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Abbattimento dell'orso, Dallapiccola: ''Ordinanza troppo affrettata e superficiale. Perché Fugatti è andato in ospedale con le telecamere della Pat al seguito?''

La Pat vuole andare verso un tetto massimo di plantigradi in Trentino. L'ex assessore: "Questi esemplari restano un patrimonio indisponibile dello Stato e serve un piano di gestione, anche per capire quali sono gli eventuali criteri di abbattimento che intende proporre la Lega per ridurre la popolazione di questi animali. Sono tante le criticità da analizzare e siamo ancora alla fase degli slogan"

Di Luca Andreazza - 27 giugno 2020 - 13:22

TRENTO. "Massima solidarietà a Fabio e Christian Misseroni per il tragico episodio sul Monte Peller ma il presidente Maurizio Fugatti si è mosso in modo estremamente superficiale". Questo il commento dell'ex assessore Michele Dallapiccola, che aggiunge: "L'ordinanza è stata troppo affrettata e solo a scopo propagandistico: le ripercussioni a livello diplomatico sono gravi, così come quelli d'immagine. Sicuramente si è dispiaciuto sinceramente per l'accaduto ma ha strumentalizzato la situazione, altrimenti non si spiega perché recarsi in ospedale a trovare i feriti con le telecamere della Pat al seguito. Nella scorsa legislatura non ci siamo mai permessi un atteggiamento di questo tipo".

 

A poche ore dalla firma dell'ordinanza per uccidere l'esemplare che si è reso protagonista dell'aggressione ai due cacciatori (Qui articolo), il ministro Sergio Costa è intervenuto per dichiarare la netta contrarietà al provvedimento, ritenuto troppo affrettato (Qui articolo).

 

"E' evidente che un provvedimento va preso - dice Dallapiccola - ma solo dopo aver raccolto tutti gli elementi quali la relazione di quanto avvenuto, i rilievi del corpo forestale e una ricostruzione dell'evento. Prima di dichiarare l'abbattimento, si deve identificare il plantigrado: evidente che se dovesse essere una femmina con cuccioli potrebbero cambiare diversi aspetti, soprattutto organizzativi: da chiarire se i piccoli vengono portati al Casteller o condannati a morte certa".

 

Resta ancora un mistero, infatti, l'identità del plantigrado. L'orso deve essere identificato e per questo è in progetto la predisposizione di una campagna di catture per costruire il profilo genetico dei plantigradi in zona, mettere il radiocollare e quindi arrivare a trovare l'esemplare (Qui articolo). Sono attese le analisi della Fondazione Mach per capire il profilo genetico del plantigrado.

 

"Sono stati sottovalutati principalmente due aspetti - spiega l'ex assessore - la consapevolezza del mondo ambientalista e animalista, anche nel nostro territorio, è evidente, così come la tensione della popolazione sulla presenza dei grandi carnivori sia in gran parte dei trentini. Alla luce degli elementi quasi nulli a disposizione della Provincia e in questo momento di crisi economica e sociale un'ordinanza di questo tipo sembra affrettata. Penso al settore del turismo, che stenta a decollare: finire sui quotidiani nazionali per questo motivo è una cattiva pubblicità e per il comparto turistico non basta che se ne parli, anche negativamente. Abbiamo commesso degli errori con Daniza e Kj2 ma evidentemente la Lega non li ha compresi".

 

Adesso è caccia all'orso, chiunque sia. "La Provincia - aggiunge Dallapiccola - ha tagliato le risorse per il monitoraggio dei grandi carnivori e adesso si trova a rincorrere questo episodio (Qui articolo). La Lega all'opposizione si è sempre lamentata della nostra gestione ma dopo 2 anni non hanno ancora ipotizzato un piano, solo riduzione dei finanziamenti, e hanno praticamente cancellato le serate informative sui territori, si sottraggono al confronto".

 

Una convivenza uomo-orso definita impossibile o quasi e si vuole andare verso un tetto massimo di plantigradi in Trentino. "E' un aspetto delicato - continua il consigliere provinciale in quota Patt - questi esemplari restano un patrimonio indisponibile dello Stato e serve un piano di gestione, anche per capire quali sono gli eventuali criteri di abbattimento che intende proporre la Lega per ridurre la popolazione di questi animali. Sono tante le criticità da analizzare e siamo ancora alla fase degli slogan".

 

Insomma, i fari si riaccendono sul tema grandi carnivori, lupi compresi. Un settore nel quale a fronte di tantissimi proclami, soprattutto in campagna elettorale, i risultati e i provvedimenti sembrano essere stati veramente pochi. "Anche per i lupi siamo fermi. In questa parte di legislatura si è portato avanti ben poco. Tante parole, fatti nessuno", conclude Dallapiccola.

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