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Bisesti stigmatizza Sgarbi ma non vuole decidere, però il numero uno del Mart chiede di scegliere: ''O io o chi mi ha criticato''

Il presidente del Mart risponde al vice presidente e alla consigliere che l'hanno "scaricato" dopo le dichiarazioni sul coronavirus. L'assessore Bisesti si dissocia dalle parole del critico d'arte ma prende tempo: "Reputo davvero fuori luogo le parole di Sgarbi. Siamo concentrati sulla situazione urgente: non è il tempo di processi a persone o idee". Ma in pratica si deve scegliere tra Sgarbi o tutto il Mart, anche i dipendenti del museo hanno preso una posizione ben chiara. VIDEO ALL'INTERNO

Di Luca Andreazza - 11 marzo 2020 - 05:01

TRENTO. Il presidente del Mart va in contropiede e chiede le dimissioni di Silvio Cattani, vice presidente del polo museale di Rovereto, e della consigliera Dalia Macii, i quali hanno scaricato il noto critico d'arte (Qui articolo) a seguito delle esternazioni diffuse in rete sull'epidemia di coronavirus. Intanto l'assessore Mirko Bisesti prende le distanze da Vittorio Sgarbi ma a conti fatti non decide. 

 

Il pensiero è anche corretto e di buonsenso, ma sarebbe un suo compito quello di prendere determinate decisioni, anche forti, però l'assessore in pratica si auto-scarica e preferisce ritardare eventuali scelte, senza dimenticare che il critico d'arte è stato nominato alla guida del museo di arte moderna e contemporanea proprio dalla Provincia a trazione leghista.

 

C'è già però un problema. E' il presidente del Mart stesso a imporre un aut-aut (IN FONDO IL VIDEO COMPLETO): "Chiedo formalmente le loro dimissioni (di Cattani e Macii, ndr) e chiedo al presidente Fugatti di valutare se si sia più opportuno che mi dimetta io, che non farò, o quelli che mi contestano cercando di limitare la mia libertà personale e politica con considerazioni insensate".

 

In pratica si deve scegliere tra Sgarbi o tutto il Mart in quanto anche i dipendenti del museo hanno preso una posizione ben chiara. "Riteniamo che al presidente di un’istituzione culturale sia richiesto rispetto per le regole, decoro, sobrietà, secondo quei compiti di rappresentanza che il suo ruolo impone. In questi anni abbiamo lavorato instancabilmente, con dignità e senso del dovere alla costruzione di un museo solido, autorevole, coraggioso. Vorremmo continuare a farlo" (Qui articolo).

 

A chiedere le dimissioni o un intervento per un cambio di presidenza ci sono anche Futura (Qui articolo) e Patt (Qui articolo), Movimento 5 stelle e Verdi. Intanto, come anticipato, l'assessore stigmatizza l'uscita di Sgarbi ma non decide.

 

"In questo momento - spiega Bisesti - come Giunta siamo concentrati sulla situazione urgente del coronavirus. Reputo davvero fuori luogo le parole del presidente del Mart Vittorio Sgarbi. Non mi interessano le polemiche sterili ma come cittadino vorrei vivere in un Paese dove un personaggio pubblico con quasi 2 milioni di follower non invita - in piena emergenza - a visitare le chiese di Codogno o cose simili. Perché ? Per rispetto nei confronti di chi in questo momento è toccato da vicino dal problema - aggiunge Bisesti - per rispetto verso chi si trova in un reparto di rianimazione e verso il nostro personale sanitario che mette a rischio la propria salute e quella dei propri cari. E' vero che è sbagliato farsi prendere dal panico. Ma credo che sia imperdonabile sottovalutare il problema. Non è però questo il tempo di processi a persone o idee. Le energie, nostre e vostre, possono essere utilizzate sicuramente meglio di così. È il tempo della coesione e del duro lavoro per superare tutti insieme questo momento critico".

 

Dopo essersi scagliato anche contro l'ex presidente Lorenzo Dellai (Qui articolo), il critico d'arte attacca poi il vice presidente e la consigliera del museo. "Si dissociano da me e fanno bene - dice Sgarbi - perché ognuno può assumere posizioni personali, che nel mio caso sono anche politiche. Non mi sono espresso come presidente del Mart ma in qualità di parlamentare della Repubblica. E l'articolo 68 sancisce l'insindacabilità di opinione e la libertà di voto: ho votato 'no' al decreto. Chiedo le loro dimissioni e chiedo al presidente Fugatti di valutare se si sia più opportuno che mi dimetta io, che non farò, o quelli che mi contestano cercando di limitare la mia libertà personale e politica con considerazioni insensate".

 

Nel mirino le "funzioni culturale ed educativa di una istituzione museale quale il Mart". "Ma non  mica un orfanotrofio o un luogo per la formazione, non è mica un seminario. L'arte è libera - aggiunge il critico d'arte - come quella dissacrante e d'avanguardia che dovrebbero conoscere, ma dovrebbero studiare perché sovrappongono estetica e morale. Quella della funzione educativa, evocata anche dai funzionari che ho voluto valorizzare, è un equivoco straordinario. Si esaltano avanguardia e trasgressione, si espongono opere di Cattelan che fanno il dito e altre provocazioni".

 

E poi rincara. "Ma educative a cosa? Al pensiero unico? Al fascismo. Ribadisco tutto, ascolto i medici a cui mi affido. E non ho preclusioni perché sento Burioni. Ma Trump, Merkel e Macron prendono strade diverse dall'Italia. Accetterò qualunque misura applicata al Trentino Alto Adige che corrispondono a quelle di Austria e Germania. C'è l'autonomia e perché ispirarsi al modello italiano invece che a quello tedesco o austriaco. Vice presidente e consigliere, la mia libertà è anche per voi che sconfessate l'arte stessa. Autonomia, autonomia e autonomia", conclude Sgarbi.

 

 

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