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Andrea Maschio lascia i 5 stelle: ''Mi viene da rispolverare il vaffa di Grillo: il Movimento ha tradito tutti''

Una rottura consumata da tempo. L'ipotesi sempre più concreta è quella della formazione di una nuova civica. E ci sarebbero già i primi contorni della nuova forza politica e territori interessati di esponenti del Movimento 5 stelle scontenti: "Abbandonati dai vertici, che pensano ai compromessi. Hanno costruito la forza di Salvini, non penso sia un grande merito"

Di Luca Andreazza - 09 gennaio 2020 - 12:28

TRENTO. "Non è stata una scelta facile e mi avvilisce dover lasciare l'unica forza politica che mi aveva fatto sperare in un cambiamento di un sistema nel quale non mi riconosco". Così Andrea Maschio, ormai ex Movimento 5 stelle, il consigliere comunale getta la spugna: "Non ho altre alternative alla luce del mancato rispetto di scadenze e valori, soprattutto sono stati traditi i principi alla base. Anni di scelte calate dall’alto, silenzi dal vertice, mancanza di risposte. In questo momento mi viene in mente Grillo e il suo vaffa".

 

Una rottura consumata da tempo. L'ipotesi sempre più concreta è quella della formazione di una nuova civica (Qui articolo). Al passo d'addio anche anche Marco Santini e Paolo Negroni, quest'ultimo aveva già detto che non si sarebbe ricandidato. E ci sarebbero già i primi contorni della nuova forza politica e territori interessati di esponenti del Movimento 5 stelle scontenti, come in quel di Ala. I pentastellati a questo punto se non sono azzerati in vista delle elezioni amministrative, sono chiamati a fare quadrato e ricostruirsi.

 

L'ex pentastellato lascia e si toglie anche qualche sassolino. "Mi rattrista - commenta Maschio - vedere gli attacchi per questa scelta, quando ho cercato di portare avanti le istanze di questa forza politica fino all'ultimo, compreso l'organizzazione di un Meet up. Mi rattrista che la corrente ortodossa non riconosca gli errori, i tradimenti e i continui voltafaccia di un vertice che ormai viaggia in solitaria. Un Movimento che della parola 'compromesso' ha fatto prima un'azione inaccettabile e poi l’unica via possibile per il bene dell’Italia, senza riconoscere che cosi non è stato. Sempre che non si voglia pensare che il bene del Paese sia quello di aver portato la Lega dal 17% al 35% oppure aver resuscitato il Partito democratico".

 

Nel mirino la fase gialloverde, quella del contratto con il carroccio. "Un compromesso inaccettabile - aggiunge l'ex pentastellato - per valori, umanità e serietà. Il voto favorevole all’immunità dell'allora ministro Matteo Salvini ha poi dell’incredibile. Il Movimento ha sempre detto 'No' all’immunità, senza se e senza ma, prima l'ha giustificata e oggi cambia idea a parità di condizioni: il vento fa girare le bandiere".

 

Poi è arrivata la fase giallorossa. "Prima le dure dure parole proprio di Luigi Di Maio sul Pd e Bibbiano, poi l'accordo di governo. Drammatico, inaccettabile e vergognoso: parole superficiali e strumentali per portare avanti questioni politiche. Abbinare quella vicenda a un partito e non all'azione scorretta di alcune persone è immorale e pericoloso. Vedere in pochi giorni che si smentisce quanto dichiarato con tanta enfasi è addirittura patetico".

 

C'è poi il tema delle espulsioni. "Scelte che hanno fatto sprofondare il consenso - evidenzia Maschio - gli allontanamenti sono stati ridotti perché gli abbandoni volontari diventano invece sempre più numerosi e importanti. Ma in generale ci sono continui cambi di idee e troppe posizioni sulle possibili coalizioni nelle varie regioni".

 

E poi ci sono le battaglie. "In campagna elettorale duri e puri - dice il consigliere comunale - quindi portate avanti a colpi di compromessi, come la lotta ai pesticidi. C'è il tradimento totale sulla questione vaccini. Sono sempre stato pro-vaccini, ma i vertici per raccogliere consenso elettorale si sono spesi per i no-vax, poi hanno completamente virato e tradito i cittadini. Stesso discorso per l'aggiornamento dell'istituto dell'affido condiviso e il potenziamento della bigenitorialità, ma anche in materia 5G. La salute viene trattata in modo superficiale".

 

Tema infrastrutture. "La Valdastico, Tap e la Tac continuano a vedere compromessi. Mi è stata tolta la delega dal Movimento 5 stelle al tavolo di Roma sul completamento dell'A31 perché sono sempre stato particolarmente contrario", continua Maschio.

 

Piattaforma Rousseau. "Una mancanza totale di trasparenza sulle votazioni. Mai che un membro del vertice chiedesse scusa - spiega l'ex pentastellato - mai che valutasse di aver sbagliato, mai che le critiche fossero prese come costruttive di un popolo che si sente tradito. Solo accuse di essere dei ribelli, fomentatori di odio e di conseguenza isolati e messi nelle condizioni di dover andarsene. Perché così è stato il rapporto territoriale: non siamo stati ascoltati. Non ci sono margini di azione per costruire e strutturare. In questi anni abbiamo ripetutamente chiesto la possibilità di avere un coordinatore che ci potesse aiutare in modo serio per valorizzare il nostro lavoro, ma nessuna risposta".

 

Queste le ragioni che hanno portato Maschio a lasciare il Movimento 5 stelle. "Sono solo alcuni casi, l'elenco sarebbe più lungo, ma preferisco fermarmi. Credo di aver lavorato al meglio delle mie possibilità e di aver lottato. Soprattutto penso di aver speso molto di più di quanto guadagnato  in termini economici e familiari. Penso di aver svolto il mio incarico nel modo più corretto possibile nei confronti di tutti e di essere stato coerente con quando promesso".

 

Una decisione di lasciare ponderata. "Ora la consiliatura è finita, siamo nel semestre bianco e mancano circa tre mesi alle prossime elezioni. Mi sento quindi nel pieno diritto di poter portare avanti questa scelta senza scheletri nell’armadio". Quindi i ringraziamenti. "Ai cittadini che mi hanno ascoltato, sostenuto e criticato. Agli attivisti del Movimento - conclude Maschio - ai portavoce con i quali ho lavorato costruttivamente a livello nazionale, provinciale e comunale, ai rappresentanti di circoscrizione. A tutti i politici e militanti delle varie forze politiche che mi hanno insegnato tanto nel bene e nel male. Un enorme grazie ai colleghi pentastellati in Comune per l'esperienza, così come a Filippo Degasperi, il quale mi è sempre stato vicino. Un pensiero ai miei genitori che mi hanno seguito, consigliato e supportato, ma anche ai miei figli che mi hanno sopportato e aspettato pazienti a casa alle ore più insolite".

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