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Sgarbi: ''Luca 'Zani' ritorni all'asilo e restituisca l'indennità se non capisce paradossi e ironia''. L'affondo del presidente del Mart dopo la polemica sugli evasori

L'ex assessore è intervenuto sulle affermazioni del critico d'arte rilasciate a "L'aria che tira" il programma condotto da Myrta Merlino su La7, la replica del presidente del Mart: "Sono opinioni personali e non è necessario che gli piacciano, anche perché è una nullità e non serve che mi faccia la morale"

Di Luca Andreazza - 18 ottobre 2019 - 12:38

TRENTO. "Raramente ho letto qualcosa di più insensato di quello che dice questo Zani, che non so nemmeno chi sia, ma può tranquillamente tornare all'asilo a imparare qualcosa". Zani in questione è Luca Zeni e il commento è quello di Vittorio Sgarbi. E' concesso non conoscere l'ex assessore, ma il sospetto è che il critico d'arte storpi di proposito il cognome del consigliere tutto il tempo per dargli ancor meno importanza.

 

Una tecnica che viene spesso utilizzata per sminuire un oppositore. Memorabile l'invettiva in questo senso di Josè Mourinho, allora tecnico dell'Inter, nella querelle con Pietro Lo Monaco, all'epoca amministratore delegato del Catania. "Lo Monaco? Io conosco il monaco del Tibet, il Monaco di Montecarlo, il Bayern Monaco, il Gran Premio di Monaco...Se qualcuno vuole essere conosciuto parlando di me deve pagarmi tanto".

 

L'ex assessore è intervenuto sulle affermazioni del critico d'arte (Qui articolo) rilasciate a "L'aria che tira" il programma condotto da Myrta Merlino su La7. "L’evasore è un patriota che difende la sua azienda e il suo Paese e non dà soldi a incapaci di governo come Luigi Di Maio e Giuseppe Conte" (Qui video).

 

Il numero uno del Mart para e attacca: "Punto primo - dice Sgarbi - Zani dimentica che sono gratis, ma anche che sono un deputato e che deve stare al suo posto, senza bacchettare nessuno. Sono opinioni personali e non è necessario che gli piacciano. E' una nullità e se non capisce i paradossi può tornare a scuola a imparare qualcosa, ma soprattutto dovrebbe dimettersi per incapacità e restituire l'indennità, sprecata, che percepisce".

 

Insomma, non sarebbe un'elogio all'evasione, come definito da Zeni, ma un paradosso. "Questo Zani è come Luigi Di Maio e Giuseppe Conte, questi ultimi vengono pagati 20 mila e sono incapaci. Preferisco - aggiunge Sgarbi - sostenere chi lavora e dà lavoro, che non voglia dare soldi allo Stato per pagare questa gente che poi propone il reddito di cittadinanza. Stipendiati dai contribuenti per non valere nulla".

 

E il critico d'arte articola ulteriormente il concetto. "Se arresto un imprenditore - evidenzia il presidente del Mart - perché paga 10 di tasse invece di 50, bisogna fargli versare il restante 40, ma se intanto viene messo in carcere perdo anche quei 10, oltre probabilmente a posti di lavoro e economia. E' semplice il ragionamento, ma se Zani vuole fare moralismo non l'accetto. Anche perché la costituzione mi garantisce la libertà d'opinione e quindi il consigliere è un coglione".

 

Un altro punto dell'interrogazione è sul tema e sulle polemiche del bilinguismo a Bolzano, Sgarbi ha affermato che "i sudtirolesi sono i terroni del Tirolo perché chiamarli Alto Adige?'. "E' ironico - ribatte Sgarbi - ma quel povero incapace di Zani non capisce nulla e non posso farci niente. Alto Adige è inserito in costituzione quindi va bene in modo formale, ma se un altoatesino vuole farsi chiamare sudtirolese ha tutto il diritto e sinceramente non me ne frega un cazzo perché sono cazzi suoi".

 

Il ragionamento è più ampio. "Terrone è un termine affettuoso - aggiunge il critico d'arte - comunque la regione Adige non esiste, un concetto astratto legato alla sorgente del fiume, mentre il Tirolo esiste, una concezione geografica. Ma se questo Zani non capisce il paradosso e l'ironia dovrebbe dimettersi e restituire il lauto compenso che percepisce per non si sa cosa fare".

 

Arriva poi l'affondo. "Anzi Zani - conclude Sgarbi - dovrebbe vergognarsi del suo partito che è andato al governo con il Movimento dello stupro, visto che il figlio di Beppe Grillo è accusato di un reato gravissimo, e con chi è stato condannato per fatture false. E poi viene a fare la morale a me invece di guardare in casa sua". 

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