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Pier Candido Rio e il Grande Nord: ''Alla Lega decidono solo gli amici degli amici, ma senza visione e merito''

Il movimento politico Grande Nord non corre alle elezioni europee, l'obiettivo è farsi trovare pronti per il 2020. Pier Candido Rio: "Siamo autonomisti e europeisti. Salvini solo propaganda e capacità di coinvolgere la gente, ma senza sostanza"

Di Luca Andreazza - 01 aprile 2019 - 08:32

TRENTO. "Noi abbiamo lasciato libera scelta di partecipare al congresso per la famiglia, nessun indirizzo di partito, ma ognuno ha scelto in base alla propria sensibilità", queste le parole di Pier Candido Rio, tra i leader del neo nato movimento politico Grande Nord guidato dall'ex parlamentare leghista Roberto Bernardinelli.

 

Già segretario della sezione Tione-Val Rendena della Lega, candidato anche alle ultime elezioni provinciali, componente del Consiglio direttivo nazionale e storico militante del carroccio da 30 anni a questa parte, rilancia il Grande Nord che prende sempre più forma. "Troppo presto per scendere in campo alle elezioni europee - dice Rio - ma l'obbligo è esserci nel 2020 e siamo fiduciosi. Abbiamo stretto ufficialmente un'alleanza con altri movimenti come Forza Centro, Prima il sud e i gilet arancioni di Antonio Pappalardo".

 

Non sono le uniche novità per questa forza politica che punta a colmare le lacune della Lega e rilanciare quei temi abbandonati dopo la tornata elettorale del 4 marzo dell'anno scorso. "Sono autonomista e federalista - prosegue l'ex leghista - l'idea è quella di ascoltare i territori e lasciare le competenze. Ora la Lega ha cambiato direzione rispetto alle radici, non mi posso ritrovare in un partito nazionalista".

 

A Verona avete lasciato libera scelta. Il presidente Fugatti dal palco del congresso per le famiglie è ritornato sugli avvenimenti in Provincia, una serata culminata nello sgombero dei manifestanti e le immagini delle telecamere consegnate alle forze dell'ordine

Non voglio polemizzare: i nuovi amministratori governano e possono organizzare questo genere di eventi, come le opposizioni e le associazioni hanno il diritto di dissentire. Le proteste erano state annunciate, alcuni sono entrati e poi usciti, mentre tanti sono rimasti invischiati nello scompiglio generale. Forse entrambi sono caduti nelle reciproche provocazioni.

 

Alle elezioni europee non ci sarete e si prospetta ancora l'onda lunga del centrodestra a trazione Lega.

Tutto previsto già da tempo, mi sono solo sbagliato di poco. La decisione di lasciare la Lega dopo 30 anni è stata sofferta, ma non mi rivedo più in questo partito. Ci troviamo sul territorio persone calate dall'alto, che guidano la segreteria senza visione, Bisesti poi prova anche a nascondere il passato. Si accontentano gli amici degli amici, senza meritocrazia, militanza, esperienza e fedeltà. La consigliera Mara Dalzocchio l'avevo inserita tra le possibili candidate alle politiche, ma si è virato su Giulia Zanotelli e quindi è rimasta chiusa fuori. Ora non credo che sia un nome spendibile, anche in ottica suppletive, dopo aver piazzato sorella e figlio. Martina Loss si muove molto sul territorio sul territorio e non penso si impegni per nulla. 

 

Rientra poi in gioco Sergio Divina, sembra solo che sia stato messo da parte. Ma ha taciuto per troppo tempo per un tornaconto personale. Non l'ho mai osteggiato, anche se non mi è mai piaciuto per i comportamenti, mai costruttivo e troppo spesso polemico. Il Grande Nord vuole invece dimostrare coerenza e lealtà verso il progetto prima delle alchimie politiche.

 

Nel frattempo vi muovete per trovare alleanza, recentemente avete stretto quella con Forza Centro, Prima il sud e i gilet arancioni di Antonio Pappalardo. Ma non solo, siete volati anche in Scozia.

Cerchiamo di ramificarci, ma senza confederarsi e diventare nazionali. L'idea è quella di restare forze territoriali. Tra noi però condividiamo le basi e le linee strategiche da declinare ognuno in base alla propria realtà. Il Grande Nord si muove sulla macro regione per avere una regia migliore. 

 

Abbiamo invece sottoscritto un accordo con i vertici del partito nazionale scozzese, abbiamo partecipato alla marcia commemorativa dell'indipendenza, visitato il ministero del lavoro e commercio e incontrato la sindaca di Glasgow. Questo allargamento della visione non è però concluso, l'intenzione è quella di trovare accordi in Irlanda, Catalogna e altri Paesi, ma è ancora tutto in fase embrionale. Il Grande Nord è una forza trasversale e europeista. 

 

Voi siete europeisti, mentre il vicepremier cerca di costruire un fronte sovranista. Ma se tutti pensano a "prima gli italiani", "prima gli ungheresi", insomma "prima me", come può trovare la sintesi di cambiare l'Europa?

Ho voluto bene a Salvini, ma poi l'ho conosciuto meglio. Troppi scheletri nell'armadio, però è soprattutto tanta propaganda e capacità di coinvolgere la gente, ma la sostanza è nulla. L'alleanza con il Movimento 5 stelle non può andare bene. L'Italia per ritornare una nazione seria e forte deve smettere di essere assistenzialista. Si deve partire dal lavoro e per questo siamo pronti a depositare un referendum abrogativo del reddito di cittadinanza, siamo alla fase finale delle convergenze con tante forze politiche. Le soluzioni sono maggiore autonomia e la possibilità di utilizzare le risorse prodotte direttamente, dopo si vedrà che avanzano anche per aiutare gli altri territori. Le risorse a pioggia servono solo per il consenso elettorale. 

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