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Coronavirus, al via la riorganizzazione della rete ospedaliera. In Trentino 46 terapie intensive in più. Fugatti: ''Bordon lo avremmo tenuto''

Il decreto “Rilancio” prevede che le regioni e le province autonome adottino piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale allo scopo di rafforzare l’offerta sanitaria e socio-sanitaria territoriale necessaria a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Segnana: ''Dobbiamo essere pronti, in caso ci dovesse essere ritorno della pandemia e della situazione emergenziale. La nostra intenzione è riequilibrare il rapporto territoriale e potenziare la rete assistenziale a 360 gradi'' 

Di L.P. - 29 giugno 2020 - 21:05

TRENTO. ''La Giunta prende atto delle dimissioni volontarie del direttore generale, non è prassi di fronte ad una scadenza contrattuale così distante che si proceda ad un rinnovo: da parte nostra c’era intenzione di proseguire fino alla scadenza naturale del contratto''. Così il presidente Fugatti rispetto alle dimissioni di Paolo Bordon comunicate negli scorsi giorni per recarsi presso l'Usl di Bologna che, di fatto, costringono la Giunta leghista a ripianificare buona parte degli assetti dell'Azienda sanitaria provinciale. 

 

E così oggi pomeriggio si è riunito in videoconferenza, alla presenza dell’assessora alla salute Stefania Segnana, il Consiglio sanitario, organo tecnico consultivo e rappresentativo della sanità trentina, con tutti i rappresentanti delle professioni sanitarie del territorio, tra i quali medici, infermieri, farmacisti, chimici, biologi, psicologi, pediatri, esponenti delle associazioni di familiari dei malati e della consulta delle salute. Nel corso della riunione l’assessora ha informato il Consiglio delle prossime strategie in campo sanitario, presentando il Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera, che è stato predisposto dalla Giunta e deliberato il 16 giugno scorso.

 

Segnana ha anche delineato gli sviluppi programmati sulla rete assistenziale ospedaliera e territoriale trentina, affiancata da Giancarlo Ruscitti, responsabile del Dipartimento salute e politiche sociali, da Franca Bellotti, del Servizio Politiche sanitarie e per la non autosufficienza e da Pier Paolo Benetollo, in rappresentanza della Direzione generale di Apss. Al termine della riunione il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, è intervenuto per un saluto e ha informato ufficialmente i presenti delle imminenti dimissioni del direttore generale di Apss Paolo Bordon

 

Abbiamo sempre lavorato in modo costruttivo – ha detto il presidente - e lo ringraziamo per il lavoro importante che ha fatto e che sta facendo in questi giorni. La Giunta prende atto delle dimissioni volontarie del direttore generale, non è prassi di fronte ad una scadenza contrattuale così distante che si proceda ad un rinnovo: da parte nostra c’era intenzione di proseguire fino alla scadenza naturale del contratto. La Giunta provinciale sta formulando una deliberazione per procedere ad indire un bando per un nuovo direttore generale nei prossimi giorni, per individuare la persona più adatta nel più breve tempo possibile. Contemporaneamente verrà affidato a Pier Paolo Benetollo l’incarico protempore di gestione di direzione dell’azienda sanitaria”.

 

Venendo al tema centrale dell’incontro, l’assessora ha informato che la riorganizzazione strutturale è stata inviata a Roma. Il decreto “Rilancio” prevede, infatti, che le regioni e le province autonome adottino piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale allo scopo di rafforzare l’offerta sanitaria e socio-sanitaria territoriale necessaria a fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, ad assicurare una presa in carico precoce dei pazienti contagiati, dei pazienti in isolamento domiciliare obbligatorio, dimessi o paucisintomatici non ricoverati e dei pazienti in isolamento fiduciario, oltre a potenziare l’assistenza domiciliare e l’assistenza infermieristica a favore dei pazienti fragili.

 

“Siamo in attesa di una approvazione ufficiale - ha precisato Segnana - mentre per l’assistenza territoriale stiamo lavorando con Apss. Dobbiamo essere pronti, in caso ci dovesse essere ritorno della pandemia e della situazione emergenziale. La nostra intenzione è riequilibrare il rapporto territoriale e potenziare la rete assistenziale a 360 gradi. Già lo scorso gennaio, prima della pandemia, avevamo valutato come organizzare gli ambulatori territoriali con la presenza di un infermiere per rispondere alle necessità di seguire le malattie croniche e il decreto rilancio prevede l’infermiere di comunità: eravamo sulla strada giusta”. Riguardo alle risorse, ha proseguito l’assessora, sarà necessario fare delle valutazioni puntuali.

La riorganizzazione vede una serie di ampliamento dei posti letto terapia intensiva e semintensiva, negli ospedali principali di Trento e Rovereto, ma anche negli ospedali di valle.

 

Si prevede dunque la realizzazione di nuovi posti letto di terapia intensiva: 36 presso l’ospedale di Rovereto, 6 presso l’Ospedale di Cles e 4 presso l’ospedale S. Chiara di Trento; la realizzazione di nuovi posti letto di terapia semi intensiva: 20 presso l’ospedale S. Chiara di Trento, 8 presso l’ospedale di Cles e 10 presso l’ospedale di Arco; la riorganizzazione dei percorsi presso i Pronto soccorso del Santa Chiara, di Arco, Cavalese, Cles e Rovereto. Il nuovo modello di assistenza territoriale è orientato ad un ampliamento quantitativo–temporale e ad una migliore qualificazione della risposta assistenziale; si prevede una presa in carico multidimensionale delle persone meno frammentata e maggiormente integrata; il consolidamento, secondo programmi di attività distrettuali, di specifiche attività di prevenzione, di promozione della salute, di medicina di iniziativa; un rafforzamento dell’assistenza domiciliare integrata per una più efficace risposta ai bisogni dei pazienti cronici, dei disabili e delle persone con fragilità attraverso l’attivazione del nuovo modello dell’“infermiere di famiglia”.

 

Segnana ha anche evidenziato la necessità di migliorare le attività connesse all’emergenza epidemiologica attraverso la strutturazione di un sistema che permetta di intercettare tempestivamente eventuali focolai e quindi di assicurare altrettanto tempestivamente la presa in carico dei pazienti contagiati, il potenziamento del Dipartimento di Prevenzione attraverso il trasferimento delle competenze statistiche ed epidemiologiche dell’Osservatorio per la salute all’interno del dipartimento prevenzione; l’attivazione di una Centrale Operativa Provinciale con funzioni di coordinamento unitario e di raccordo di tutti i servizi sanitari e socio-sanitari con la rete di Trentino Emergenza 118 che si inserisce nel solco della centrale operativa del numero telefonico unico europeo 116-117 in fase di attuazione e in attesa di approvazione da parte del Ministero della Salute.

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