Contenuto sponsorizzato

Rfi investe poco nelle ferrovie trentine, mentre in Alto Adige e Veneto pronti gli investimenti. Degasperi: “Colpa della giunta Fugatti che se ne disinteressa”

Per l’elettrificazione della Valsugana va ancora peggio, se fino a qualche mese fa i lavori erano stati calendarizzati in questo nuovo documento si parla genericamente di “studio del potenziamento dei servizi sulla linea” ma nel frattempo in vista delle Olimpiadi in Veneto sono già iniziati i lavori di elettrificazione delle varie linee ferroviarie

Di Tiziano Grottolo - 21 ottobre 2019 - 06:01

TRENTO. La regione Trentino-Alto Adige è attraversata da 356 chilometri di linee ferroviarie che ogni giorno sono percorse in media da 264 treni. Sul totale delle linee 289 chilometri sono elettrificati, mentre sui restanti 67 viaggiano ancora treni diesel, meno efficienti e più inquinanti.

 

Proprio l’elettrificazione di alcune tratte dovrebbe essere uno dei principali assi d’intervento previsti dalla pianificazione di Ferrovie dello stato per quanto riguarda la provincia di Trento ma, come fatto rilevare più volte (articoli QUI e QUI) dal consigliere Filippo Degasperi e dal candidato pentastellato nel collegio della Valsugana Gianni Marzi ancora non sono stati presi degli accordi in tal senso.

 

Per l'appunto in cima alla lista degli interventi in programma c’è, anche se forse sarebbe più corretto usare il condizionale, quello per l’elettrificazione della linea ferroviaria Trento-Bassano, un progetto da 60 milioni già stanziati e che sarebbero praticamente pronti per essere spesi, basterebbe mettersi d’accordo.

 

 

Stando a quanto riferito dal presidente dalla Pat Maurizio Fugatti, in risposta ad alcune interrogazioni e ad alcuni articoli pubblicati sul nostro giornale, “Sull’elettrificazione della Valsugana non c'è nessuna inerzia”. Anzi, sempre secondo quanto riferito dal presidente della Pat entro l’11 novembre si attende che Rfi definisca le tempistiche del progetto e della realizzazione degli interventi. Ancora meglio, la Giunta assicura di aver persino richiesto un'accelerazione della progettazione a Rfi, vista la creazione di potenziamenti sul collegamento con Feltre in vista delle Olimpiadi invernali del 2026.

 

In tutto questo discorso però qualcosa non quadra, o perlomeno ci sono pochi margini di manovra e il tempo stringe: stando a quanto riportato nella scheda di intervento riguardante l’elettrificazione della linea Trento-Bassano pubblicata dalla stessa Rfi, dal secondo semestre 2020 dovrebbero già partire i lavori veri e propri, ma nessuno dei sindaci della zona è ancora stato informato. Nel frattempo sul versante veneto i lavori sono già incominciati.

 

 

"Il Veneto ha già programmato il suo piano regionale dei trasporti che arriva fino al 2030 – sottolinea Marzi, uno degli osservatori più attenti su questo tema – da noi invece si continua a perdere tempo tergiversando su mille proposte ma senza mai arrivare al dunque”. Se poi ci mettessimo a fare i conti in tasca ai nostri vicini il piano d’investimenti nel settore dei trasporti (escludendo l’alta velocità) arriva a 2,3 miliardi di euro.

 

 

A far aumentare i dubbi è arrivato anche il “Piano commerciale-edizione settembre 2019” recentemente pubblicato da Rfi dove, fra gli interventi che riguardano la provincia di Trento, si legge: “È previsto lo studio del potenziamento dei servizi sulla linea della Valsugana da realizzarsi mediante elettrificazione della linea. Si prevede inoltre la possibilità dell’attivazione di una nuova fermata a Calliano”.

 

Ovviamente questa cosa non è piaciuta per nulla a Degasperi che ha tuonato contro la giunta: “Siamo addirittura riusciti a compiere dei passi all’indietro passando dalla calendarizzazione dei lavori alla menzione di un generico studio. Se poi facciamo un raffronto con i lavori che verranno eseguiti nella provincia di Bolzano o in Veneto si capisce quanto siamo indietro – attacca il consigliere del M5s – ma la colpa non è di Rfi quanto piuttosto nel disinteresse dimostrato dalla giunta Fugatti, evidentemente restia ad investire nelle ferrovie”.

 

Effettivamente, come dimostrato dalla foto in allegato qui sotto, gli interventi previsti per il Trentino, per numero e sostanza, impallidiscono se paragonati a quelli che saranno eseguiti in Alto Adige e in Veneto.

 

 

Senza contare i cantieri già aperti, in una recente intervista l’assessora ai trasporti della regione veneto Elisa De Berti, ha affermato che entro la prossima estate entreranno in funzione i primi treni elettrici lungo la Valsugana, ovviamente il riferimento è rivolto esclusivamente al versante veneto della tratta Camposampietro-Cittadella-Bassano.

 

Il rischio evocato dagli esponenti del Movimento 5 Stelle è quello di arrivare impreparati ad un importante appuntamento come quello delle olimpiadi che si terranno nel 2026 fra Milano e Cortina coinvolgendo anche il Trentino.

 

C’è poi un’altra questione che andrebbe chiarita: nello stesso “Piano commerciale-edizione settembre 2019” una sezione è dedicata al “piano stazioni” con riferimento ai progetti “Easy Station” e “Smart Station”, che entro il 2026 prevedono di trasformare ed adeguare 11 stazioni medio/grandi presenti nella Regione per renderle più accessibili e confortevoli ai viaggiatori.

 

Fra le azioni previste ci sono l’incremento della funzionalità e del decoro, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il miglioramento dell’informazione al pubblico e infine il migliorare l’accessibilità ai treni.

 

A questo proposito gli interventi già realizzati sono stati effettuati nelle stazioni di Rovereto (2017), Ala (2018) e Mezzocorona (attualmente in corso). Mentre nel 2020 (unico cantiere previsto in provincia per i prossimi anni) toccherà alla stazione di Trento subire gli stessi interventi.

 

Tutte queste iniziative, seppur necessarie, lasciano comunque perplesso il consigliere Degasperi: “Come possono conciliarsi questi lavori con le grandi opere fin qui vagheggiate dalla giunta, in questi mesi abbiamo sentito parlare di ‘circonvallazione’, ‘stazione internazionale’, ‘stazione interrata’ e ‘alta velocità’ ma a quanto pare nei programmi di Rfi c’è solo la ristrutturazione dell’attuale sede”.

 

Sul tavolo dunque rimangono molti interrogativi senza risposta, ma la sensazione è che il Trentino sia ancora fermo al palo mentre tutti intorno gli altri si muovono. Se Veneto sta pianificando l’elettrificazione di tutte le sue linee ferroviarie  a Trento non si conosce nemmeno una data certa per l’inizio dei lavori.

 

Qualche tempo era diventata virale un’immagine che ritraeva la strada che attraversa il confine fra Trentino-Alto Adige e Veneto, a delimitare il passaggio fra le due regioni non era solo il peculiare cartello ma anche le condizioni della stessa carreggiata: l’asfalto sul versante della regione a statuto speciale risultava impeccabile, mentre dalla parte veneta era dissestato e pieno di buche. Andando avanti di questo passo si potrebbe immaginare che i “cugini” veneti potrebbero presto rifarsi sui trentini scattando delle fotografie dei loro treni elettrici che, una volta giunti in Trentino, saranno costretti a far scendere i passeggeri per farli proseguire su “vecchi ruderi” alimentati a diesel.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 novembre - 09:04

E' successo questa mattina, non ci sono stati feriti ma le persone che si trovavano all'interno sono state soccorse dai vigili del fuoco. La linea è stata chiusa per consentire l'intervento dei tecnici 

18 novembre - 11:19

Canne fumarie coperte da neve, il rischio è che questa situazione crei un cattivo tiraggio del camino che impedisce la dispersione dei fumi di combustione in atmosfera, favorendo la concentrazione del pericoloso monossido di carbonio (CO) all'interno dell'abitazione

18 novembre - 09:30

L'incidente è avvenuto ieri sera poco dopo le 23 e sul posto si sono portati i vigili del fuoco, i carabinieri e i soccorsi sanitari. I tre giovani sono stati trasportati in codice giallo all'ospedale di Arco 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato