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Nuovo ospedale del Trentino, aperte le buste: vince Guerrato Spa

Partita nel 2011 la vicenda legata al famigerato Not oggi ha vissuto l'ennesimo momento importante. E' stata assegnata la gara d'appalto (ECCO IL VERBALE)

Uno dei vecchi progetti del Not
Di L.P. - 20 dicembre 2019 - 20:41

TRENTO. Sarà la Guerrato spa a realizzare il Nuovo ospedale del Trentino (il ''mitico'' Not da anni bloccato tra bandi, ricorsi e sentenze dei giudici). Oggi la commissione tecnica ha aperto le buste delle offerte e a vincere è stato il colosso dell'impiantistica leader del project financing nel settore ospedaliero di Rovigo oggi (dopo molte vicessitudini e qualche grossa caduta economica) controllata al 51% dall'abruzzese Xela spa (QUI LA VICENDA raccontata da ilCentro.it).

 

La Guerrato ha battuto il raggruppamento temporaneo d'impresa Pizzarotti grazie anche a un'offerta economicamente più vantaggiosa.

 

I vincitori hanno previsto che per l'esecuzione dei lavori impiegheranno 812 giorni ed hanno fissato il canone annuo dei servizi a 35.862.578,69. Per Pizzarotti l'offerta economica era di 37 milioni e tempi di esecuzione di circa 900 giorni. In questo modo Guerrato ha prevalso ottenendo più di 95 punti (sui 100 disponibili) tra i vari parametri in gioco mentre Pizzarotti si è fermata a 86,695.

 

 

 

 

 

Insomma sembrerebbe finalmente aggiudicata quell'opera che ancora nell'agosto del 2012 era stata assegnata al gruppo che faceva capo ad Impregilo.

 

La vicenda nel Not è nota e la querelle inizia nel 2011 per un errore compiuto proprio dalla Provincia: il più grande appalto della storia del Trentino (il Not valeva 1,7 miliardi di euro tra realizzazione dell'opera e gestione dei servizi il tutto strutturato secondo il modello del project financing) saltò perché due membri, l'ex dirigente del dipartimento salute Livia Ferrario e l'ex direttore dell'azienda sanitaria Luciano Flor, della commissione aggiudicatrice dell'opera erano stati inseriti anche tra coloro che avevano redatto il bando, violando così l'articolo 84 comma 4 del Codice degli appalti.                              

 

L'appalto venne affidato ad un prima cordata, ma partirono subito i ricorsi al Tar da parte dei soggetti sconfitti. Il Consiglio di Stato nella sentenza del 2014 decide di riammettere tutte le cordate alla gara specificando che “la Provincia può procedere alla rinnovazione della gara a partire dalla fase di presentazione delle offerte".

 

Dopo due anni, siamo nel 2016, la Provincia decide di revocare il primo bando e di pubblicarne uno nuovo con un'impostazione completamente diversa. Salta il project financing perché viene a quel punto ritenuto troppo costoso e si decide la via tradizionale, quella che prevede l'affidamento per la costruzione e la gestione in capo alla Provincia. 

 

Una fuga in avanti abbastanza azzardata, l'amministrazione decide di redigere un nuovo bando, quando il primo è ancora contestato tra ricorsi e pronunciamenti. Infatti arriva l'ennesimo colpo di scena: il Consiglio di Stato, in merito a un appello promosso da RTI CMB sc, una realtà dei quattro raggruppamenti di Imprese partecipanti alla gara originaria, ha annullato la revoca del primo bando.

 

La sentenza del Tar di Trento, che avrebbe dato il via libera alla Provincia per proseguire nel nuovo iter, viene quindi ribaltata e la revoca della prima gara viene annullata. La buona notizia è che non vengono accolte, invece, le richieste risarcitorie delle aziende e le spese di giudizio vengono integralmente compensate.

 

Nel frattempo l'amministrazione avvia i ragionamenti per riprendere l'iter. Un percorso che vede tra gli interlocutori anche Cassa del TrentinoCassa depositi e prestiti e la Banca europea per arrivare al protocollo d'intesa per individuare contenuti, modalità e tempi per approfondire una materia complessa e il nuovo quadro normativo per riannodare la vicenda Not intorno al primo bando e il project financing.

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