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Segni di usura e degrado sul ponte del Castellaz, Demagri (Patt) interroga la Pat: ''Senza polemica politica, ma quale è la situazione dell'opera?''

Il ponte del Castellaz, che collega il centro abitato di Cles e la terza sponda della val di Non, presenta segni di usura. Demagri: "Il tema è molto delicato: si parla di sicurezza delle infrastrutture, quindi è doveroso agire con la massima cautela. Non vogliamo creare allarmismi, ma è necessario verificare l'infrastruttura e lo stato di manutenzione del ponte, visto quanto purtroppo accaduto in Italia negli anni"

Di Luca Andreazza - 29 ottobre 2019 - 12:01

CLES. "Abbiamo ricevuto una segnalazione da parte di alcuni frequentatori del lago di Santa Giustina, i quali hanno notato dei segni d’usura abbastanza importanti sul ponte". Così Paola Demagri, consigliera provinciale del Patt, che aggiunge: "Abbiamo potuto visionare che in effetti la struttura presenta una situazione abbastanza diffusa di degrado dei materiali".


Nel mirino il ponte del Castellaz, che collega il centro abitato di Cles e la terza sponda della val di Non. "Il tema è molto delicato - evidenzia la consigliera provinciale del Patt - in quanto si parla di sicurezza delle infrastrutture, quindi è doveroso agire con la massima cautela. Non vogliamo creare allarmismi, ma è necessario verificare l'infrastruttura e lo stato di manutenzione del ponte, visto quanto purtroppo accaduto in Italia negli anni".


La consigliera provinciale ha depositato un'interrogazione alla giunta provinciale affinché la situazione del ponte venga approfondita dai tecnici specializzati per valutare il reale stato di questa infrastruttura. "L'opera - aggiunge Demagri - mostra, infatti, segni di degrado delle superfici in calcestruzzo. Sicuramente, vista l’età del ponte, è necessario avere particolare attenzione. Negli anni ‘60, periodo in cui è stato costruito il collegamento, le conoscenze riguardo le reazioni del calcestruzzo non erano approfondite come oggi. E' necessario monitorare queste opere per intervenire tempestivamente in presenza di eventuali anomalie".

 

La progettazione di strutture di questo tipo ha sempre tenuto conto dell’aumento di un carico progressivamente crescente, le regole di calcolo per prevedere durata e portata di queste infrastrutture sono sempre migliorate, ma non è stato possibile adeguare l'esistente alle nuove conoscenze.

 

"Ho voluto segnalare il problema appena sono stata informata - prosegue la consigliera provinciale del Patt - perché ritengo sia giusto tenere i cittadini a conoscenza, ma soprattutto in quanto la Provincia ha certamente gli strumenti per una verifica adeguata e per fare le scelte migliori. Meglio agire il prima possibile per valutare la situazione anche perché il ponte è molto trafficato e sicuramente il carico che deve sopportare ogni giorno è superiore a quello che si presupponeva negli anni della costruzione".


L’auspicio dei consiglieri del Patt, senza polemica politica ma solo con l’intenzione di segnalare una situazione che merita attenzione, è che la vicenda possa essere chiarita rapidamente dalla Provincia e che si possano tranquillizzare tutti i cittadini sullo stato di salute del ponte o che in alternativa si proceda subito alla sistemazione.

 

"E’ sempre stato chiaro - conclude Demagri - che la struttura subisca giocoforza un degrado, ma al tempo della costruzione del ponte del Castellaz non si avevano le conoscenze che si hanno oggi in materiaE’ opportuno che siano dei tecnici a verificare e certificare lo stato del cemento perché certamente non si possono fare valutazioni oggettive con una semplice occhiata. Un po' di preoccupazione c’è: come mi è stato suggerito da un tecnico, l’usura dei materiali può avere una progressione moderata per decenni ma nel momento in cui lo stato peggiora e viene esposto direttamente a intemperie e infiltrazioni la situazione può peggiorare molto più rapidamente".


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