Famiglia sfrattata perché paga in ritardo le spese condominiali, il presidio del Centro sociale: “La casa è un diritto”
Gli attivisti del Centro sociale Bruno, dell’Assemblea Contro il Carovita e dell’Assemblea Antirazzista Trento intendono opporsi allo sfratto: “Non si può mettere in strada un intero nucleo familiare con una bambina di 7 anni e un bambino di 1 anno e mezzo con una grave invalidità”

TRENTO. Un ritardo nel pagamento delle spese condominiali, tanto sarebbe bastato a una famiglia per vedersi recapitare un ordine di sfratto esecutivo. Una situazione denunciata in conferenza stampa dagli attivisti del Centro sociale Bruno e dall’Assemblea contro il carovita a cui ha partecipato anche Lotfi Ben Sassi, cittadino di origine tunisina che da molti anni vive a Trento con la famiglia e ora rischia di vedersi sbattere fuori di casa.
“La famiglia è sotto sfratto esecutivo a Gardolo per non essere riuscita a pagare in tempo 2 rate delle spese condominiali risalenti al periodo autunno 2021. Un ritardo che non può umanamente giustificare uno sfratto esecutivo già indicato nel giorno 15 giugno e mettere in strada un intero nucleo familiare con una bambina di 7 anni e un bambino di 1 anno e mezzo con una grave invalidità”, spiegano gli attivisti del Centro sociale Bruno che per l’occasione hanno
Nonostante l’appello pubblico di Ben Sassi e la possibilità di pagare l’affitto mensile, il proprietario di casa ha deciso di proseguire con l’iter dello sfratto, mentre l’unica soluzione prospettata dai servizi sociali del Comune di Trento è stata quella di separare la famiglia accogliendo in una comunità solo la madre e i due figli.
Trovare una nuova casa a Trento però è complicato. La famiglia si è vista sbattere tante porte in faccia perché le agenzie immobiliari a cui si sono rivolti non affittano se non si hanno contratti a tempo indeterminato o garanzie economiche elevate.
Per queste ragioni gli attivisti del Centro sociale Bruno, dell’Assemblea Contro il Carovita e dell’Assemblea Antirazzista Trento hanno deciso di lanciare un presidio per il prossimo questi motivi mercoledì 15 giugno. I militanti si troveranno dalle 7.30 in via Bolzano 48 a Gardolo: “Saremo al fianco della famiglia e facciamo appello a partecipare numerosi per impedire lo sfratto. La casa è un diritto”.


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