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Sfuma la fusione tra Villa Lagarina, Nogaredo e Pomarolo, i giovani: ''Atto di codardia per garantire quei privilegi ormai datati e che per nulla ci appartengono''

Dura la presa di posizione di un gruppo di giovani dopo che la fusione tra i tre comuni è sfumata. "Questa decisione puramente politica non solo ferisce il nostro sentirci parte di un solo soggetto politico, ma ci fa porre delle domande sulla sensatezza di bloccare un percorso che porta a referendum, decidendo come il nostro futuro debba essere senza prendere in considerazione la nostra posizione"

Pubblicato il - 20 aprile 2019 - 16:45

VILLA LAGARINA. "Questa decisione puramente politica non solo ferisce il nostro sentirci parte di un solo soggetto politico", una quarantina di giovani scende in campo per manifestare il proprio dissenso rispetto alla mancata fusione tra Villa Lagarina, Pomarolo e Nogaredo e aggiungono: "Ci fa porre delle domande sulla sensatezza di bloccare un percorso che porta a referendum, decidendo come il nostro futuro debba essere senza prendere in considerazione la nostra posizione. Ci sembra un paradossale atto di codardia, guidato dal mero motivo di garantire quei privilegi ormai datati che fino ad ora hanno retto i paesi e che per nulla ci appartengono".

 

Una presa di posizione che arriva dopo quella della sindaca di Villa Lagarina, Romina Baroni. Una lettera dura della prima cittadina. "Allo sguardo lungo, di prospettiva e inclusivo, si è preferita la salvaguardia interessata del proprio campanile. Sull’innovazione e la costruzione di una comunità ampia, plurale e quindi con maggiore potere sia istituzionale sia politico, ha prevalso la conservazione della più rassicurante situazione di fatto" (Qui articolo).

 

 

Parole che arrivano dopo che è naufragato il progetto di fusione tra i tre comuni. Uno stop arrivato dopo che il 29 marzo scorso, il consiglio di Pomarolo ha bocciato l'atto di indirizzo che avrebbe dato il mandato ai sindaci di procedere, togliendo dal tavolo la possibilità di proporre anche un referendum.

 

"Le politiche giovanili dei cinque comuni della Destra Adige (da Isera a Nomi) sono da anni riunite in un unico tavolo - aggiungono i giovani - che invita istituzioni e realtà a dialogare e collaborare per costruire un unico Piano Giovani. La forza di questo tavolo, che negli anni si è distinto a livello provinciale per la qualità del lavoro svolto, è stata proprio l'unione delle forze, delle idee e delle risorse, per dimostrare come lavorare insieme porti a risultati maggiori rispetto all’isolarsi guardando solo al proprio orticello".

 

Non solo. "Il percorso di avvicinamento - proseguono - tra le comunità è stato vincente anche tra le parrocchie, che da ormai lungo tempo si sono unite facendo sì che i ragazzi dei gruppi giovani si ritrovino senza distinzione di provenienza e lavorino per il bene di tutti, condividendo esperienze come i campeggi e realizzando attività in tutti i comuni".

 

Ora la brusca frenata e i giovani dei tre comuni non ci stanno e si affidano a una lettera, che pubblichiamo in forma integrale

"Noi giovani cittadini dei tre comuni di Nogaredo, Pomarolo e Villa Lagarina da sempre lavoriamo e viviamo fianco a fianco, costruendo reti e attività senza divisioni di alcun tipo. A partire dalle scuole medie siamo cresciuti insieme, condividendo la quotidianità e diventando amici. L’unica diversità che prima ci aveva tenuti separati era la distanza, che seppur ridotta non ci aveva permesso di conoscerci alle elementari.

 

In questi giorni abbiamo tristemente appreso che il progetto di fusione dei comuni tra Nogaredo, Pomarolo e Villa Lagarina, in cantiere ormai da molti anni, sembra fallito.

 

Questa decisione puramente politica non solo ferisce il nostro sentirci parte di un solo soggetto politico, ma ci fa porre delle domande sulla sensatezza di bloccare un percorso che porta a referendum, decidendo come il nostro futuro debba essere senza prendere in considerazione la nostra posizione.

 

Le politiche giovanili dei cinque comuni della Destra Adige (da Isera a Nomi) sono da anni riunite in un unico Tavolo, che invita istituzioni e realtà a dialogare e collaborare per costruire un unico Piano Giovani. Le progettualità sono sempre state pensate per unire i ragazzi delle differenti zone, i criteri di valutazione premiano infatti le collaborazioni e l'intercomunalità. La forza di questo Tavolo, che negli anni si è distinto a livello provinciale per la qualità del lavoro svolto, è stata proprio l'unione delle forze, delle idee e delle risorse, per dimostrare come lavorare insieme porti a risultati maggiori rispetto all’isolarsi guardando solo al proprio orticello.

 

Il percorso di avvicinamento tra le comunità è stato vincente anche tra le parrocchie, che da ormai lungo tempo si sono unite facendo sì che i ragazzi dei gruppi giovani si ritrovino senza distinzione di provenienza e lavorino per il bene di tutti, condividendo esperienze come i campeggi e realizzando attività in tutti i comuni.

 

Il fatto che ora, dopo anni di sforzi per unire le comunità e fornire servizi migliori, ci sia qualcuno che decide di negarci la possibilità di scegliere come debba essere il futuro che noi desideriamo, ci sembra un paradossale atto di codardia, guidato dal mero motivo di garantire quei privilegi ormai datati che sino ad ora hanno retto i paesi e che per nulla ci appartengono.

 

Noi giovani crediamo che precludere ad una comunità il diritto di esprimersi su come essa voglia essere sia semplicemente ingiusto. Non sappiamo se questo sia davvero il capolinea per la fusione dei comuni, ma ci auguriamo che tutti si

rendano conto del reale stato delle cose: per noi giovani l'unione delle comunità esiste da sempre, la sua mancanza è per noi unicamente causa di problemi, e speriamo che nel più breve tempo possibile possa divenire effettiva anche a livello istituzionale.

 

Spesso ci si lamenta della distanza tra giovani e politica. Al contrario noi speriamo che queste parole siano un esempio di quanto i giovani siano presenti, cerchino spazi per esprimere i propri bisogni e contribuire al benessere della comunità, ma trovino troppo spesso una porta sbattuta in faccia se le istanze non sono di gradimento a chi rappresenta interessi di un’altra generazione. Istanze che, in questo caso, siamo sicuri non coinvolgere unicamente i nostri coetanei, bensì larga parte dei concittadini". 

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