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| 30 giu 2021 | 10:56

I sindacati e le Acli: “Le scelte della Giunta sono solo discriminazione”, sono 142 le famiglie straniere escluse dall’assegno di natalità

Sono 142 le famiglie straniere tagliate fuori dal bonus bebè, i sindacati e le Acli: “Succede solo in Trentino, si rimuova questo assurdo vincolo”. Nel frattempo Olivi (Pd) ha firmato un ddl per eliminare il vincolo voluto dalla Giunta Fugatti

I sindacati e le Acli: “Le scelte della Giunta sono solo discriminazione”
di Tiziano Grottolo

TRENTO. Su 3.200 domande per accedere all’assegno di natalità provinciale 142 sono state tagliate (il 4,44%) perché la richiesta arrivava da genitori stranieri che non vivono da almeno 10 anni in Italia.

 

“Sulla base di questi numeri è evidente che il vincolo voluto dalla Giunta Fugatti non porta nessun vantaggio in termini di risparmio di spesa, è solo una misura che discrimina tra bambini nati in Trentino da genitori italiani o stranieri. Riteniamo che questo sia inaccettabile e ci auguriamo che il Consiglio provinciale discuta quanto prima le proposte di legge di modifica di questo assurda regola che rende i bambini diversi fin dalla culla”, commentano Cgil Cisl Uil e Acli del Trentino.

 

Sindacati e Acli ricordano che la posizione trentina è opposta a quanto deciso dal Parlamento italiano sull’assegno universale per le famiglie, ma anche nelle vicine regioni di Veneto e Friuli-Venezia Giulia dove il requisito per le misure di sostegno ai nuclei familiari non superano i due anni. “Crediamo sia importante sanare anche in Trentino un provvedimento che è solo ideologico. Una decisione assunta dalla Giunta solo a scopo propagandistico, ma che purtroppo discrimina i più piccoli”.

 

Come sottolineano Acli e sindacati, integrare non è solo giusto ma anche utile:Crediamo che il Trentino debba continuare a essere una terra che riconosce a tutti uguali diritti e uguali doveri. È importante per la tenuta della nostra società e per il futuro stesso della nostra comunità: discriminando invece che integrando si creano solo fratture che paghiamo tutti”.

 

Come noto le quattro realtà hanno lanciato nelle scorse settimane una petizione per invitare Giunta e Consiglio provinciale a cambiare le regole oggi previste per l’accesso all’assegno di natalità. L’appello è stato sottoscritto da rappresentanti delle istituzioni, del mondo culturale, sociale e professionale. Proprio in risposta a questa iniziativa, in Consiglio provinciale è stato depositato un disegno di legge a firma del consigliere Alessandro Olivi (Pd) che elimina il vincolo dei 10 anni e semplifica l’assegno di natalità. “Ci pare una proposta di buon senso – ribadiscono Grosselli, Bezzi, Alotti e Oliver – confidiamo che l’aula consigliare la discuta e approvi quanto prima”.

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