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Bonus 600 euro, richiesto anche dal vice presidente dell'Alto Adige e due consiglieri provinciali dell'Svp

Anche in Alto Adige monta la bufera attorno alla vicenda del bonus destinato alle partite Iva in difficoltà ma richiesto anche da politici di alto profilo e ben remunerati. Nell'occhio del ciclone sono finiti Helmut Tauber e Gert Lanz (Svp), oltre a Paul Köllensperger del Team K

Di Luca Andreazza - 13 August 2020 - 16:35

BOLZANO. Un assessore e tre consiglieri provinciali hanno richiesto il bonus da 600 euro previsto per le partite Iva: Arnold SchulerHelmut Tauber e Gert Lanz dell'Svp, oltre a Paul Köllensperger del Team K

 

Il vice presidente e assessore dell'Alto Adige ha richiesto il bonus, ma non sarebbe riuscito a ottenerlo: "Ma non per metterlo in tasca, quanto per darlo in beneficenza, ha commentato Schuler, il quale ha affermato di avere inteso la richiesta di bonus anche come forma di protesta sapendo che non l'avrebbe ottenuto e di essere comunque infuriato con sé stesso. Insomma, un potpourri di contraddizioni per giustificarsi. 

 

Nel frattempo Lanz sostiene che la richiesta sia stata un errore del suo commercialista e ma di non essere risultato idoneo a ricevere il bonus. Tauber invece, ha ricevuto i 600 euro come imprenditore e promette di restituirlo come politico.

 

Il primo a scusarsi per quanto avvenuto è stato Köllensperger: "Ho fatto un grave errore. Ho restituito il bonus, ammetto di essere stato superficiale a non valutare gli aspetti di questa vicenda" (Qui articolo).

 

Anche in Alto Adige dunque, monta la bufera attorno alla vicenda del bonus destinato alle partite Iva in difficoltà ma richiesto anche da politici di alto profilo e ben remunerati. E' bene specificare che si parla di richieste legittime e non c'è nessun illecito, piuttosto una questione di buonsenso e opportunità da parte di consiglieri provinciali (e assessore) che viaggiano su stipendi decisamente importanti.  

 

Ormai le scuse più gettonate sono quelle dell'errore del commercialista oppure che sono stati restituiti appena ci si è accorti di quanto successo. Un'altra giustificazione è che quel bonus è stato devoluto in beneficenza. E ognuno con i suoi soldi può fare quel che reputa meglio, ma non dovrebbe comunque essere motivo di orgoglio sottrarre risorse statali per usarli a fini benefici, 600 euro che sarebbero dovuti finire a lavoratori e persone in difficoltà proprio a causa della crisi innescata dall'emergenza coronavirus.

 

Nella giornata di ieri, il caso è scoppiato anche in Trentino, il leghista Ivano Job è stato sospeso dal partito (Qui articolo), mentre Alessandro Olivi e Lorenzo Ossanna hanno beneficiato del provvedimento (che si sono auto-votati in consiglio provinciale) del Riparti Trentino (Qui articolo).

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