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C’è il cantiere della Provincia e l’albergo non può riaprire, Zeni: “Da Fugatti facili promesse ma puntualmente disattese”

La riapertura dell’hotel diventa un caso: nonostante le promesse di Fugatti non c’è ancora una data. Zeni: “La responsabilità del cantiere è solo ed esclusivamente della Provincia che però ha dimostrato di non essere in grado di mantenere gli impegni presi”

Di Tiziano Grottolo - 12 giugno 2020 - 13:13

ARCO. Frane, lockdown e cantieri sono questi gli ostacoli che stanno mettendo i bastoni fra le ruote a un imprenditore altogardesano infatti, nonostante la stagione sul Garda trentino stia ripartendo, Simone Nodari titolare dell’Hotel Baia Azzurra non conosce ancora la data precisa fino alla quale dovrà tenere le serrande abbassate (QUI articolo). Il Baia Azzurra sorge alle pendici del Monte Brione, un’area che è stata interessata da diversi eventi franosi (anche di notevoli dimensioni) e per questo le autorità hanno stanziato i fondi per i lavori di messa in sicurezza della parete rocciosa, nel mentre l’attività è stata chiusa e parte del terreno dell’hotel è tutt’ora occupato dal cantiere

 

Ora il “caso Baia Azzurra” è sbarcato anche in consiglio provinciale visto che l’esponente del Partito Democratico Luca Zeni ha depositato un’interrogazione: “Dallo scorso mese di novembre 2019 un prestigioso albergo si trova chiuso per una incredibile serie di concause, che rischiano di determinare lo spegnimento dell’impresa alberghiera stessa. Ripetuti incontri con il presidente della Pat e molte promesse di intervento si sono sprecati senza ottenere alcun risultato concreto”.

 

La struttura ovviamente è danneggiata sia economicamente che a livello d’immagine dalla chiusura forzata e prolungata: “Tenendo presente che il cantiere per i lavori di sistemazione della parete rocciosa sono in capo alla Provincia – ricorda Zeni – si tratta di un caso emblematico, non solo dei danni causati all’economia trentina dall’emergenza Covid-19, ma anche dalla politica delle facili promesse, peraltro invariabilmente disattese, della Giunta provinciale”.

 

È lo stesso consigliere provinciale a ricostruire alcune tappe della vicenda: “Nel mese di gennaio 2020, la proprietà dell’hotel ha incontrato il presidente della Giunta, dopodiché lo scorso 3 giugno Fugatti è tornato, nel suo peregrinare propagandistico, alle pendici del monte Brione ed ha nuovamente assicurato, promesso, garantito, impegnandosi a stabilire subito una data di ripartenza dei lavori, salvo poi non dar seguito a nessuna di queste promesse. La responsabilità del cantiere – prosegue – è solo ed esclusivamente della Provincia, senza il cui intervento il Comune di Arco non può fare nulla”.

 

Dopo l’articolo de Il Dolomiti la Pat ha annunciato che l'attività della struttura alberghiera potrà riprendere normalmente da inizio luglio (QUI articolo), con la comunicazione al Comune arcense da parte di Piazza Dante del via libera formale alla riapertura. Nel frattempo Zeni chiede di sapere quando e come l’hotel Baia Azzurra potrà riaprire anche in vista del periodo estivo e se la Provincia sia tenuta ad interventi risarcitori per una situazione protrattasi fino ad oggi per mancanza di interventi immediati.

 

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