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| 01 nov 2020 | 14:11

"La situazione è grave e non ci sono all’orizzonte risposte istituzionali adeguate", Nursing Up annuncia lo sciopero degli infermieri

Lunedì 2 novembre avrà luogo lo sciopero degli infermieri, come annunciato da Nursing Up. "Una ristretta delegazione sindacale Nursing up di Trento e Bolzano rappresenterà le principali richieste di infermieri e professionisti sanitari, radunandosi in protesta di fronte al palazzo della Regione"

"La situazione è grave e non ci sono all’orizzonte risposte istituzionali adeguate"
di Mattia Sartori

TRENTO. Il sindacato Nursing Up proclama lo sciopero nazionale di 24 ore a partire dalle 7 di lunedì 2 novembre. Lo sciopero è volto a dare un forte segnale alla politica delle Provincie di Trento e Bolzano, oltre che a quella nazionale, chiedendo una risposta migliore alla situazione di emergenza in cui versa il sistema sanitario. "La situazione è grave e non ci sono all’orizzonte risposte istituzionali adeguate e strutturate per affrontare con efficacia le problematiche da noi ripetutamente denunciate ed evidenziate nel corso degli anni (QUI ARTICOLO)". 

 

Lunedì 2 novembre ci sarà inoltre un presidio di protesta davanti al palazzo della Regione a Trento, dove una delegazione di Nursing Up di Trento e Bolzano porterà davanti alla pubblica attenzione le principali richieste degli infermieri e di altri professionisti sanitari.

 

1. Un alveo contrattuale autonomo, con risorse economiche dedicate ed avulse dal resto del comparto, che riconosca peculiarità, competenza e indispensabilità ormai evidenti della categoria infermieristica, che rappresenta oltre il 41% delle forze del Servizio sanitario nazionale e oltre il 61% degli organici delle professioni sanitarie. Analogamente accada per le professioni sanitarie ostetrica e tecniche.

 

2. Risorse economiche dedicate e sufficienti per il riconoscimento di una indennità professionale infermieristica mensile che, al pari di quella già riconosciuta per altre professioni sanitarie della dirigenza, sia parte del trattamento economico fondamentale, e che riconosca e valorizzi sul piano economico le profonde differenze rispetto alle altre professioni, rese ancor più evidenti, da ultimo, proprio dalla pandemia COVID-19.

 

3. Risorse economiche per il contratto della sanità finalizzate e sufficienti per conferire un’indennità specifica e dignitosa per tutti i professionisti che si occupano ai vari livelli di funzione di assistere pazienti con un rischio infettivo.

 

4. Individuazione di uno specifico contratto/convenzione nazionale di lavoro per l’infermiere di famiglia, immediato adeguamento delle dotazioni organiche del personale operante nella generalità dei presidi ospedalieri e sul territorio, calibrato tenendo conto dei reali bisogni dell’assistenza con coevo aggiornamento della programmazione degli accessi universitari posto che, allo stato, mancano più di 53 mila infermieri. Nuove norme in grado di agevolare, concretamente, la mobilità del personale tra gli enti del servizio sanitario nazionale, anche eliminando il “previo placet” al trasferimento dell’ente di appartenenza in caso di disponibilità di posto vacante nell’ente di destinazione.

 

5. Superamento, per gli infermieri pubblici e per gli altri professionisti non medici, del vincolo di esclusività, riconoscendo loro il medesimo diritto già esistente per il personale medico, di svolgere attività intramoenia, anche per far fronte alla gravissima carenza di personale in cui versano le strutture sociosanitarie, le RSA, le case di riposo, di cura e le strutture residenziali riabilitative.

 

6. Direttive e risorse economiche finalizzate a sostenere l’aggiornamento professionale dei professionisti sanitari oggetto della presente, riduzione del debito orario settimanale degli stessi (orario di servizio) pari ad almeno 4 ore settimanali, da utilizzare per le attività di aggiornamento, come già avviene per i medici.

 

7. Direttive e nuove risorse economiche finalizzate all’immediato e stabile riconoscimento degli infermieri specialisti e gli esperti in applicazione della Legge 43/06 e per la valorizzazione economico giuridica della funzione di coordinamento, valorizzazione delle competenze cliniche e gestionali degli interessati;

 

8. Riconoscimento della malattia professionale e correlato meccanismo di indennizzo in caso di infezione, con o senza esiti temporanei o permanenti.

 

 

 

 

 

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