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Assalto alla (bellissima) norma che garantisce l'assegno di mantenimento ai minori di genitori separati. Zeni: ''Vogliono legarla alla residenza dei genitori''

Oggi in Provincia di Trento esiste una norma che prevede che nel caso in cui, dopo una separazione, il genitore condannato a corrispondere un assegno di mantenimento per il figlio minore non paghi, interviene la Provincia che garantisce la somma (in genere circa 200 euro) ai figli e poi subentra come creditore, rivalendosi sul genitore inadempiente. Nell'assestamento voluto dalla maggioranza leghista è apparsa una modificazione che rischia di fare danni enormi

Di Luca Pianesi - 29 luglio 2020 - 19:11

TRENTO. La Giunta Fugatti dallo straniero è letteralmente terrorizzata. Uno straniero che non necessariamente deve venire al di la del mare, ma può essere semplicemente un nostro connazionale o un tedesco, non importa: l'importante è escludere qualcuno, ridurre la portata dei diritti e delle libertà di una comunità che si immagina sempre più autoreferenziale, piccola, impaurita e, anche solo per queste ragioni, povera. Lo si è già visto con le case Itea e con l'accesso ai sistemi di accoglienza, lo si è visto quando c'era da dare la caccia ai proprietari di seconde case che se restavano in Trentino durante l'emergenza coronavirus, aveva dichiarato Fugatti, avrebbero rischiato di non essere curati.

 

Oggi lo ritroviamo in un assurdo normativo (uno di quei non-sense legislativi ai quali stanno, purtroppo, abituando la provincia di Trento: QUI APPROFONDIMENTO sulle deroghe alle chiusure dei negozi e supermercati che grazie a come Failoni ha scritto il ddl di fatto rischiano di essere inutilizzabili finché c'è il Covid) infilato nel ddl assestamento. Nel testo, infatti, è comparsa una ''modificazione all'articolo 35 della legge provinciale 27 luglio 2007, n.13'' che di fatto va a legare la tutela per il mantenimento dei minori, se i genitori si separano, alla residenza di entrambi i genitori in Trentino.

 

La modifica della maggioranza leghista, infatti, vincola l'applicazione della norma sulle politiche sociali a questa frase: ''Che entrambi i genitori siano stati residenti in provincia di Trento e che la pronuncia del giudice di merito all'assegno di mantenimento a tutela del minore sia successiva alla data di acquisizione di tale residenza (...)''. La cosa ha, ovviamente, fatto storcere il naso a chiunque abbia avuto la pazienza di leggere la ''modificazione'' e in particolare Luca Zeni ha presentato un emendamento dove si chiede semplicemente ''che il minore sia residente in Trentino''. 

 

Perché? ''Provo a spiegare di cosa parliamo perché questa che hanno fatto non l'ho proprio capita - dice Zeni -. Esiste una norma di cui la Provincia di Trento è sempre andata fiera: nel caso in cui, dopo una separazione, il genitore condannato a corrispondere un assegno di mantenimento per il figlio minore non paghi, interviene la Provincia la quale versa la somma per il minore e poi subentra come creditore, rivalendosi sul genitore inadempiente. La ratio è evidente: tutelare il minore, garantirgli quei soldi (di solito si parla di cifre intorno ai 200 euro al mese) che un giudice ha stabilito per il suo mantenimento. La giunta provinciale ora propone che questa norma si applichi solo se entrambi i genitori sono residenti in Provincia di Trento al momento della sentenza''.

 

Un assurdo poiché se, ad esempio, i genitori si separano, uno dei due si trasferisce e poi la sentenza lo condanna al mantenimento, il figlio, che potrebbe essere un trentino doc, non avrà la tutela prevista. ''Oppure - prosegue il consigliere del Pd - se due trentini doc hanno un figlio, si trasferiscono fuori provincia e poi si separano, e ad esempio la madre con il figlio rientra a casa in Trentino, il figlio non avrà questa tutela''. Insomma ancora una volta la foga di colpire qualcuno rischia di fare male a tutti.  

 

''Chiariamo - conclude Zeni - che non posso credere che esista 'turismo del mantenimento', perché una persona non trasloca da un altra regione per chiedere 200 euro di mancato mantenimento. E se anche qualcuno ci fosse, ma purtroppo come sempre non sono stati forniti dati in Aula, parliamo di singoli casi e di risorse davvero contenute. Spero che la maggioranza ascolti le considerazioni che stiamo facendo, e sostenga l’emendamento che ho presentato e che esplicita che la tutela sia legata alla residenza del minore''.

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