Contenuto sponsorizzato
| 16 ago 2020 | 20:21

Bonus da 600 euro, i sindacati a Schuler, ai due consiglieri dell'Svp e Köllensperger: ''Etica pubblica zero, possono fare un sola cosa: andare a casa''

I sindacati intervengono sulla vicenda dei quattro politici altoatesini che hanno presentato la domanda per il bonus da 600 euro. La richiesta è quella di un passo indietro

Bonus da 600 euro, i sindacati a Schuler, ai due consiglieri dell'Svp e Köllensperger

BOLZANO. "Non ci giustificazioni: devono dimettersi". Questo il pensiero di Cristina Masera (Cgil) e Toni Serafini (Uil). I sindacati intervengono sulla vicenda dei quattro politici altoatesini che hanno presentato la domanda per il bonus da 600 euro. 

 

Nel mirino il vicepresidente della Provincia e assessore Arnold SchulerGert Lanz, capogruppo provinciale, e Helmut Tauber dell'Svp e Paul Köllensperger (Qui articolo). E' bene ricordare che non è stato commesso alcun illecito e tutto è legittimo, quanto piuttosto una questione di buonsenso e opportunità da parte di figure che viaggiano su stipendi decisamente importanti e ben remunerati (Qui articolo).

 

Il bonus per le partite Iva è stato richiesto da circa 66 mila altoatesini e 56 mila trentini, una misura per quei professionisti che per il lockdown imposto per fronteggiare l'emergenza Covid-19 hanno subito perdite economiche. I consiglieri provinciali hanno invece continuato a percepire le indennità e le giustificazioni per aver richiesto i 600 euro lasciano un po' il tempo che trovano.

 

"Interessa poco l'intenzionalità - aggiunge la segretaria della Cgil - un politico deve avere tutto sotto controllo. E' un pessimo messaggio e un danno di immagine per le istituzioni. Viene messa in discussione la credibilità di chi amministra e dovrebbero rimettere il mandato. Poi il compito di accettare le dimissioni spetta a chi decide, ma intanto dovrebbero presentarle per senso di responsabilità".

 

Insomma, la richiesta è quella di un passo indietro. "E' una questione di etica e di valori di rappresentanti che devono decidere e valutare leggi e disposizioni, la vita democratica. La fiducia - prosegue Masera - è stata tradita e questo rischia di aumentare il senso di disaffezione verso la politica. Questo è altrettanto grave e la vicenda è davvero triste. La beneficenza eventualmente si dovrebbe fare con i propri soldi e non con quelli dello Stato e destinati proprio a quelle figure che necessitano di sostegno".

 

Il bonus è stato pensato, infatti, per aiutare le partite Iva in difficoltà. "Certo una norma scritta male, senza regole. Ma un cittadino che è nelle istituzioni dovrebbe operare per il bene comune e che riceve una buona indennità mensile non può neanche pensare di usare questa misura.
Etica pubblica zero e possono fare un sola cosa: andare a casa", conclude Serafini.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 22 settembre | 20:47
"La dinamica di progressiva riduzione dei posti in accoglienza straordinaria è già da qualche anno che ha i suoi effetti non solo sul Punto [...]
Cronaca
| 22 settembre | 19:59
La proposta di Onda di intitolare una via a Clara Marchetto è approdata in Commissione urbanistica del Comune di Trento e ha trovato la [...]
Montagna
| 22 settembre | 19:27
Una decisione drastica presa dai volontari d'alta quota nella gestione del bivacco dell'amicizia dopo una serie di spiacevoli episodi: [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato