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Coronavirus, il sindacato degli infermieri diffida il presidente Fugatti: "Il tempo delle chiacchiere è finito. Vogliamo i tamponi per il personale in prima linea"

Dopo la denuncia della carenza di misure sanitarie per il personale sanitario, Nursing Up ha diffidato i presidenti della Provincia di Bolzano Kompatscher e della Provincia di Trento Fugatti per le richieste rimaste inascoltate. In un'altra lettera, piuttosto arrabbiata, chiedono i tamponi ai professionisti sottoposti a rischio contagio, la comunicazione dei dati ufficiali sugli infermieri infettati e il riconoscimento di un incentivo economico

Pubblicato il - 19 marzo 2020 - 13:07

TRENTO. Dopo l'allarme lanciato dal coordinatore di Nursing Up Trento Cesare Hoffer sulla mancanza di tutele del personale “in trincea” nel fronteggiare il Coronavirus, dal sindacato degli infermieri arriva un'altra accorata richiesta ai governatori delle province di Trento e Bolzano, corredata da una diffida formale. Di seguito la lettera con le richieste:

 

CARENZA DI DISPOSITIVI SANITARI DI SICUREZZA: IL SINDACATO NURSING UP HA DIFFIDATO FORMALMENTE I PRESIDENTI DELLE GIUNTE REGIONALI, IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DI BOLZANO KOMPASCHTER ED IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DI TRENTO FUGATTI

 

Ora basta, vogliamo risposte concrete dalle istituzioni, la Giunta provinciale di Trento e l'Azienda sanitaria si adoperino per reperire e fornire i dispositivi sanitari necessari a protezione dei nostri professionisti, il tempo delle chiacchiere è finito, se non avremo le adeguate risposte, ci attiveremo a tutela dei nostri associati presso le sedi che riterremo più opportune, compresa quella legale.

 

Ieri è scesa in campo la presidenza nazionale Nursing up, che ha inviato una nota di diffida al Presidente della Giunta provinciale Fugatti (alleghiamo).

 

Non si può certo pensare di affrontare l'emergenza coronavirus a danno della salute degli infermieri e di tutti i professionisti sanitari, in questo momento se si ammala un infermiere viene meno la principale garanzia assistenziale per il cittadino, inoltre i nostri professionisti diventano vettori di diffusione della malattia presso le proprie famiglie e il cittadino/utente.

 

Chiediamo inoltre quanto segue:

1- l'effettuazione dei tamponi ai nostri professionisti sottoposti al rischio professionale o che abbiano già sviluppato una sintomatologia;

2-la comunicazione ufficiale e formale del dato di quanti nostri colleghi siano positivi al coronavirus e/o siano ricoverati o in quarantena a casa;

3-il riconoscimento di un incentivo economico da parte dell' Azienda sanitaria e della Giunta provinciale ai nostri professionisti impegnati in questo immane sforzo in una situazione di alto rischio.

 

Rispetto ai punti sopraelencati abbiamo inviato già diverse note a Fugatti, Segnana e Bordon senza ricevere alcune risposta, il loro disinteresse è stato totale, adesso ci stiamo davvero arrabbiando!!

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