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Forza Italia divisa fra la linea moderata e la tentazione populista. Conzatti “Il governo legittimato dalla costituzione”

Gli Azzurri non hanno preso parte alla manifestazione indetta dagli alleati Meloni e Salvini per chiedere di tornare subito alle urne, ma la decisione non è piaciuta a tutti. Così dal partito di Berlusconi emergono crepe e divisioni, la senatrice Conzatti: “Ognuno fa i conti con le proprie sensibilità, ma la linea è chiara chi non si riconosce in questi valori farà le sue scelte”

Di Tiziano Grottolo - 22 settembre 2019 - 15:37

TRENTO. Questa mattina le principali forze d’opposizione si sono radunate a Montecitorio per protestare contro il governo giallo-rosso, formato da Movimento 5 stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali, che oggi chiederà la fiducia alla Camera potendo contare su circa 340 seggi su 630.

 

Proprio mentre Giuseppe Conte stava tenendo il suo discorso fuori dal palazzo Fratelli d’Italia e Lega hanno radunato migliaia di militanti per chiedere di tornare subito alle urne forse però, più dei saluti romani, a fare notizia è stata l’assenza di Forza Italia.

 

Sì perché in piazza c’erano Giorgia Meloni, Matteo Salvini e anche il governatore della Liguria Giovanni Toti ma non Silvio e Berlusconi né tanto meno altri esponenti del suo partito.

 

Che il clima all’intero del centrodestra sia teso non è di certo una novità ma le parole del senatore di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa non servono sicuramente a stemperare le tensioni: “Penso che questa assenza, che puzza un po’ di diserzione, non sia un’assenza motivata da ragioni culturali, ma semplicemente dal tentativo miope di differenziarsi.  Solo che a furia di distinguersi – attacca La Russa – c’è il rischio di marginalizzarsi”.

 

Se però le scaramucce fra alleati sono tutto sommato all’ordine del giorno, anche alla luce del cambio di leadership avvenuto ai vertici del centrodestra, pure all’interno di Forza Italia non mancano le tensioni con diversi esponenti malpancisti che faticano a riconoscersi nella linea dettata dallo storico leader.

 

Nel partito di Berlusconi, attualmente convivono due anime, una più istituzionale, liberista e filoeuropea, nonché in linea con le idee del fondatore, un’altra che al contrario si lascia tentare dal sovranismo in salsa leghista incarnato dal “capitano” Salvini.

 

Anche in Trentino covano queste divisioni, ne sono la prova le esternazioni di alcuni esponenti di spicco come il consigliere comunale di Trento Cristian Zanetti che intervistato dal nostro giornale ha affermato: “Con sovranismi e populismi vari non si va da nessuna parte, se l'attuale centrodestra intende portare avanti questa strada non riuscirà di certo a dare risposte ai cittadini”.

 

I conflitti interni al partito sono emersi con maggior forza in seguito alle parole pronunciate da Fugatti che si era vantato di aver “mandato via gli immigrati dalle case di riposo” scatenando indignazione e malumori anche nella sua stessa coalizione.

 

Su questo tema era intervenuta anche la senatrice forzista Donatella Conzatti allineata con la presa di distanze di Silvano Grisenti, che a proposito delle frasi proferite dal presidente della Pat, aveva detto: “Parole che fanno solo tristezza sia sul piano umano che su quello istituzionale”.

 

L’uscita di Conzatti però è stata duramente contestata dai compagni di partito in particolare dal commissario forzista Maurizio Perego che ha voluto sottolineare come non spetti alla senatrice “dettare la linea del partito”. Ancora più duro il consigliere provinciale Giorgio Leonardi: “Conzatti non conosce il significato di una coalizione unita”.

 

Reazioni, queste, sintomo delle profonde divisioni che corrono all’interno del partito sfociate nella mancata partecipazione alla manifestazione di oggi fuori da Montecitorio, comunque la si voglia interpretare resta un segnale forte indirizzato agli alleati di coalizione.

 

Questa scelta però non è piaciuta a tutti, proprio oggi Stefano Benigni, Manuela Gagliardi, Claudio Pedrazzini, Alessandro Sorte quattro deputati vicini a Toti,  hanno abbandonato il gruppo di Forza Italia alla Camera i deputati.

 

“Noi di Forza Italia – ha ribadito Conzatti – rappresentiamo il centrodestra liberale, cattolico, europeista, atlantista e questo dice tutto. Le manifestazioni – riprende la senatrice – si fanno nell’interesse dei cittadini su temi concreti, non condivido la decisione di manifestare contro una scelta costituzionale e democratica.

 

L’esponente di Forza Italia ci tiene a sottolineare le distanze che esistono tra il suo partito e l’attuale governo “ciò non toglie che questo esecutivo sia comunque legittimo”.

 

Infine sulle divisione del partito la senatrice risponde: “Ognuno fa i conti con le proprie sensibilità, ma la linea è chiara ed è stata tracciata chi non si riconosce in questi valori farà le sue scelte”.

 

Sul tavolo restano molti interrogativi e sarà dunque interessante vedere come si posizioneranno i big del partito. In altre parole bisognerà capire se continueranno a sostenere la linea indicata da Berlusconi, che prevede un’opposizione rispettosa del dettato costituzionale, o se saranno sedotti dal populismo per farsi avvolgere dall’abbraccio di Salvini che sarebbe ben felice di accogliere una parte dei parlamentari forzisti tra le fila del suo partito.

 

Forse però un’indicazione già l’abbiamo avuta dal momento che la deputata Michela Biancofiore ha deciso di tenere il suo discorso, durane la discussione della fiducia, avvolta nel tricolore della bandiera italiana: “State dando vita a un governo diametralmente opposto alla volontà della maggioranza dei cittadini riportando al governo quell’establishment di sinistra senza vergogna – ha attaccato la coordinatrice regionale di Forza Italia – avete fatto l’unica cosa che in politica non si deve mai fare, andare contro alla volontà dell’elettorato per il terrore di elezioni”.

 

 

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