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Rossi allontana la Lega: ''Sovranismo, populismo e nazionalismo alla Salvini, difficile le convergenze con questo carroccio''

L'intervista al capogruppo provinciale delle Stelle alpine che cerca di allontanare eventuali accordi per le politiche: "Meglio saltare un giro a Roma che salire sul barcone della Lega. I parlamentari trentini leghisti sono invisibili, il contesto nel quale si trovano non permette l'interlocuzione"

Di Luca Andreazza - 11 agosto 2019 - 19:09

TRENTO. "Non vedo convergenze verso la Lega, soprattutto questa Lega", così l'ex presidente Ugo Rossi, mentre si consuma la crisi di governo a Roma e iniziano le manovre in vista delle elezioni anticipate, probabilmente già a ottobre. "Il Patt poi parla con tutti, dialoga con tutte le forze politiche, ma personalmente non mi sembra che ci siano possibilità di stringere alleanze con il carroccio".

 

Il capogruppo provinciale delle Stelle alpine cerca di allontanare eventuali accordi per le politiche. "Le scelte spettano al partito - aggiunge - mi sembra però evidente che sia estremamente difficile salire su quel barcone tra sovranismo, populismo e nazionalismo. Le scene di questi giorni rispecchiano l'anima di Matteo Salvini: i valori del Patt sono diversi e guardano all'Europa".

 

L'interlocutore privilegiato in ottica nazionale resta l'Svp e i due partiti potrebbero rimanere blockfrei alla prossima corsa elettorale. "E' parte della nostra storia. Negli ultimi anni - prosegue l'ex presidente - abbiamo allacciato altri rapporti e non necessariamente le strategie a livello locale devono rispecchiare quelle nazionali. L'impianto del Patt guarda all'utilità per il Trentino. E' utile e importante avere rappresentanti autonomisti a Roma: si difende l'autonomia e si sviluppano relazioni. Azioni che ci hanno proiettato a diventare un partito di governo, ma forse ritengo sia meglio saltare un giro, rinunciare a qualche poltrona, piuttosto che legarsi a questa Lega".

 

E' anche un discorso di futuro. "L'imprinting autonomista e la serietà delle proposte per il territorio sono fondamentali. Se qualcuno legge la storia e fa qualche parallelo, nota l'approccio fortemente nazionalista. Gli italiani contro la Francia, gli italiani contro la Germania, gli italiani contro tutti. Il Patt è altro rispetto alla politica in costume. Non credo che sia possibile legarsi a figure che cercano consensi senza mantenere le promesse".

 

La politica di scontro totale con l'Europa, anche se la Brexit dovrebbe imporre maggior cautela. "Un conto - evidenzia Rossi - è migliorare le politiche per un'Unione più sociale e unitaria, un altro è quello di ridurre tutto alla lotta Salvini-Merkel-von der Leyen. Anche i settori produttivi del nord dovrebbero interrogarsi se fidarsi della Lega. Manca la serietà amministrativa: non ci sono investimenti e economicamente non si cresce".

 

Un ragionamento, secondo l'ex presidente, che dovrebbero fare anche gli imprenditori. "Chi investe, esporta e lavora non può affidarsi a questo metodo di fare politica. Le scelte vere - continua il consigliere provinciale del Patt - non ci sono state e la campagna elettorale non può ridursi alla pura demagogia come propone Salvini. Nei comizi diranno che il Trentino sarà salvaguardato, che la flat tax sarà depurata degli aspetti negativi per l'autonomia, ma arriverà una bastonata in termini fiscali".

 

Un tema sarebbe anche l'affidabilità del carroccio come partner di governo. "I parlamentari trentini leghisti sono invisibili - conclude Rossi - non si mette in dubbio la bravura, ma il contesto nel quale si trovano non permette l'interlocuzione. E poi ci si può fidare di un leader in perenne campagna elettorale? Tante le promesse disattese. Le accise ci sono ancora, ma soprattutto appena un mese fa diceva che il governo non era in pericolo. E ora ci ritroviamo servita una crisi dell'esecutivo".

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