce l'ha e chi no, per i secondi il silenzio è d'oro”

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2019 - 16:50

TRENTO. Il cambio di casacca della senatrice Donatella Conzatti, entrata a far parte di Italia Viva il nuovo gruppo parlamentare fondato dall’ex Pd Matteo Renzi, è stato mal digerito da molti.

 

Per la verità non c’è poi di che stupirsi visto che il partito di Silvio Berlusconi è ormai balcanizzato fra i sostenitori della linea moderata (la stessa tracciata dal presidente) e chi si lascia tentare dai sovranismi in salsa leghista con Matteo Salvini pronto ad accogliere a braccia aperte i transfughi del partito.

 

Ad ogni modo qualche giorno fa Conzatti ha sciolto le riserve e ha annunciato di aderire al progetto dell’ex sindaco di Firenze. Apriti cielo: addosso alla senatrice trentina sono piovuti addosso insulti di ogni tipo, a partire dal leader leghista Salvini che durante la convention di Fratelli d’Italia ha affermato: “A me queste persone provocano profondo disgusto. Mi fanno schifo”. In un crescendo di aggressività sfociata anche in esplicite minacce di morte quando un utente ha accostato un cappio alla foto della senatrice

 

In un clima che si fa via via sempre più avvelenato a stemperare le tensioni ci ha provato il consigliere comunale di Trento Cristian Zanetti (QUI intervista) che ha espresso la propria solidarietà all'ex compagna di partito chiedendo a tutti di abbassare i toni. L'unico risultato ottenuto però è stato quello di finire anche lui nel mirino degli haters ma anche di parte del mondo politico (alleati compresi) “colpevole” agli occhi di molti di aver difeso "la traditrice". 

 

Ad esempio il consigliere provinciale Devid Moranduzzo ha richiamato l’esponente forzista invitandolo a darsi da fare per il suo partito piuttosto che perdere tempo difendendo la senatrice, ricordando poi come parte dei voti serviti per eleggere Conzatti provenissero dalla Lega: “Ben 36.232 persone convinte di sostenere un esponente di centrodestra hanno buttato via il loro voto rafforzando il centro sinistra, vergogna”.  

 

La replica di Zanetti però non è tardata ad arrivare: “Per capire serve cultura politica, c'è chi ce l'ha e chi no, per i secondi il silenzio è d'oro – l’affondo del consigliere di Trento, che poi rincara la dose – la memoria corta è un dramma e anche il guardare gli altri evitando di rivedersi in politica è un classico del repertorio dell'arroganza. I cittadini nei collegi uninominali trentini hanno votato per il centrodestra – sottolinea Zanetti – e si sono ritrovati i loro rappresentanti in una alleanza con il M5s a fare il reddito di cittadinanza e non il programma per cui sono stati votati”.

 

Ciò che stride secondo il forzista è il doppiopesismo dimostrato dai leghisti: “Eppure mai nessuna criminalizzazione, mai nessuna richiesta di dimissioni, si chiama per i più coerenza, per alcuni serietà, per altri correttezza, ma per tutti si chiama democrazia parlamentare”.

 

Ma il “berlusconiano di ferro” ci tiene a mettere in chiaro un ultimo concetto: “Sono e rimango proporzionalista, un capo non l'ho mai avuto e non inizio adesso, in politica mi confronto, non ubbidisco”. Insomma chi ha orecchie per intendere, intenda.

 

A dare man forte a Moranduzzo sono arrivate le parole di un altro esponente di Forza Italia, il commissario provinciale Maurizio Perego che di fatto ha pubblicamente scomunicato Zanetti. Ricordandogli inoltre come non spetti a lui dettare la linea del partito e accusandolo, dalle pagine di un quotidiano locale, di aver smesso di versare i contributi al partito.

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