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Costa: “Fugatti ha agito impulsivamente”. Il ministro pronto ad impugnare l’ordinanza per sopprimere l’orso del Peller

Il ministro Costa scrive a Fugatti: “Valutiamo presupposti giuridici per impugnare ordinanza. Comprendo la preoccupazione della cittadinanza, ma ritengo necessario ricostruire bene l’accaduto attraverso una dettagliata relazione tecnica”. È scontro Trento-Roma sull’abbattimento dell’orso del Peller

Di Tiziano Grottolo - 25 giugno 2020 - 15:28

ROMA. Che la notizia della firma dell’ordinanza per l’abbattimento dell’orso del Peller non fosse piaciuta a Sergio Costa era cosa nota, ma adesso il ministro dell’ambiente è intervenuto direttamente sulla questione: “Stiamo valutando – ha detto Costa – i presupposti giuridici per una eventuale impugnazione dell’ordinanza”. Roma dunque ha rotto gli indugi e all’orizzonte, dopo il caso M49-papillon, si profila un nuovo scontro istituzionale.

 

“Ho appreso con dispiacere del recente ferimento di due persone ad opera di un orso bruno nel territorio del Comune di Cles – questo il contenuto della lettera che il Ministro ha indirizzato al presidente della Pat Maurizio Fugatti – al riguardo esprimo loro, così come a tutta la comunità locale, tutta la mia comprensione e vicinanza. Comprendo la preoccupazione della cittadinanza – ha aggiunto – ma ritengo necessario ricostruire bene l’accaduto attraverso una dettagliata relazione tecnica che, sicuramente il personale del Corpo forestale provinciale starà predisponendo, considerato anche che questi episodi sono estremamente rari in Italia”.

 

Effettivamente, almeno per il momento, non è ancora stato chiarito quale esemplare sia stato l’autore dell’aggressione: “È opportuno che si individui con estrema certezza l’esemplare coinvolto nella vicenda in quanto, se responsabile dell’aggressione fosse una femmina con cuccioli, si potrebbe fornire una plausibile interpretazione etologica dell’episodio: un’orsa che cerca di allontanare una minaccia per i propri cuccioli, se spaventata, potrebbe reagire con naturale aggressività. È un atteggiamento – spiega – insito in qualsiasi specie animale quello di difendere la prole nel proprio habitat”.

 

Roma è decisamente contraria alla fuga in avanti della Pat, tanto che il Ministro fa notare, non senza malizia, come l’ordinanza di abbattimento sia arrivata a sole 24 ore dall’accaduto un gesto definito senza mezzi termini “impulsivo”, nonché un’azione “che non favorisce un’analisi degli elementi di contesto e aggrava lo scontro pubblico, già non semplice da gestire, sulla convivenza tra uomo e fauna selvatica negli ambienti alpini”. Secondo Costa, in prima battuta, sarebbe stato meglio raccogliere informazioni scientifiche certe sull’animale coinvolto e solo successivamente valutare le soluzioni tecniche che comunque, sottolinea il Ministro, non dovrebbero tradursi nell’abbattimento.

 

“Il Ministero da me guidato è sempre disponibile, nella costante collaborazione istituzionale, a valutare congiuntamente il Piano di gestione che Fugatti ha chiesto di predisporre alle strutture tecniche competenti della Provincia autonoma di Trento. Ed è evidente – continua Costa – che tale Piano dovrà prevedere una gestione dell’orso Bruno nel territorio della Provincia sulla base di una rigorosa base scientifica, con il supporto dell’Ispra oltre che nel rispetto della normativa nazionale ed europea. Confido – conclude il Ministro – nella capacità di conciliare, nel migliore dei modi, gli aspetti di tutela della pubblica incolumità con quelli di conservazione e protezione delle specie selvatiche”.

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