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Stati generali della Montagna, come scoprire l'acqua calda. Dal problema della natalità al ''meno burocrazia'' la giunta ora sa cosa deve fare

Di fatto in stand-by da inizio legislatura si è ritenuto necessario fare questi mesi di incontri sui territori per arrivare a conclusioni che riportiamo integralmente dal comunicato stampa della Pat. Si va da ''i Comuni saranno il primo presidio istituzionale sul territorio'' a 'il turista o il cliente che acquista o soggiorna negli alberghi deve consumare il più possibile prodotti trentini a chilometro zero''. Fatto il punto ora si spera che si cominci a lavorare

Di Luca Pianesi - 15 giugno 2019 - 19:04

TRENTO. Prendere tempo e dare l'impressione di essere vicini ai territori? Obiettivi centrati. Tutto il resto, però, rischia di essere ''noia'' come cantava Califfano o per citare Orazio ''Parturient montes, nascetur ridiculus mus''. La montagna, insomma, ha partorito il topolino anche perché in una comunità piccola come quella della provincia di Trento dove, grazie anche all'autonomia, i rappresentanti dei territori sono sempre in contatto con l'amministrazione provinciale, dove esistono un'infinità di enti intermedi (tra comuni, comunità di valle, apt, associazioni di categoria, consorzi) che quotidianamente si confrontano e si relazionano con Trento, dove gli stessi consiglieri provinciali sono rappresentanti di territori forse non c'era bisogno di perdere così questi primi mesi di legislatura.

 

Per arrivare, poi, a conclusioni del tipo ''la natalità è la sfida principale dei territori di montagna'' o ''i Comuni saranno il primo presidio istituzionale sul territorio'' o ancora ''la forza del Trentino è avere realtà che riescono a fornire sul territorio servizi essenziali quali i negozi di montagna, ai cittadini''. Perché queste, a quanto pare, sono le conclusioni alle quali si è giunti al termine dei cosiddetti Stati Generali della Montagna un ciclo di incontri sui territori voluti dalla giunta Fugatti per elaborare le bisettrici future della nostra provincia. Oggi a Comano Terme proprio Fugatti ha riferito quanto emerso in questo percorso e il risultato pare davvero essere molto povero.

 

Rivolgendosi ai 130 delegati dei 15 territori del Trentino, il presidente, infatti, ha indicato i temi messi a fuoco dalla plenaria e frutto di due mesi di percorso partecipativo dei territori che sono i seguenti: sostegno alla natalità e ai negozi di montagna, un ''nuovo'' ruolo per i Comuni trentini (che ora vengono definiti autentico presidio istituzionale a favore dei cittadini), alloggi Itea gratuiti per le giovani coppie che decideranno di trasferirsi nelle valli, qualità e filiera corta dei prodotti, integrazione tra turismo agricoltura ed artigianato, potenziamento del trasporto pubblico da e per le valli, scuola e alta formazione, alleggerimento della burocrazia, presidi sanitari di valle e tutela dell’ambiente.

 

E poi la grande novità: “Nei prossimi cinque anni - ha detto Fugatti - ci impegneremo a realizzare ogni anno un’infrastruttura strategica dal costo di 60-80 milioni di euro''. Come se fino ad oggi non si fossero fatti investimenti di questo tipo e come se, a prescindere dall'utilità di tali opere, si debba far passare il messaggio che l'importante è costruire per costruire a prescindere da qualsivoglia condizione. E allora eccoli i punti e le priorità emerse (rigorosamente riportate paro paro da comunicato stampa della Provincia quindi integralmente) in questa serie infinita di incontri che, di fatto, ha permesso alla giunta di mettersi in stand-by e di scoprire quello che, si spera, sapessero già. Ora che ne hanno avuto la conferma avanti con le soluzioni. L'auspicio è   

 

 

Territori dove è talvolta è difficile vivere, lavorare e fare impresa.  

“Dai territori - ha evidenziato Fugatti - sono uscite le piccole e grandi problematiche, ma credo che oggi, avendo capito lo spirito degli Stati generali della montagna, sono arrivati sul tavolo elementi generali che riguardano la complessità del rapporto tra valli e città. Il forte senso di orgoglio trentino e di volontà di radicamento sono anche un messaggio culturale, perché ci consentono di trasmettere ai giovani un messaggio educativo e culturale: vivere il territorio è importante e ci consente di capire come migliorare il vivere quotidiano”. Entrando nel merito dei lavori della plenaria, il presidente Fugatti ha individuato le tematiche principali emerse. 

 

 

Natalità.

“La natalità - ha detto Fugatti - è la sfida principale dei territori di montagna, ma anche degli altri. Le valli registrano i tassi di natalità più bassi. Noi vogliamo fortemente investire e nella prossima legge di assestamento di bilancio destineremo risorse affinché, nei prossimi cinque anni, chi farà figli possa contare su una somma mensile certa che aumenterà in maniera progressiva per eventuali altri figli”. La Provincia autonoma di Trento aiuterà quelle coppie che ad oggi non decidono di allargare la famiglia per ragioni economiche: “Non possiamo accettare che il trend negativo impatti sulla nostra comunità. Tra qualche anno le aziende faticheranno a trovare personale locale”.

 

Comuni, primo presidio istituzionale.

Il tema del ruolo e delle difficoltà dei Comuni di montagna è emerso in tutti i tavoli di Comano Terme e negli incontri sul territorio. “I Comuni - ha annunciato Fugatti - saranno il primo presidio istituzionale sul territorio, soprattutto nelle zone di montagna”. La giunta provinciale interverrà con misure concrete sia per sopperire alla mancanza di personale  sia per innovare le amministrazioni locali. “Investiremo nella digitalizzazione e nell’innovazione dei Comuni. Abbiamo le risorse e le società di sistema che possono farlo senza andare incontro ad ulteriori costi. Questa è una sfida a cui vogliamo dare una risposta a breve”. 

 

Cooperazione e piccoli negozi di montagna. 

Più volte, il presidente Fugatti aveva accennato al tema durante gli incontri sul territorio. La necessità di mantenere i negozi di montagna è rientrato tra le priorità di Comano Terme. “La Cooperazione - ha chiarito - garantisce già oggi la presenza dei piccoli negozi in montagna. Noi dobbiamo essere ancora più vicini ed ascoltare le richieste. La forza del Trentino è di avere realtà importanti sul territorio che riescono a fornire servizi essenziali, quali i negozi di montagna, ai cittadini. E’ un patrimonio che non va disperso ma, al contrario, difeso”.

 

Alloggi popolari nei Comuni di montagna.

In molti Comuni di montagna, Itea ha un certo numero di appartamenti non assegnati. La proposta di Fugatti e della giunta provinciale: “Assegneremo a costo a zero gli appartamenti a chi si trasferirà nei paese di montagna. Il progetto è già partito a titolo sperimentale e intendiamo incentivarlo perché crediamo che sia un’ulteriore risposta al problema della natalità e una misura a sostegno della famiglia”. La giunta intende anche agire a contrasto dello spopolamento dei centri storici, sopratutto nei paesi  di montagna: “Daremo delle indicazioni ad Itea affinché recuperi degli immobili nelle realtà di montagna dove il centro storico è in difficoltà per poi metterli a disposizione delle giovani coppie”.

 

Fare impresa in montagna.

Il governatore ha affermato che fare industria e artigiano in montagna è diverso rispetto alla città. La giunta provinciale userà la leva fiscale per sostenere le aziende nelle valli. “Stiamo ragionando - ha rivelato Fugatti - ad una fiscalità di montagna che ci consenta di utilizzare in maniera diversificata Irap e Imis. Introdurremo un coefficiente o indicatore che tenga conto che in determinate zone del Trentino sviluppare attività imprenditoriali costa di più. La fiscalità ci può aiutare e l’applicazione dell’indicatore di montagna andrà ad agire sulla ripartizione delle imposte e innescherà nuove politiche sociali”. Un esempio, l’albergatore che ristruttura il proprio hotel o l’imprenditore che apre un’azienda in valle potrebbero essere esenti dall’Imis per un certo periodo di anni. 

 

Filiera agricoltura, turismo e commercio.

“Se ne parla da anni - dice Fugatti - ma crediamo sia tempo di agire perché la questione è centrale. Il turista o il cliente che acquista o soggiorna negli alberghi deve consumare il più possibile prodotti trentini a chilometro zero. Stiamo pensando ad un marchio di qualità, come valore distintivo sia per l’esercizio pubblico che per il prodotto. Interverremo anche sulla promozione per aprire il mercato ai nostri prodotti”.

 

Agricoltura.

Si parte dal riordino fondiario per i giovani: “Mettiamo a disposizione dei giovani i terreni e ragioniamo con altre regioni agricole di fare lobby e difendere le particolarità dei territori alpini “, spiega Fugatti.

 

Trasporti, strade ed autostrade digitali

Il tema dei trasporti è un altro argomento che ha attraversato tutti i tavoli di discussione: “Serve ragionare in maniera strategia su trasporto ferroviario, autobus e sulle autostrade digitali. Il Trentino digitale è in ritardo sull’arrivo in periferia della fibra ottica. Noi vogliamo accelerare perché il tema è prioritario per turismo, agricoltura e impresa. Alcuni settori economici strategici sono sviluppati nelle valli e non possiamo tollerare ulteriori ritardi”. Indicazioni arriveranno anche dal Forum della ricerca, in corso di svolgimento, che fornirà indicazioni sullo sviluppo della banda 5G e 6G. “Siamo in ritardo anche sul trasporto pubblico che deve aumentare il cadenzamento tra città e valli. Se oggi registriamo 35 mila passeggeri al giorno, il nostro obiettivo è di arrivare a 45 o 50 mila. L'obiettivo è raggiungibile con un'integrazione relativa di risorse e con una migliore programmazione delle corse. E dove non arriva il pubblico, penso alle frazioni più remote, ci può arrivare il privato”. Nuove reti ferroviarie sono state richieste tra Rovereto e Riva (in vista dell’alta velocità del Brennero) e lungo le valli dell’Avisio. “Inutile negare - chiarisce Fugatti - che esiste un problema di risorse ma c’è la volontà di trovare con Rfi un’intesa per reperire delle risorse, sfruttando i lavori in corso dell’Alta Velocità”.

 

Scuola. 

Qui la priorità indicata è l’alternanza tra scuola e lavoro: “Va incentivato il collegamento tra scuola e lavoro, tra istituti professionali e imprese artigianale e industria. Dobbiamo far passare il messaggio che non serve fare l’Università per trovare lavoro. Corriamo il rischio che i nostri artigiani e i nostri commercianti non trovino sufficiente manodopera locale da qui a 15 anni”. 

Sempre in tema di scuola, Fugatti ha confermato la volontà di mantenere sul territorio i plessi scolastici: “Non dobbiamo guardare ai numeri ma alla volontà delle famiglie di mantenere la presenza della scuola nei paesi”. 

 

Infrastrutture. 

Non c’è territorio in Trentino che chieda di migliorare le infrastrutture, seppur la situazione viaria in provincia sia largamente migliore rispetto ad altre Regioni. “Dobbiamo valutare le richieste - spiega in maniera realistica il presidente - e fare delle scelte perché le infrastrutture rendono il Trentino più accessibile. Il nostro obiettivo è di realizzare una grande opera (dal costo di 60 - 80 milioni di euro) all’anno per il prossimo quinquennio”. 

 

Ambiente.

Il presidente Maurizio Fugatti ha rivendicato al Trentino una gestione attenta del territorio, vera risorsa primaria e in grado di condizionare tutti i settori economici: “La manutenzione e la valorizzazione della montagna sono un impegno che questa giunta si è assunta e che continuerà ad essere una priorità. La tempesta Vaia ci ha insegnato che ogni euro speso in più per la prevenzione è il migliore investimento per la sicurezza dei cittadini e la cura del patrimonio ambientale”.

 

Politiche sociali e Sanità. 

“I presidi ospedalieri - ha rassicurato a tal proposito - devono rimanere con l’organizzazione e la presenza sul territorio che abbiamo oggi. Il tema su cui dovremo investire in futuro è l’assistenza agli anziani. Ma anche in questo caso possiamo contare sulla presenza della Cooperazione che con le cooperative di servizi stanno svolgendo un presidio importante e saranno la risorsa per il futuro”.

 

Burocrazia.

Ultimo, ma non per importanza, è tornato il tema della burocrazia e della necessità di alleggerire il carico verso cittadini e imprese: “Il lavoro non manca", ha affermato Fugatti e, citando l’intervento all’assemblea di Comano del segretario Paolo Nicoletti, ha aggiunto: "Faremo quanto possibile per razionalizzare e semplificare le norme, ben sapendo che un livello di burocrazia è necessario a tutela del cittadino e della pubblica amministrazione”. 

 

Conclusioni.

“Gli Stati generali della montagna - ha concluso il presidente Maurizio Fugatti - rappresentano un progetto innovativo di ascolto popolare, faticoso ma fondamentale per dare voce ad un territorio troppo spesso dimenticato. E’ stata un’operazione onesta su cui saremo valutati tra 5 anni. Noi vogliamo che il Trentino di domani sia quello di ieri”.

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